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Relais Sant’Uffizio
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Cosa succede in Monferrato: forestazione rurale, cultura vitivinicola e turismo

In Monferrato, la tradizione vitivinicola e culinaria diventa motore per la biodiversità – viaggio nel basso Piemonte tra piantumazione di alberi, villaggi di capanne contemporenei e ospitalità

Relais Sant’Uffizio: innovazione e appartenenza alla comunità

Quella del Monferrato è una zona che guarda al futuro senza trascurare le proprie radici. Per questo, molte attività, pur investendo nell’innovazione, conservano un senso di appartenenza alla comunità locale alla sua storia. Il Relais Sant’Uffizio di Cioccaro, ospita un hotel e un ristorante stellato all’interno di una struttura del Sedicesimo secolo. Il Relais è stato inaugurato nel 2015 dopo un’opera di restauro. 

La storia del palazzo dove oggi ha sede il Sant’Uffizio

La struttura originale fu costruita nel 1542 per volere di Papa Paolo III. Nacque come monastero di frati dominicani, che allevavano bachi da seta nei sottotetti e producevano vino per le messe nelle cantine. Allora come oggi, infatti, il Sant’Uffizio è circondato da vigneti. Pare, addirittura, che ai tempi ci fosse una sorta di competizione enologica fra i frati dominicani di Cioccaro e quelli francescani di Moncalvo, un paese vicino. 

Successivamente, ai tempi dell’Inquisizione cattolica, il Sant’Uffizio divenne la sede dell’inquisitore di Casale Monferrato, che dipendeva direttamente da Roma. Rimase di proprietà della Chiesa fino al 1800, quando fu smembrato da Napoleone Bonaparte a seguito della battaglia di Marengo, per poi essere tramutato in tenuta agricola e infine abbandonato.

la Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini

La successiva opera di restauro si è concentrata sul riportare alla luce l’eredità storica del luogo, conservando diversi elementi originali: i mattoni rossi degli esterni, gli affreschi dell’Ottocento e le icone mariane nelle allora celle dei monaci, oggi trasformate in camere e suite. In Casa Mufrà, invece, una struttura costruita vicino all’edificio originale, regna uno stile contemporaneo.

Il relais dispone anche di un ristorante con due stelle Michelin, la Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini. Qui, il Resident Chef Gabriele Boffa reinterpreta in chiave moderna la cucina della tradizione locale. I piatti sono realizzati con ingredienti stagionali e abbinati a vini del territorio.

Alto Piemonte – Gran Monferrato: Città Europea del Vino 2024

Sabato tredici gennaio, il commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski ha consegnato ad Alto Piemonte – Gran Monferrato il titolo di Città Europea del Vino 2024. La cerimonia si è tenuta in Portogallo e ha visto il passaggio di testimone tra diciannove comuni della Valle Douro, Città Europea del Vino 2023, e venti comuni piemontesi, tra cui alcuni monferrini.

Per tutto il 2024, la zona sarà teatro di tavole rotonde, degustazioni e convegni dedicati alle politiche comunitarie sulla vitivinicoltura. Si parlerà di agricoltura, mercati, del rapporto tra vino e salute, di educazione al consumo consapevole e, dell’identità dei territori.

Langhe e Monferrato: turismo sì, ma con un occhio di riguardo alla sostenibilità

La notizia è arrivata sul tavolo dell’annuale assemblea dei soci dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, tenutasi pochi giorni dopo. Scopo dell’evento era dettare la linea per il nuovo anno della gestione di un territorio, quello del basso Piemonte, che nel 2014 è stato iscritto dall’UNESCO fra i siti patrimonio dell’umanità. 

L’attuale presidente dell’Ente, Mariano Rabino, ha indicato il turismo sostenibile come primo obiettivo per il 2024. Da una parte, infatti, vi è il desiderio di accrescere la visibilità sia nazionale sia internazionale di questo territorio, le cui radici affondano nella tradizione rurale. Dall’altra, tuttavia, si ha la consapevolezza dell’impatto ambientale che il turismo comporta. Pertanto, «occorre lavorare su corrette politiche di sviluppo turistico che tengano conto della fragilità delle nostre colline, dei suoi residenti e degli obiettivi di una sua crescita sostenibile, omogenea e coordinata» ha dichiarato Rabino. 

Distretto del cibo e del vino Langhe – Monferrato e tentativi di forestazione rurale

Negli ultimi anni, nella zona del Monferrato e delle Langhe sono state avviate iniziative improntate alla forestazione rurale e alla tutela dell’ecosistema. Lo scopo è valorizzare il patrimonio enogastronomico locale e promuovere un turismo sostenibile a livello sia ambientale sia sociale. 

Un primo passo in questa direzione è stato compiuto nel 2020, con la creazione del Distretto del cibo e del vino Langhe – Monferrato da parte dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. Poi iscritto all’albo nazionale dei Distretti del Cibo del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste. Il distretto lavora per garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco di cibo e salvaguardare il territorio attraverso attività agricole e agroalimentari.

In Monferrato si combatte le malattie della vite, come la flavescenza dorata

Fra gli obiettivi a breve termine, c’è la ricerca scientifica per combattere le malattie della vite, come la flavescenza dorata, e altre specie infestanti che hanno colpito negli anni la vegetazione locale. Sommandosi ai danni già perpetrati dagli interventi antropici di trasformazione del territorio naturale.

Per ripristinare la biodiversità della zona, sono stati messi in capo interventi di forestazione rurale, utili anche a ridurre i livelli di inquinamento. Un esempio è il progetto attuato da Terna e AzzeroCO2 nel comune monferrino di Trino. Qui, nel 2022, sono stati piantati mille nuovi alberi. Tutte specie arboree autoctone, adatte alle condizioni climatiche del territorio: olmi ciliati, aceri campestri, frassini maggiori e carpini bianchi. Un’iniziativa improntata anche alla salvaguardia della fauna locale, tra cui spiccano aironi cenerini, nitticore e garzette.

Azienda Vitinicola Fratelli Natta: imprenditoria etica a Grazzano Badoglio

Dalla tradizione enologica monferrina nasce l’Azienda Vitinicola Fratelli Natta di Grazzano Badoglio. In provincia di Asti, su un terreno di cui già i romani avevano imparato a sfruttare la fertilità, quest’azienda a conduzione familiare produce diverse tipologie di vino secondo un modello di imprenditoria etica.

Uve a bacca bianca, quali Chardonnay Arneis e Viognier, si alternano alle uve a bacca rossa delle tipiche etichette monferrine, quali Barbera, Grignolino, Freisa e Ruchè. La vendemmia avviene secondo il metodo tradizionale, senza ricorrere all’utilizzo di macchine. 

Monferace: la rinascita di un pezzo di storia enologica del Piemonte

Fratelli Natta è una delle aziende vitivinicole che hanno partecipato alla rinascita del Monferace insieme ad Accornero, Alemat, Angelini Paolo, Castello di Uviglie, Sulin, La Fiammenga, La Tenaglia, Tenuta Santa Caterina e ViCaRa. Monferace è l’antico nome del Monferrato, ma è anche un vino con otto secoli di storia alle spalle. Pare che fosse il vino preferito dei Savoia. 

Nel 2015 è stato riportato in vita con una nuova espressione vinicola. Si tratta di un Grignolino in purezza, ricco di tannini, che viene prodotto soltanto nelle annate in cui le uve raggiungono un certo standard qualitativo, con un periodo di affinamento di quaranta mesi, di cui ventiquattro in botti di legno. 

Lilelo: lodge immersi nella natura monferrina per vacanze green 

Lilelo, acronimo di Little Leisure Lodge è un villaggio turistico a basso impatto ambientale costituito da capanne in legno. 

Situato a Grazzano Badoglio, Lilelo è stato progettato dallo studio di architettura francese Atelier Lavit. Il lodge rappresenta una moderna evoluzione della capanna, archetipo primitivo del ponte fra uomo e natura. Il villaggio ne comprende tre, ciascuno realizzato con un legno diverso – vigna, quercia e rosmarino – con una forma a V rovesciata ispirata ai covoni di paglia della tradizione contadina. 

Ristorante Il Bagatto: cucina monferrina a base di materie prime naturali

A Grazzano Badoglio è anche possibile assaggiare la tipica cucina monferrina. Al Ristorante Il Bagatto, un locale dal design casereccio a conduzione familiare, i piatti della tradizione locale sono cucinati con materie prime naturali. 

Gli antipasti comprendono vitello tonnato, peperoni in bagna cauda, pollo in carpione, affettati monferrini e toma piemontese. Le tagliatelle e gli agnolotti per i primi sono fatti a mano. I secondi includono bollito misto, filettino di maialino, selvaggina e fritto misto alla piemontese. I dolci – tra cui bonet, gelati artigianali e bavaresi – sono fatti in casa.

Castello di Razzano: una slow holiday monferrina

Il Monferrato e le Langhe si propongono come meta slow holiday. È questo, per esempio, il concetto alla base del Relais Castello di Razzano, una dimora storica di proprietà della famiglia Olearo, da generazioni impegnata nella produzione di vino.

All’interno del castello si trovano una piscina, un ristorante – che propone rivisitazioni creative di ricette tradizionali – e un museo dedicato alla storia e alla cultura del mondo contadino e vitivinicolo monferrino. 

Nei seminterrati sono state mantenute le cantine originali, dove tutt’ora viene portata avanti la storica produzione di vino, cui si è aggiunta anche quella di olio di oliva Extra vergine. 

Monferrato: non solo enogastronomia, ma anche cultura e benessere

Parallelamente all’offerta enogastronomica, il Monferrato ambisce a proporre soluzioni etiche e sostenibili anche per chi è interessato alla cultura o al benessere.

Tenuta Santa Caterina, all’interno del suo relais di Grazzano Badoglio, mette a disposizione degli ospiti un salotto biblioteca e organizza escursioni nella natura e visite culturali.

Al B&B CasaBella è invece possibile praticare yoga e pilates immersi nella natura, oppure seguire corsi di cucina italiana, découpage, o restyling di mobili. 

Langhe-Monferrato

Il ‘Paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato’ è dal 2012 un sito patrimonio dell’umanità (UNESCO), che comprende una serie di località situate nelle aree vitivinicole del Basso Piemonte, quali le Langhe, il Roero e il Monferrato.

A partire dal 2020, il Distretto del cibo e del vino Langhe – Monferrato è anche stato riconosciuto a livello nazionale per la sua tradizione culinaria e vitivinicola. Ne è espressione il Monferace, un nuovo vino lanciato nel 2015 da un consorzio di cantine monferrine. 

Nel 2024, la zona ospiterà diverse iniziative legate all’enologia, all’educazione alimentare e alla sostenibilità ambientale come risultato della nomina a Città Europea del Vino 2024.

Debora Vitulano

Il 2024 del Monferrato votato alla cultura vitivinicola
Relais Sant’Uffizio: la struttura originale fu costruita nel 1542 per volere di Papa Paolo III
Il Relais Sant'Uffizio è stato inaugurato nel 2015 dopo un’opera di restauro
Il Relais Sant’Uffizio è stato inaugurato nel 2015 dopo un’opera di restauro

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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