Chronorama in mostra a Palazzo Grassi a Venezia
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Chronorama: come si ascolta un archivio fotografico

Il podcast di Chora Media racconta le storie dell’archivio fotografico Condé Nast, nella mostra Chronorama – Istantanee dal Novecento in una selezione curata da Ivan Carozzi

Chronorama – Tesori fotografici del XX secolo – in mostra a Palazzo Grassi a Venezia

All’origine del percorso di Chronorama – Tesori fotografici del XX secolo – in mostra a Palazzo Grassi a Venezia – c’è una storia editoriale, quella di Condé Nast, e delle riviste che aveva salvato, Vogue e Vanity Fair. I settimanali furono acquistati in un momento di crisi dall’editore nel 1909 e nel 1912 e divennero rapidamente  luoghi culto dove arrivarono pionieri e grandi nomi della fotografia, adattati allo stile editoriale della moda, del costume e dei nuovi linguaggi. Edward Steichen, Horst P.Horst, Maurice Goldberg, Edward Weston, Irving Penn, André Kertesz, Helmut Newton, Walker Evans, William Klein, Diane Arbus: sono solo alcuni dei più grandi nomi della fotografia del Novecento, un “secolo breve” che si affaccia– ma abbraccia – anche la rivoluzione del colore. 

Se Matthieu Humery, curatore della mostra, ha raccolto la sfida di selezionare solo una piccola parte – quattrocento foto – dell’archivio Condé Nast acquisito dalla Pinault Collection, Chora media ne ha raccontato e descritto le immagini nel podcast in tre puntate Chronorama – Istantanee dal Novecento – in italiano, inglese e francese – per accompagnare i visitatori in una dimensione non solo cronologica ma anche narrativa della mostra. 

Clementina Rizzi, responsabile della comunicazione di Palazzo Grassi

«Avevamo bisogno di raccontarne solo una parte – lasciando scegliere a Choramedia alcune immagini per parlare di alcuni momenti di questo secolo», ha spiegato a Lampoon Clementina Rizzi, responsabile della comunicazione di Palazzo Grassi. Chora media è un partner che ha già collaborato con Palazzo Grassi nella mostra di Marlene Dumas, con l’obiettivo di moltiplicare i punti di vista sulla mostra d’arte e fotografica: «Dare strumenti per aumentare i punti di vista, senza ridurre il pubblico ad averne solo uno», aggiunge Rizzi. 

È Sara Poma, Head of Chora Studio a raccontare l’approccio di metodo a Chronorama: «La sfida è raccontare le immagini, perché il podcast è uno strumento che si basa sulla voce e sulle parole. Può spaventare chi scrive. Ci siamo concentrati sull’orizzonte dove non poteva arrivare lo sguardo. Per questo siamo fatti aiutare non solo dalla scrittura di Ivan Carozzi, ma anche dal lavoro di sound design che ha avuto il compito di portare dentro quell’immagine che stiamo descrivendo»

La fotografia chiama l’occhio, che parla alla narrativa e alla fantasia. Nella narrazione delle descrizioni di Chronorama si sente il punto di vista dell’autore, come nel caso della foto di Susan Sontag – filosofa e autrice del saggio fondamentale “Sulla fotografia” insieme al figlio, David Sontag Rieff, raccontato nella terza puntata del podcast, dedicata agli anni Sessanta e Settanta. 

Chronorama: Ivan Carozzi e uno scatto di George Butler del 1975

L’approccio alle descrizioni di soggetti lontani nel tempo e fuori dalla portata esperienziale diventa basilare, spiega Ivan Carozzi, autore del podcast: «Il racconto si sviluppa attraverso lo studio dell’autore, cioè del fotografo, poi lo studio del soggetto ritratto, quindi dimenticando ogni informazione e cercando di guardare la foto in modo vergine, come se non sapessi nulla, e provando a riflettere su ciò che mi comunica». La foto preferita dall’autore è uno scatto di George Butler del 1975, che riprende il senso della mostra, l’evoluzione, il cambiamento inevitabile «Il corpo di Arnold Schwarzenegger in posa da culturista – una foto in bianco e nero, scattata negli anni Settanta – .dopo decine di corpi e volti fotografati a partire dagli anni Dieci, si presenta come un’eccezione e l’annuncio di un canone estetico iperbolico e di una nuova forma di bellezza, creati tanto dallo sport e dal lavoro fisico, quanto dalla scienza e dalla farmacologia».

La dottoressa Walker: la prima immagine di Chronorama a Palazzo Grassi

Una foto di Paul Thompson, apparsa su Vanity Fair nel 1911, inedita perché mai pubblicata dalla rivista, è tra le prime foto ad aprire la mostra di Palazzo Grassi: è la dottoressa Walker, indossa i pantaloni e un cappello a cilindro, sembra tenere stretta nella mano sinistra una bandiera degli Stati Uniti. Nel 1911 la condizione delle donne impediva loro di indossare i pantaloni, una violazione del codice del costume americano. Mary Edwards Walker era una famosa dottoressa, la seconda donna chirurgo della storia degli Stati Uniti e prima donna medico dell’esercito americano. 

La pioniera dei diritti delle donne morì nel 1919, a 86 anni, un anno dopo il diritto di voto per le donne negli Stati Uniti diventava realtà. Per capire questo percorso, sono fondamentali le parole di Anna Wintour nella presentazione del catalogo della mostra: «Chi è importante? Cosa è rilevante in questo momento? Cosa sta succedendo davvero?», scrive la direttrice di Vogue, che si sofferma sulle fotografie «più controverse», «che hanno una forza fuori dal comune». Sono gli scatti di Irving Penn, Helmut Newton con la serie “Story of Ohhh…”del 1975 e Deborah Turbeville con le tre modelle della serie Bathhouse, alla piscina dell’East Twenty-Third Street di New York City. 

Il carattere umano è mutato

Il cambiamento è la chiave per attraversare Chronorama e riflettere sulla frase di Virginia Woolf citata anche nelle prima puntata del podcast della mostra: «Nel dicembre 1910, o giù di lì, il carattere umano è mutato». Cento anni dopo, a partire dal 2010, o giù di lì, le rivoluzioni in corso, dall’avvento dei social network fino allo sviluppo dell’intelligenza artificiale – richiamano lo stessa intuizione della scrittrice de l’ Orlando rispetto al nostro tempo. Sarà ancora la fotografia a esserne testimone, nell’epoca dell’immagine istantanea? Chi sarà interprete e riuscirà a mettere ordine nel caos delle immagini e delle opinioni?

Chronorama. Tesori fotografici del 20° secolo 

La prima esposizione mondiale dedicata ai tesori fotografici recentemente acquisiti dalla Pinault Collection e provenienti dagli archivi di Condé Nast, alcuni mai visti prima dal grande pubblico. La mostra presentata a Palazzo Grassi raggruppa una selezione di 407 opere realizzate tra il 1910 e il 1979, ordinate in un percorso cronologico, che mostrano donne, uomini, momenti storici, vita quotidiana, sogni e drammi del 20° secolo. La mostra, a cura di Matthieu Humery, è ospitata a Palazzo Grassi, Venezia, dal 12 marzo 2023 fino al 7 gennaio 2024. I racconti per il podcast “Chronorama – Istantanee dal Novecento” sono scritti da Ivan Carozzi, giornalista, scrittore e autore di programmi TV e podcast. L’autore ha già curato per Palazzo Grassi “Una specie di tenerezza”, racconto audio dell’opera artistica di Marlene Dumas, con il supporto redazionale di Francesca Berardi.

Emanuela Colaci 

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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