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Giuseppe Russo, Neri Pozza: storia di un editore filosofo che non ha paura di TikTok

Da La ragazza con l’orecchino di perla a Blackwater, la saga che racconta di matriarcato, crisi climatica e rapporti familiari nell’Alabama di inizio Novecento. Giuseppe Russo, direttore editoriale di Neri Pozza

La ragazza con l’orecchino di perla e la rinascita di Neri Pozza

Neri Pozza tornò a essere Neri Pozza la notte in cui Giuseppe Russo si ritrovò tra le mani La ragazza con l’orecchino di perla e non riuscì a prendere sonno, travolto dalla lettura precisa e appassionante. Era il 1999 e l’anno dopo il libro di Tracy Chevalier, con in copertina il quadro di Johannes Vermeer, stampato in 12 mila copie, uscì in tutte le librerie italiane, facendo così risorgere una casa editrice che, dopo i tempi gloriosi di Gadda, Buzzati, Parise e Montale, si era ritrovata a vivere una fase di declino, pubblicando per lo più libri d’arte e spiritualità.

«La casa editrice era appena passata al gruppo Athesis ma Longanesi, che ne era stata precedentemente proprietaria, ci aiutò con la distribuzione e la promozione e fu un successo.» Prima di arrivare a Milano, chiamato da Mauro Spagnol, Russo aveva fondato a Napoli una piccola casa editrice, la Guida Editori: «Io ero un ex ricercatore di filosofia con l’ambizione di creare un’Einaudi partenopea. Pubblicammo nomi e romanzi come I Commitments di Roddy Doyle e Cavalli Selvaggi di Cormac McCarthy» ricorda durante la nostra conversazione.

Blackwater, una saga tascabile

Ho voluto parlare con Giuseppe Russo perché, tra il 17 gennaio e il 28 marzo, Neri Pozza ha fatto uscire, a cadenza quindicinale, i sei capitoli di Blackwater, una saga gotica scritta nel 1983 dall’autore americano Michael McDowell, conosciuto tra le altre cose per essere lo sceneggiatore di Beetlejuice, diretto da Tim Burton, e amato da Stephen King che lo definì “the finest writer of paperback originals in America”.

Proprio il paperback, ovvero la scelta del tascabile come formato per la saga, è una delle caratteristiche che ha attirato la mia attenzione. Perché una versione economica per una prima pubblicazione destinata a convertirsi facilmente in un fenomeno letterario? «Il tascabile – mi risponde Russo – consente di rivolgersi a un pubblico più giovane, meno attento alle edizioni maggiori e più care. Vorremmo colmare la disparità evidente che abbiamo con gli altri paesi. In Italia – spiega ancora – abbiamo un pubblico costituito principalmente dai cosiddetti “lettori forti” e un mercato limitato soprattutto alla narrativa letteraria e alla saggistica di qualità ma non si è sviluppata una lettura di massa come negli altri paesi, dove i tascabili sono diffusi e apprezzati».

Michael McDowell, un fenomeno di culto per un pubblico giovane

I tascabili attraversano una frase evidente di crisi di vendita. Si impongono solo quando ci sono campagne, sconti, e vendono testi che sono negli anni diventati oggetti di devozione, i grandi classici come Calvino o Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque per fare degli esempi. L’idea di Neri Pozza era dunque trovare il modo di rilanciare il marchio BEAT (La Biblioteca degli Editori Associati di Tascabili).

Ma perché proprio una saga ambientata a Perdido, un piccolo paese del Sud degli Stati Uniti nel 1919, è stata scelta per un’operazione così significativa? «Proprio con l’idea di conquistare un pubblico più giovane – racconta Russo – ho cominciato a indagare nella letteratura di genere, sempre senza perdere di vista la qualità letteraria. Rileggendo Stephen King ho scoperto che apprezzava moltissimo Michael McDowell e quando mi sono imbattuto nel primo capitolo della saga, La piena, l’ho trovato irresistibile. A questo aggiungiamo che McDowell è ormai un autore di culto, un fenomeno, e che il fatto di essere pubblicato in edizione tascabile era una sua esplicita volontà, facendo altrimenti l’avremmo tradita».

Le copertine dell’illustratore spagnolo Pedro Oyarbide

L’edizione tascabile di Blackwater non deve però trarre in inganno perché la cura e l’estetica con la quale sono stati confezionati i volumi è evidente sin dalle copertine, magnetiche. «Sono opera di Pedro Oyarbide, un illustratore spagnolo bravissimo – spiega Russo – Oyarbide le ha disegnate per la casa editrice francese Monsieur Toussaint Louverture che ha pubblicato la saga l’anno scorso e noi abbiamo voluto mantenerle.» Una scelta non semplice da sostenere perché la stampa delle copertine è affidata alla tipografia di un piccolo paesino francese che lavora con una sola macchina ma che grazie alla tecnica della goffratura è capace di realizzare elementi in rilievo e donare luminosità e brillantezza all’immagine. «E’ un lavoro artigianale e comporta dei rischi – ammette Russo – Infatti in alcuni momenti siamo stati sguarniti e questo è stato grave ma abbiamo preferito fare così. Le copertine originali dell’edizione americana avevano una plastificazione opaca e delle immagini tipiche del genere horror ma a mio parere non era il modo giusto di trattare lo scrittore».

Tanto in Francia come in Italia, l’uscita dei sei volumi ha avuto una cadenza accelerata rispetto a quanto accadde in America nel 1983, quando tra un libro e l’altro passava un mese. «Abbiamo scelto di farli uscire ogni quindici giorni perché ogni capitolo della saga si conclude in un modo nel quale il lettore sente il bisogno di avere subito il nuovo libro a disposizione, di non poter aspettare.» Ascoltando Russo si potrebbe credere che questa altro non sia che la visione di un editore appassionato e convinto delle sue scelte, ma le vendite gli stanno dando ragione: «Sono sorprendenti, credo arriveremo facilmente al mezzo milione di copie totali. Prevedo una lunga vita per questa storia, continueremo a vendere fino alla fine dell’anno e la Francia ci conferma che anche dopo l’ultima uscita gli acquisti sono proseguiti perché si basavano sul passaparola».

Booktrailer, podcast e #BookTok

Per lanciare la saga, Neri Pozza ha usato in modo organico tutti i linguaggi a disposizione. «Nell’istante in cui abbiamo acquisito i diritti di Blackwater abbiamo deciso come lanciarlo e il nostro ufficio marketing e comunicazione ha avuto delle geniali intuizioni. Abbiamo fatto subito dei trailer, che sono opera di Umberto Costamagna e poi un podcast che serviva a far comprendere che non si trattava solo di una saga horror. Io sono convinto che non si debba lasciare alla mera editoria commerciale i mezzi tecnologici e siamo tra i pochi editori che fanno attenzione ai #booktok. Il problema di fondo – riflette Russo – è sempre cosa promuovono. Ma ci sono opere come Follia o Una vita come tante che hanno avuto ancora più successo grazie anche alla spinta di booktoker intelligenti. È un grandissimo errore pensare che la letteratura non concerne i giovanissimi. Prendiamo due casi di riscoperte di Neri Pozza adottati proprio dai bookter: La vita davanti a sé di Romain Gary che è arrivato a 200mila copie vendute e che Silvio Orlando ha portato a teatro. E Niente di nuovo sul fronte occidentale: una radicale denuncia della guerra, il capolavoro del pacifismo. Perché piace ai giovani? Perché racconta il massacro che si riproduce ora nelle trincee ucraine. La vita davanti a sé invece non è solo un libro sulla tolleranza ma sull’empatia di una prostituta ebrea che accoglie un ragazzino arabo. L’empatia rispetto alla condizione umana, al di là del sangue, della razza». Quasi in contemporanea i sei volumi di Blackwater si sono poi trasformati in audiolibro. Non è stato un azzardo? «No, l’audiolibro può addirittura portare chi ascolta a voler leggere il libro cartaceo – risponde Russo – Non sono mercati incompatibili. Agiscono insieme per il successo».

Matriarcato, crisi climatica e famiglie disfunzionali

Ma di cosa parla la saga di McDowell? Blackwater è la storia di una famiglia di successo nell’Alabama di inizio secolo scorso. I Caskey, proprietari di boschi e segherie che con le loro attività si sono arricchiti a dismisura, come realmente accadeva. Fino a che la natura si ribella, il fiume straripa e dalle sue acque emerge una creatura dai capelli di rame capace di alterare per sempre la vita del clan guidato dalla matriarca Mary-Love. «McDowell appartiene a una tradizione americana che vede in Melville il suo più grande scrittore. Moby Dick è la storia dell’uomo che si misura con la violenza della natura vista come un dio invincibile. A Perdido troviamo una piccola comunità che vuole piegare la natura ma questa si rivolta. E’ impossibile non leggervi la crisi climatica che stiamo vivendo». Un altro elemento di interesse che collega la storia di Perdido ai giorni nostri è il femminile: «Mary-Love rappresenta la donna che guida un clan maschile. Tiene le fila di un potere maschile, imita la volontà maschile, non è altro da essa. L’autentica femminilità è rappresentata invece da Elinor che è l’espressione della natura che seduce. Un mostro acquatico che si svela solo in alcuni momenti e che può diventare un pericolo per l’esistenza di quella società maschile che violenta la natura. Incanta ma può anche mangiare». «E poi c’è una terza ipotesi di lettura di tipo psicoanalitico – conclude Russo – Perché il femminile appare nella forma del pericolo? Perché esistono madri che uccidono, o che assecondando la volontà di potere maschile ostacolando la relazione vera con il femminile. Blackwater attrae i giovani perché mette in scena tutti i traumi e le paure, la timidezza del rapporto con l’altro sesso, la relazione che le madri e i genitori hanno con gli adolescenti. Parla dell’affermazione di sé in rapporto con il mondo e dei ruoli che si determinano in una struttura familiare. I lettori sono attratti da una vita ordinaria nella quale irrompe l’orrore».

Le prossime uscite BEAT: In alto nel buio di Sequoia Nagamatsu e Il sesso delle donne di Anne Akrich

 «L’idea è di fare di BEAT una collana molto contemporanea per mettere in opera il progetto di conquista di un pubblico più giovane – conferma Russo, anticipando le prossime uscite in programma – Tra i titoli in arrivo per l’estate abbiamo In alto nel buio di Sequoia Nagamatsu, un romanzo distopico che racconta di una spedizione in Siberia dove lo scioglimento del permafrost ha causato la fuoriuscita di un virus capace di distruggere la Terra. E poi avremo un saggio narrativo, Il sesso delle donne, scritto dalla francese Anne Akrich. Il sottotitolo è Frammenti di un discorso bellicoso. Si richiama evidentemente ai Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes ed è un libro violento che spiega come il patriarcato e la violenza si reggono sull’incomprensione da parte degli uomini del desiderio femminile. Per Akrich da notare la costruzione della relazione con l’altro nonostante la radicale incomprensione tra i sessi. La via d’uscita consiste quindi nel tentativo di comprendersi. Il problema resta, ma in fondo è proprio questo il mistero dell’amore».

Claudia Bellante

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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