Cavenago, incendio alla Planet Farms
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Planet Farms incendio e futuro: dall’incidente di Cavenago al nuovo stabilimento di Cirimido

Planet Farms punta sul nuovo stabilimento di Cirimido: nel 2024 inaugura un nuovo stabilimento a Cirimido, provincia di Como, il più grande in Europa

L’incendio dello stabilimento di Cavenago di Plante Farms

Lo scorso 22 gennaio, è scoppiato un incendio nello stabilimento di Planet Farms a Cavenago di Brianza. Fortunatamente L’azienda ha comunicato che la situazione è tornata sotto controllo grazie al lavoro delle squadre di emergenza e che l’incidente non ha causato danni a persone o dipendenti. Sono ancora in atto accertamenti per comprendere le cause dell’incendio da parte dei Vigili del Fuoco. È stato già escluso che il rogo sia in alcun modo correlato al processo produttivo e alle tecnologie sviluppate da Planet Farms. Nonostante l’incidente il programma di sviluppo dell’Azienda continua. Nel 2024 sarà inaugurato lo stabilimento di nuova generazione a Cirimido, che avrà una dimensione doppia rispetto allo stabilimento di Cavenago. 

Planet Farms: la differenza tra il vertical farming e agricoltura tradizionale

Se l’agricoltura tradizionale agisce in orizzontale, il sistema di agricoltura verticale è organizzato in maniera tale da ottimizzare gli spazi puntando verso l’alto, all’interno di ambienti che permettono un controllo continuo dei processi ospitati e dei vari dispendi. Nel caso di Planet Farms, le camere di crescita contengono al loro interno strutture innovative su più livelli in cui avviene la coltivazione. Questa avviene partendo dal substrato, anch’esso definito in base alla singola varietà, immesso in uno spazio chiuso dove l’aria viene costantemente trattata e monitorata per garantire le giuste temperature e umidità. La crescita viene poi supportata da un sistema di luci LED che riproducono lo spettro solare e il passare dei giorni, fin quando la pianta non è pronta per essere tagliata e confezionata. 

Attraverso questi processi, è possibile ottenere da un ettaro il prodotto di decine di ettari in un minor lasso di tempo, con un impiego circolare delle risorse, e rimanere indipendenti dagli scompensi climatici, lasciando spazio alla natura per ritrovare il suo naturale equilibrio. Nel caso specifico di Planet Farms, le risorse a disposizione vengono applicate per operare in assenza totale di pesticidi all’interno di una filiera integrata, regolata da tracciabilità e da una produzione costante, 365 giorni l’anno.

L’agricoltura idroponica senza terreno di Planet Farms

Planet Farms utilizza tecniche di agricoltura idroponica ‘fuori-suolo’ – con un risparmio d’acqua superiore al 95%. Queste tecnologie oltre ad essere adatte a coltivare basilico, baby-leaves e altre varietà specifiche, sono ottimali per la coltivazione di micro-greens, micro colture super nutrienti e molto richieste anche dagli chef, anche dagli chef Cerea. Tutti i parametri colturali sono controllati da un software proprietario interno e da un sistema di intelligenza artificiale, per creare le condizioni ideali in tutte le fasi della crescita delle piante. Come negli altri stabilimenti il ciclo produttivo si svolge in un ambiente protetto e isolato dall’esterno, per evitare il contatto con agenti patogeni dannosi per la salute e l’ambiente. Fare l’agricoltura in ambiente controllato «Permette di mandare avanti il processo naturale di crescita, che non viene cambiato, e crediamo vada valorizzato. Noi vogliamo continuare a mangiare quello che mangiamo: prodotti naturali, e tradizionali. Ma va applicato a questo nuovo sistema l’apporto tecnologico necessario per poterlo fare in una maniera sostenibile, e adatta ai modelli di consumo odierni» – Daniele Benatoff, Co-Founder e Co-CEO di Planet Farms

Il sistema di agricoltura verticale per ottimizzare gli spazi, interviene Co-Founder e Co-CEO di Planet Farms Daniele Benatoff

«Planet Farms fa coltivazione in ambienti controllati, spesso abbreviata in inglese in CEA (Controlled-environment agriculture)», continua Daniele Benatoff «Quello che stiamo cercando di portare è un’evoluzione dell’agricoltura sulla base delle necessità di oggi, delle risorse a nostra disposizione e degli obiettivi futuri. Con la tecnologia che utilizziamo noi, portando la coltivazione al chiuso, controllando tutti gli elementi di crescita in maniera strutturale, possiamo portare un prodotto a ridosso dei centri di consumo dove produciamo quello che serve, quando serve e dove serve. Diventa una produzione demand-led, basata su cosa vuole il consumatore, e fatta ad hoc per quello».

Planet Farmi 2024: nuovo stabilimento a Cirimido, innovazione tecnologica per raggiungere più  persone 

Nel corse del 2023 Planet Farms ha annunciato la volontà di realizzare un nuovo stabilimento a Cirimido, nella provincia di Como unico nel suo genere.  Uno stabilimento più grande e il continuo sviluppo tecnologico migliorerebbero i livelli di efficienza produttiva così da consentire un abbassamento dei prezzi a favore dei consumatori. Planet Farms è una giovane azienda italiana ma è già leader nel settore dell’agricoltura in ambiente controllato e del vertical farming di insalate pronte. La realizzazione dello stabilimento di Cirimido consente a Planet Farms un nuovo posizionamento, teso a raggiungere sempre più consumatori mantenendo l’altissima qualità del prodotto. Lo stabilimento di Cirimido sarà pronto a inizio 2024. Per lo sviluppo del progetto su un’area complessiva di 40.000 mq, l’azienda ha ottenuto un finanziamento di 17,5 milioni, concesso da UniCredit e assistito dalla Garanzia Green di SACE. Il nuovo impianto, sarà dedicato alla produzione di insalate baby leaf, basilico e altre colture. Lo stabilimento di Cirimido avrà 11.500mq dedicati allo stabilimento che si traducono in  una superficie netta di coltivazione pari a 20.000 mq, diventando una tra le più grandi vertical farms a livello globale. 

Planet Farms: architettura, natura e tecnologia

Il progetto del nuovo stabilimento Planet Farms di Cirimido è stato curato dallo studio FSA per la parte architettonica e da Studio Artec per gli aspetti edili e urbanistici. Un’impronta materica che ricorda il contatto con la natura anche nella scelta dei materiali di progettazione. La facciata realizzata  interamente in legno è stata pensata con una movimento volumetrico che riprende il ritmo del filare degli alberi che circonda la zona. Le forme ondulate richiamano quelle delle chiome degli alberi, instaurando un dialogo e un legame costante tra l’edificio e l’ambiente naturale in cui è inserito. Il rapporto con il mondo vegetale circostante è fondamentale e accomuna tutti i progetti architettonici di Planet Farms.

Coltura verticale con Planet Farms: acquisire dati e ridurre i consumi

Avere dati sempre più precisi anche grazie all’intelligenza artificiale aiuta a migliorare le colture e ridurre ulteriormente i consumi. Planet farms ha un team ingegneristico che si occupa della definizione degli impianti e attraverso l’attuazione di test riesce a implementare e ottimizzare ulteriormente le dotazioni tecnologiche già presenti nello stabilimento di Cavenago per migliorare ancora di più la produzione del nuovo stabilimento in provincia di Como. Acquisire dati più precisi e puntuali garantisce un monitoraggio puntuale e costante del prodotto e di tutti i parametri di crescita. Il nuovo stabilimento di Cirimido dal punto di vista energetico, rispecchia il credo di Planet Farms in termini di efficienza. Sarà alimentato tramite fonti energetiche rinnovabili, tra cui un impianto fotovoltaico di una superficie di circa 8.000 mq. 

Come si producono le insalate con la coltura verticale: Planet Farms

Planet Farms nelle scorse settimane è stata selezionata tra le 50 aziende AgTech più innovative nel Report THRIVE TOP 50 AgTech e FoodTech 2023. Il metodo produttivo è realizzato da processi totalmente automatizzati. Per le colture in verticale è necessario un ambiente di coltivazione controllato e isolato dall’esterno, per escludere ogni contatto con agenti patogeni e eliminare l’uso di fitofarmaci e pesticidi. Questo consente consumi idrici significativamente ridotti rispetto ai metodi di produzione agricola tradizionali. Non tutte le colture possono essere prodotte in verticale e Planet Farms è specializzato nella produzione di insalate con sei tipologie di insalate baby leaf e il pesto di basilico rivolte al mercato del fresco confezionato e pronto per il consumo.

Vertical farming e il nuovo stabilimento di Cirimido: Luca Travaglini, co-founder e co-CEO del Gruppo Planet Farms

«L’avvio della costruzione della nuova farm di Cirimido rappresenta un passaggio strategico per il percorso di Planet Farms” – dichiara Luca Travaglini, co-founder e co-CEO del Gruppo Planet Farms – “Siamo da sempre caratterizzati da un’evoluzione continua dal punto di vista della tecnologia, nell’ottica di raggiungere una maggiore efficienza produttiva. Questi fattori ci hanno già consentito di ottimizzare i costi, permettendoci anche di abbassare i prezzi di vendita delle nostre insalate e di intraprendere una direzione che ci renderà sempre più competitivi e accessibili per il consumatore finale. Il nuovo impianto consentirà all’azienda di aumentare ulteriormente la capacità produttiva espandendo la propria presenza sul mercato, e ci permetterà inoltre di esplorare nuove potenzialità e applicazioni del vertical farming, anche in settori differenti da quello alimentare».

La vertical farm di Brusaporto segna la collaborazione tra Planet Farms e Da Vittorio

Lo scorso autunno Planet Farms e Da Vittorio hanno dato vita alla nuova farm di Brusaporto. La struttura, costruita all’interno del parco della Cantalupa – dove ha sede il ristorante tre stelle Michelin – è rivestita con assi di larice per integrarsi con il paesaggio circostante. La farm ospita due camere di crescita, visibili dall’esterno attraverso oblò. Ogni camera contiene sei aree disposte su tre livelli e indipendenti l’una dall’altra, per poter ospitare famiglie di colture con esigenze differenti. 

I limiti della stagionalità – il passaggio dall’estate all’autunno, dall’inverno alla primavera, si è fatto più sfumato

«C’è un paradigma nella produzione agricola degli ultimi due, tremila anni – sottolinea Benatoff – produci quello che si può, dove si può e quando si può. C’è quindi un rimando alla stagionalità, al fatto che alcuni posti sono più idonei a coltivazioni di un certo tipo, e a una certa aleatorietà strutturale nel clima».

«Quello che ha funzionato per secoli, oggi fatica a funzionare» prosegue. «Un tempo eravamo molto meno di quelli che siamo oggi. Gli stessi terreni dovevano fornire cibo per un numero di persone molto inferiore, soprattutto se comparato alla crescita della popolazione che stiamo registrando». 

Il passaggio dall’estate all’autunno, dall’inverno alla primavera, si è fatto più sfumato. La media di pioggia e neve cadute in Italia negli ultimi cento anni è rimasta pressoché stabile, ma in certi contesti eventi come le precipitazioni si distribuiscono con minor fissità, e i periodi di siccità si allungano di conseguenza. Con effetti spesso disastrosi per le colture. «Un tempo la natura aveva una certa costanza. Oggi non c’è. È uno dei corollari di quello che sta succedendo a livello di cambiamento climatico, che non è solo il riscaldamento delle temperature, ma anche l’aumento della volatilità del clima» sottolinea Benatoff. 

Vertical Farming per il risparmio di acqua: l’agricoltura è il settore che consuma più acqua al mondo

«Abbiamo ottimizzato il processo di produzione in funzione della qualità del prodotto, grazie a un processo che desse alla fine un risultato con qualità nutrizionali, organolettiche, di certezza e di freschezza tutto l’anno, in maniera responsabile. Questa è la missione della società: portare gusto al mondo senza privarlo delle proprie risorse». 

Il consumo d’acqua è tra i temi cerchiati in rosso sull’agenda della sostenibilità. «L’acqua è fra le risorse più scarse in ottica futura. Diventerà l’oro blu» spiega Benatoff. «L’agricoltura è il settore che consuma più acqua al mondo; serve evolvere una mentalità responsabile sull’uso di questa risorsa scarsa e finita. Negli ultimi anni anche in Nord Italia ci siamo resi conto che tanta acqua è contaminata. Quindi difficilmente utilizzabile per fare produzione alimentare. Finché non troviamo come andare a ripulire quello che già c’è, almeno stiamo attenti con le risorse che rimangono». 

Come risparmiare acqua con il Vertical Farming – Planet Farms 

«L’agricoltura di Planet Farms permette di risparmiare acqua in due modi. Punto primo, nessuna acqua viene sprecata, l’unica acqua che esce dal circuito è quella che finisce all’interno della foglia. C’è dell’acqua che entra, per fare l’irrigazione delle piante. Quella viene data alle piante, e ripresa» precisa Benatoff. «Nell’agricoltura tradizionale l’acqua o piove dal cielo o viene irrigata, passa nel terreno, la pianta ne assorbe una parte, il resto va in falda. Da noi non viene persa nessuna acqua, perché recuperiamo quella di evaporazione, e quella di irrigazione è costantemente riutilizzata; ovviamente ogni giorno c’è dell’acqua da ri-aggiungere al sistema in piccole quantità, perché parte viene assorbita dalla pianta. Dunque l’unica acqua che esce dal sistema è quella necessaria alla pianta per crescere. Tutto il resto dell’acqua, di irrigazione o evaporazione, viene ripresa da un circuito chiuso ad alta efficienza, ri-purificata, reintegrata dei sali minerali che servono alle piante, e rimessa nel sistema, che è chiuso». 

«In secondo luogo, parliamo di un prodotto che arriva pronto al consumo, grazie a un processo automatizzato che garantisce che il consumatore sia la prima persona a toccare il prodotto quando apre la busta. Non dovendo lavare, tanta dell’acqua che viene solitamente utilizzata in filiera anche lì non è necessaria».

Qui si registra una delle differenze più nette rispetto alle coltivazioni in campo aperto: «Il consumo idrico in base a quelli che sono i prodotti e le varietà, è del 95% in meno, o meglio. Percentuali non molto dissimili si registrano in termini di risparmio di terreni e di fertilizzanti: un nostro ettaro è equivalente a 200/300 ettari di agricoltura in campo aperto. Ogni volta che ne costruiamo uno, andiamo a liberare spazio che potrebbe essere riportato a natura allo stato brado, quindi a biodiversità». 

Tecnologia per il futuro dell’agricoltura e della città

L’agricoltura in ambiente controllato si fonda su un’innovazione tecnologica da implementare e trasferire per ridefinire non soltanto il consumo, ma anche l’abitare cittadino. Planet Farms non impone aut aut radicali tra contesti urbani e rurali. Affida infatti la propria distribuzione green a supermercati come Esselunga, seguendo i consumatori nelle loro scelte di vita con prodotti figli di un modello votato alla sostenibilità, indicando una via alternativa a quello a cui siamo abituati. «Noi abbiamo un’origine e un’anima agricola. E siamo a ridosso della città, a cavallo tra il mondo extraurbano e urbano» illustra Benatoff. «Questa innovazione tecnologica sarà pluri-generazionale. Andrà a cambiare tanto del mondo, pervadendo la fibra urbana, riportando il verde in città: non solo fruibile visivamente, ma anche a livello alimentare. È difficile immaginare una città del futuro che non sia in grado di autosostenersi a livello alimentare. Questa tecnologia ha dimostrato da poco di dare risultati sperati. Adesso va scalata, efficientata e col tempo andrà a migliorare».

In Italia, Covid e smartworking hanno contribuito a decentralizzare gli spazi di lavoro. In molti hanno abbandonato i principali centri urbani per periodi più o meno lunghi, se non addirittura in via definitiva. In certi casi, si è registrato un volontario riavvicinamento a contesti e stili di vita lontani dai modelli di consumo e produzione radicati nelle grandi città italiane, oltre che da inquinamento (ambientale e acustico) e alto costo della vita. L’agricoltura verticale vuole restituire il tolto alla natura. Ma la componente tecnologica è imprescindibile per completare la transizione. È possibile immaginare il modello vertical farm diffuso, operativo e radicato anche in realtà lontane da Milano e affini, anche in termini di mezzi? «Si tratta di una tecnologia trasportabile» precisa Benatoff. «Si penetra la fibra urbana anche per creare città da cui le persone non scappino, garantendo loro un bilanciamento della vita tra verde e città, senza doverla rifiutare in toto. In ogni caso, è una tecnologia che negli anni diventerà più piccola, più flessibile, e abbordabile. In quel frangente avrai un trasferimento tecnologico che permetterà di fare delle versioni più contenute e delocalizzabili a seconda dei bacini di consumatori».

In che cosa migliorerà Planet Farms? «A livello di efficienza in termini di consumo su tutte le materie prime e degli input di produzione. Scopriremo anche cosa sarà possibile fare in agricoltura, perché per la prima volta si può avere una mole di dati analoga a quella raccolta solitamente in altre industrie, come quella automobilistica e digitale» spiega Benatoff. 

La tracciabilità dei processi di coltura è tra i pregi dell’agricoltura in ambienti controllati, capaci di fornire dati

«Purtroppo storicamente in campo agricolo apprendiamo in maniera aneddotica. Ogni volta che muore un agricoltore, quel tesoro di conoscenze sviluppate nel corso di una vita intera, in gran parte scompare, e si ricomincia da capo. Andare invece a prendere dati in maniera strutturale, controllando i fattori di crescita, ci permette di creare un apprendimento di tipo esponenziale. Quindi il concetto di cibo come medicina, il concetto di non tutti i cibi sono adatti a tutti, di cosa ha bisogno il tuo organismo, cosa serve più a te e cosa serve a un’altra persona, la parte della produzione alimentare dovrà andare a matchare queste richieste, il mondo si sta muovendo in quella direzione. Si sta raggiungendo una standardizzazione e quantificazione per andare a comunicare al consumatore i dati che gli servono per poter consumare come vuole. La scelta è libera, ma devi sapere cosa stai mangiando per poterlo fare». 

I prodotti Planet Farms

«Cosa non possiamo fare? Alberi. Per il resto c’è poco che non possiamo produrre. Già a oggi abbiamo prodotto oltre novanta varietà di ortofrutta, inclusi meloni e peperoni. La gamma a foglia verde andrà a espandersi. Sia nelle aromatiche che nelle insalate abbiamo diversi prodotti in evoluzione, alcuni anche in fase abbastanza avanzata. Ci cimenteremo anche con prodotti di natura completamente diversa: da piccoli frutti, come i mirtilli, prodotti difficilmente reperibili fuori stagione, che arrivano da molto lontano, e comportano il problema del raccolto e della preservazione in campo aperto. Qui possiamo dare una risposta tangibile in un mercato così ampio. E ancora pomodori, funghi, prodotti più di nicchia come fiori edibili e varietà utilizzate ad hoc in altri posti. Andremo poi a valorizzare questi prodotti trasformandoli, nei casi in cui il nostro prodotto sia l’ingrediente chiave della preparazione finale, come il basilico per il pesto».

Planet Farms – Luca Travaglini e Daniele Benatoff

Fondata a Milano nel 2018 da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, Planet Farms è una società di tecnologia leader mondiale nel settore del vertical farming. L’azienda oggi opera in tre siti produttivi, tra cui una delle più grandi e avanzate vertical farm del mondo, alle porte di Milano. Gli stabilimenti Planet Farms integrano l’intera filiera, dal seme al prodotto finito, rappresentando la perfetta sintesi tra innovazione tecnologica e tradizione culinaria italiana.

Filippo Motti / Domiziana Montello

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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