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Camplus San Pietro - Roselli Architetti Associati
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Dal campus alla città: gli student housing secondo Riccardo Roselli

Riccardo Roselli, fondatore dello studio Roselli Architetti, racconta la collaborazione con Camplus: student housing per rendere migliori le città, tra formazione intellettuale e vocazione civica

Tra i candidati al Premio di Architettura Contemporanea dalla Commissione Europea e la Fundació Mies van der Rohe c’è anche il Camplus San Pietro, nel centro di Roma

Il progetto dello studio di Riccardo Roselli ha trasformato i sei piani di una struttura sanitaria in una residenza in grado di ospitare fino a 178 studenti. A Roma lo studio Roselli ha completato, oltre al Camplus San Pietro, anche il Camplus Montebello e quello di Pietralata. In tutti i progetti l’architettura è diventata anche uno strumento di educazione dei ragazzi: «Oggi l’identità delle nostre città e delle nostre piazze, specialmente del centro storico, è riconducibile al food and beverage, pensata per i turisti. Un tempo sulle piazze sorgevano il municipio, il mercato, le attività artigianali o il palazzo, basta pensare a Caprarola per comprendere l’impianto di una pizza. Oggi non più. A partire da questa considerazione nasce la volontà di attribuire caratterizzazione alle nostre architetture e lo abbiamo fatto partendo dal Diagramma di Voronoi, un metodo che consente con la triangolazione, la tessellatura e il controllo della relazione tra le diverse parti del progetto, e tra questo e la città, in una sorta di osmosi.» Il contesto, quindi, assume un ruolo fondamentale nella progettazione e ciascun edificio, diventa rappresentazione materiale della conoscenza e dell’importanza civica della cultura. 

Connessioni e contesto

«I giovani a Milano hanno cercato gli spazi, li hanno creati. È avvenuto un processo inverso alla pianificazione, tramite l’aggregazione più o meno spontanea che ha trasformato la città, stimolando un boom. Quando da bambino vivevo lì, ricordo una città che si svuotava: il sabato e la domenica andavi in Piazza del Duomo e potevi giocare a pallone da solo, o quasi. Tutti i milanesi partivano, andavano ai laghi, lasciando una città deserta, diversamente da quel che accadeva a Roma, dove spazi come Piazza Navona erano gremiti nel weekend anche 50 anni fa». Nelle soluzioni architettoniche di Riccardo Roselli, le connessioni tra spazi interni ed esterni, privati e pubblici sono studiate e mediate, affinché si crei sintonia del progetto con il contesto.

Interazione e innovazione

Il teorico dell’urbanistica Marcel Poëte scriveva che “La città è un essere umano collettivo” e in questa ottica risulta evidente il contributo che le politiche urbane – e quelle abitative in particolare – possono determinare per la sopravvivenza e lo sviluppo della società. «Gli studentati hanno una vocazione alla formazione intellettuale, collettiva ed individuale – spiega Riccardo Roselli – e ciò rende possibile un interscambio con la città maggiore di quanto non avvenga rispetto al fiorire di strutture ricettive turistiche. Gli studenti vivono e alimentano la città, magari per un certo numero di anni, e instaurano con essa un rapporto di reciprocità.» Questo crea per gli studenti opportunità di integrazione con la popolazione locale, la possibilità di esprimere impegno civico e di partecipare alle attività della città, contribuendo alla sua vitalità e al suo sviluppo. L’incontro tra le diversità stimola l’innovazione e favorisce l’emergere di nuove idee e soluzioni per le sfide urbane, non in ultimo per la rigenerazione e l’avvio di iniziative sociali e culturali.

Secondo lo Science Report dell’Unesco, nel mondo ci sono oltre 250 milioni di studenti iscritti ai corsi universitari e la mobilità oltre il confine e l’internazionalizzazione delle università non sono mai state così elevate. Aumentare l’attrattività dell’offerta universitaria significa rispondere ai bisogni formativi della futura classe dirigente e implementare lo scambio di conoscenze e conoscenze all’interno delle città. 

L’Europa è sempre stata il punto di arrivo e di raccolta di popoli e culture diversi

I presidi di accoglienza erano un tempo le strutture religiose, custodi di conoscenza e radici spirituali e nel medioevo il viaggio assumeva un valore di formazione e di crescita individuale, un’esperienza metafora della vita e dell’esistenza. Qualche secolo più tardi, le élite cominciarono a coltivare il mito del Grand Tour, un peregrinaggio destinato a perdere il carattere penitenziale in favore di quello mondano e culturale. 


I viaggi erano orientati alla scoperta del bello e delle sue espressioni, all’esperienza diretta di cose, luoghi e genti all’interno di un percorso di iniziazione che dall’adolescenza conduceva all’età adulta. 

Oggi, complice il crescente desiderio di scoperta e di evasione delle nuove generazioni, i confini geografici e linguistici sono scomparsi e le università hanno progressivamente adattato la propria offerta alle richieste ed esigenze di giovani di ogni parte del mondo, offrendo grandi opportunità per le città e le università che sapranno intercettare questa tendenza. 

Laboratori di sperimentazione: risiedere, condividere attrezzature, spazi e servizi

Questa consapevolezza ha reso le residenze per studenti un ambito di ricerca in grado di stimolare la sperimentazione e l’innovazione degli architetti rispetto al tema dell’abitare. Lo stesso è accaduto per le altre soluzioni a carattere sociale che contemplano, oltre alla funzione del risiedere, la condivisione di attrezzature, spazi e servizi. «L’esperienza che si ha in un campus è succursale a quella che si vive nell’università. Le relazioni che si stringono al loro interno sono rapporti che rimangono a distanza di anni e l’interscambio che si ha all’interno di una struttura dove si vive aiuta a capire il funzionamento del mondo, della città, ma anche della libertà.» Non considerate più semplici strutture ricettive, gli student housing sono diventati anche uno degli indicatori che qualificano il sistema universitario e formativo di un Paese e sono considerati parte dei contesti urbano: micro-città, con interconnessioni con i territori in cui si inseriscono.

Camplus Montebello - Roselli Architetti Associati
Camplus Montebello – Roselli Architetti Associati

Oltre la standardizzazione, Riccardo Roselli, fondatore dello studio Roselli Architetti

Riccardo Roselli, fondatore dello studio Roselli Architetti, racconta l’inizio della sua collaborazione con Camplus, il più grande provider di housing per studenti universitari in Italia: «Quando ci siamo incontrati per la prima volta, il direttore generale di Camplus Fabrizio Baravelli ha espresso la sua volontà di creare spazi all’interno dei quali i ragazzi possano apprendere non solo da quello che studiano, ma anche da quello che vedono e di cui fanno esperienza. Nella vita si apprende qualcosa da tutto ciò che di nuovo viviamo, anche inconsciamente. Cresce l’offerta di strutture e hub destinati ai ragazzi, ma al di là della standardizzazione di questi spazi è necessaria la loro caratterizzazione. L’esperienza di una città non può essere la stessa che si ha in un’altra. Non bisogna far sentire i giovani a casa, ma si deve stimolare la loro curiosità a conoscere e scoprire qualcosa di nuovo.» L’adattamento e la crescita sociale sono le componenti essenziali di questi luoghi, dove il senso di sicurezza e la capacità di adattamento consentono la formazione degli studenti all’interno di comunità.

Riccardo Roselli

Romano, classe 1963, Riccardo Roselli si è laureato in architettura all’Università La Sapienza di Roma. Dopo aver lavorato con Manfredo Nicoletti e Massimiliano Fuksas, nel 1991 ha fondato un proprio studio di progettazione che nel 1997 si è trasformato in King & Roselli Architetti Associati con l’ingresso nella società dell’architetto londinese Jeremy King, prima di tornare a nome del solo Roselli, con Roselli Architetti Assocciati. Nel 2008 lo studio ha ricevuto il Premio ANCE-InArch per la Biblioteca Lateranense in San Giovanni in Laterano, Roma, mentre nel 2009 ha ottenuto la menzione d’onore al premio Medaglia d’Oro per l’Architettura della Triennale di Milano.

Roselli Architetti Associati – Camplus San Pietro
Roselli Architetti Associati – Camplus San Pietro

Elisa Russo

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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