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Moda e cambio generazionale: Assessora Cappello, una borsa studio con Ferragamo

In occasione della consegna di borse di studio per la formazione a quattro studentesse milanesi l’Assessora Cappello parla delle criticità di Milano e della collaborazione con Ferragamo

Tirocini non retribuiti e nonnismo dilagante: il punto dell’Assessora Cappello

È inizio settembre quando sulla pagina Instagram di 1 Granary, il magazine diretto dagli studenti della Central Saint Martins, un post afferma: «Perché i giovani del settore dovrebbero soffrire solo perché noi abbiamo sofferto?». La frase fa riferimento non solo alle difficoltà di ingresso nel settore, ma anche a quelle legate ai tirocini spesso non retribuiti e al nonnismo dilagante. «Da un lato – commenta l’Assessora Cappello – trovo che si tratti, in effetti, di una pratica di nonnismo: il fatto che qualcuno abbia avuto difficoltà nel passato, non deve piovere a cascata come una condanna sul futuro. D’altra parte va spiegato le difficoltà fanno parte del percorso. I no e le porte in faccia vanno normalizzati. Andare oltre è un pezzo della crescita di ognuno di noi, forse il più formativo». 

«Un tema a parte è quello dei tirocini non retribuiti, della confusione tra curriculari ed extracurriculari. Qui la burocrazia ha messo tanto del suo, complicando il tutto. Se è vero che lo stage è una forma di inserimento al lavoro e non può essere equiparato ad un’assunzione a livello di retribuzione, è anche vero che Milano è cara, gli studenti sono spesso fuori sede e il costo dell’abitare aumenta di pari passo con l’attrattiva crescente di questa città. Per questo all’interno del Comune di Milano stiamo avviando dei progetti insieme ad Eleonora Voltolina, direttrice responsabile della testata online La Repubblica degli Stagisti. L’obiettivo è quello di limitare il più possibile gli stage non retribuiti e di garantire un contributo economico degno».

Settembre 2024: i temi della fashion week nel protocollo di intesa tra il Comune di Milano e Camera Nazionale della Moda

Assessora Cappello: «È in essere un protocollo di intesa tra il Comune di Milano e Camera Nazionale della Moda. Tra questi, il sostegno a talenti emergenti per mezzo di visibilità all’interno del palinsesto delle sfilate e premiazioni. Un altro focus è quello della sostenibilità, sia in termini ambientali che sociali e in favore della mobilità dolce e di una Milano più verde. Durante questa fashion week di Settembre si sono inoltre tenuti i Sustainable Fashion Awards presso il Teatro della Scala. Il tema della filiera e del sostegno all’artigianato, e non solo – perché dietro alla moda intesa singolarmente, c’è un mondo di mestieri e di piccole e medie imprese, che va raccontato e sostenuto. La narrazione deve illuminarsi, perché deve tornare a essere un mondo attrattivo. Come il mestiere del cuoco che, diventato chef, è tornato ad avere presa sui giovani. Il mestiere non è cambiato, a essere cambiata è stata la sua comunicazione. Lo stesso deve accadere per i mestieri della filiera moda».

Il dibattito su Milano e i limiti della città: Milano è ancora la città delle opportunità? 

«Io credo che la forza di Milano sia un rapporto pubblico-privato che funziona – spiega l’Assessora Cappello. A partire dall’amministrazione comunale si sta costruendo un bacino di alleanze che funziona. Penso alle università, ai campus, ai centri di ricerca, alle imprese, alle associazioni di categoria, alle aziende e alle istituzioni. Lo stesso vale per il terzo settore, moda e design in particolare. Si lavora a stretto contatto e si fa squadra, e questo ne fa ancora una città delle opportunità. Per contro, rimangono le difficoltà per il suo essere grande. Abbiamo lavorato affinché Milano diventasse una città internazionale, e il rovescio della medaglia è l’aumento dei costi. L’attrattiva porta non solo turismo, ma anche professionalità e aziende che si spostano, e decidono di lavorare qui. Il sovraffollamento porta con sé anche le conseguenze dell’inquinamento, e questa è un’altra delle sfide di oggi. Che poi il tutto si sintetizza in un’unica sfida: trovare il giusto equilibrio tra l’essere la città accogliente, il luogo delle opportunità e del dinamismo che la storia ambrosiana ci racconta, e la grande città internazionale che è diventata. È la formula di questo equilibrio che dobbiamo essere capaci di trovare».

Leonardo Ferragamo per la formazione dei giovani talenti: progettare il cambio generazionale 

Leonardo Ferragamo racconta di quando suo padre abbandonò il successo americano ad Hollywood. «Gli Stati Uniti erano nel pieno dei ruggenti anni Venti, e mio padre scelse di tornare in Italia. Sapeva che qui solamente avrebbe trovato quell’abilità che caratterizza l’artigianato del nostro paese. Noi figli siamo cresciuti con questo apprezzamento». 

Il Comune di Milano con Ferragamo e Piattaforma Sistema Formativo Moda consegnano quattro borse di studio per l’alta formazione nella moda

A Milano, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, in Piazza della Scala, quattro borse di studio sono state consegnate a quattro studentesse con l’aspirazione a lavorare nel mondo della moda. In una fase di apparente stasi, dove gli ascensori sociali appaiono bloccati, l’Assessorato alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano, il gruppo Salvatore Ferragamo e Piattaforma Sistema Formativo Moda ETS hanno dato una possibilità nuova. Il progetto si chiama Ferragamo per la formazione dei giovani talenti e il fine è sostenere un percorso di alta formazione di quattro allievi/allieve delle Scuole Civiche di Moda e Sartoria di Milano. Alla consegna sono presenti Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, Leonardo Ferragamo, Presidente della Maison Ferragamo, e Matteo Secoli, Presidente di Piattaforma Sistema Formativo Moda. 

L’Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro Alessia Cappello si esprime sulla Moda a Milano

Assessora Cappello: «È una forma di restituzione. La moda prende tanto da Milano: le fashion week coprono quattro settimane l’anno e pesano a livello di trasporti, mobilità e inquinamento. Allo stesso tempo dà in termini di turismo indotto alle iniziative culturali, fino agli investimenti in fatto di decoro urbano. Ci troviamo in una fase storica che manca di competenze nel settore moda e, più in generale, nell’artigianato. Ci sono 300.000 figure artigianali legate al mondo della moda in tutta Italia e posti vacanti. Il tassello che manca è quello della formazione, dell’investimento sul ricambio generazionale. Con questa iniziativa, che ha poi visto coinvolte Piattaforma Sistema Moda e le Scuole Civiche di Moda e Sartoria, si è arrivati alle quattro borse di studio consegnate per la formazione di quattro ragazze».

Il Patto per il Lavoro di Milano e gli investimenti per la formazione dei talenti – Mentorship Milano e Osserva-lavoro 

Il progetto Ferragamo per la formazione dei giovani talenti è nato nell’ambito del Patto per il Lavoro, l’alleanza firmata ad aprile 2022 allo scopo di promuovere la crescita dei talenti e una relazione sinergica tra pubblico e privato. Rispondendo alla Manifestazione d’Interesse, società, istituzioni, fondazioni e soggetti pubblici e privati possono proporre progetti al fine di «costruire un sano mondo del lavoro», come suggerisce Leonardo Ferragamo. 

«Il Patto per il Lavoro – spiega l’Assessora Cappello – si compone di oltre settanta azioni concrete e verificabili, da dividersi in più capitoli. Il fronte della formazione – o del buon lavoro, come lo abbiamo definito – comprensivo di tutele e salari, il fronte del rilancio e quello delle opportunità, indirizzate soprattutto ai lembi più fragili del tessuto sociale. Gli esempi sono tanti, e spaziano dal portare le competenze del digitale in luoghi della città tanto marginali da rendere complesso uno SPID a progetti comunali ad ampio raggio, come il Mentorship Milano. Per quest’ultimo ottocento donne in posizione di difficoltà hanno avuto la possibilità di incontrarsi con figure di donne in posizioni apicali nell’ambito del settore professionale di loro interesse. Attraverso il dialogo, il confronto e la parola di chi quell’ascensore sociale ha saputo muoverlo in favore delle donne, si scardinano preconcetti e si definiscono nuovi modelli di comportamento. Perché noi, a volte, ci auto limitiamo al femminile».

«Un altro esempio su questo filone è Osserva-lavoro, un progetto dedicato ai giovani, dai diciotto ai venticinque anni. Il bando è ancora aperto.  In questo caso diamo a ragazzi e ragazze la possibilità di osservare dei professionisti al lavoro, come ombre alle loro spalle. Ci si confronta con chi riveste il ruolo che, un giorno, si vorrebbe avere, e si comprendono i passi e i sacrifici per arrivare lì».

Scardinare l’esclusività in nome dell’inclusività: i modelli di Ferragamo e del Comune di Milano 

Leonardo Ferragamo «L’inclusività è diventato un modo di essere più che una meta. Così come lo è la sostenibilità e come lo sono i temi che meritano attenzione nel nostro mondo. La moda ha la prerogativa di saper interpretare, talvolta anticipare».

Quando si interpella l’inclusività, il tema della parità di genere entra nel dialogo. L’argomento interessa Ferragamo e un nome nello specifico, quello di Wanda Miletti Ferragamo. Il suo nome è un vanto italiano, citato nelle enciclopedie di moda e di cultura. Alla morte del marito, Salvatore Ferragamo, ha assunto la direzione del calzaturificio da lui fondato e l’ha traghettato nella modernità. Ne ha implementato il programma di sviluppo e allargato la produzione nei settori moda, edificando la Maison che oggi conosciamo: «Sulla valorizzazione del femminile non posso che rispondere con una battuta – racconta Leonardo Ferragamo. Sono cresciuto contornato da donne: mia madre e le mie sorelle. Questo tema non me lo sono mai posto. Come azienda siamo consapevoli del contributo che le donne possono dare e abbiamo sempre conferito loro il riconoscimento e il posto che meritano».

Assessora Cappello: «Fin dall’inizio del mio insediamento abbiamo cercato di esercitare una moral suasion rispetto ai marchi della moda. L’essere elitari fa parte della moda, del suo identikit, ma era necessario trovare un modo per far sentire partecipi anche i cittadini che di quella élite non fanno parte – un principio che il design ha già interiorizzato con il Fuorisalone, per citare un modello che riesce bene. Ci stanno seguendo: sempre più marchi sfilano all’aperto, sotto lo sguardo pubblico, e invitano i giovani delle accademie di moda a mostrare quello che c’è al di là della passerella. Perché dietro ad ogni sfilata c’è un mondo di professionalità, competenze e mestieri. Quest’ultima edizione della Milano fashion week ha visto anche la costruzione del primo pezzo di quel fuori salone della moda che si diceva: si chiama White Village e la sua struttura è quella di un hub aperto, con esposizione di capi disegnati dai marchi e da talenti emergenti».

Alessia Cappello 

Alessia Cappello è Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano. Dopo la laurea in comunicazione d’impresa all’università Cattolica di Milano e il master presso Publitalia, ha lavorato come global brand manager in multinazionali. Prima del ruolo di entrare nel Comune di Milano è stata responsabile dei progetti e-commerce per Luxottica Group S.p.A.

Leonardo Ferragamo 

Leonardo Ferragamo è Presidente di Salvatore Ferragamo, Consigliere di Ferragamo Finanziaria e Vicepresidente esecutivo della Fondazione Ferragamo. Dopo gli studi in Business Administration and Finance all’Imede di Losanna e alla Columbia University di New York, inizia la sua attività in Salvatore Ferragamo nel settore Produzione Pelle per poi fondare, nel 1976, l’attività Scarpe Uomo e successivamente nel 1981 la Divisione Uomo, che presiede fino al 1986. Prima di diventarne presidente, ne ha seguito lo sviluppo internazionale. In qualità di Presidente Onorario della Fondazione Palazzo Strozzi sostiene la promozione dell’arte e della cultura italiana nel mondo. 

 Stella Manferdini

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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