L’Alta Badia dispone di seicentoventi cannoni da neve
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Alta Badia: riforestazione dopo Vaia e il fenomeno dell’enrosadira

In Alta Badia i ladini arginano i danni della tempesta di Vaia con progetti di riforestazione boschiva: salvaguardia del patrimonio naturale e coinvolgimento attivo dei turisti

Corvara, Dolomiti: prima scuola di sci e primo impianto di risalita della Val Badia

Corvara è un centro di poco più di milletrecento abitanti – appartenenti alla minoranza etnica ladina – nelle Dolomiti. Situato a oltre millecinquecento metri di altezza, ha dato il via al turismo sciistico della Val Badia. Qui, negli anni Trenta, fu fondata la prima scuola di sci della valle e, nel 1938, fu costruito il primo impianto di risalita per il Col Alto, una slittovia. Seguì, nel 1946, una seggiovia: era la prima in Italia. 

Già nella seconda metà del Diciottesimo secolo, sempre da Corvara, erano partite le prime spedizioni alla scoperta delle Dolomiti. Si trattava, per lo più, di escursionisti, geologi e scienziati europei, che si avventuravano sulle montagne accompagnati da giovani del posto. La scelta ricadde su questo paese per via della sua posizione, al centro di una conca situata ai piedi del monte Sassongher.   

Geologia delle Dolomiti: rocce ruvide ed enrosadira

Gli scienziati scoprirono che le montagne della zona – che avrebbero poi preso il nome di Dolomiti – erano costituite da una particolare roccia sedimentaria carbonatica. Il suo principale componente è un minerale a base di carbonato di calcio e magnesio. Questo fu soprannominato dolomite e la roccia dolomia, dal nome del loro scopritore, il geologo francese Deodàt de Dolomieu.

Nel 1971, in piena Rivoluzione francese, Dolomieu scrisse delle dolomie sul Journal de physique, definendole: «un genere di pietre calcaree molto poco effervescente con gli acidi e fosforescente per collisione». Rocce ruvide, che avrebbero cominciato a formarsi – per poi stratificarsi nel corso dei millenni – a partire dall’era Permiana, duecentosettanta milioni di anni fa.

Che cos’è il fenomeno che i ladini chiamano enrosadira

La loro particolare composizione è responsabile di un fenomeno soprannominato in ladino enrosadira. All’alba e al tramonto i raggi del sole reagiscono col carbonato di calcio e il magnesio della dolomia e tingono le montagne di diversi colori. A seconda del giorno e dell’ora, le Dolomiti possono apparire rosse, gialle, rosa, arancioni o violacee. 

Un fenomeno naturale cui i ladini avevano dato una spiegazione mitica. Secondo una leggenda, il re dei nani, Laudino, un giorno avrebbe rapito la bella principessa del regno vicino, Similde, per portarla nel suo roseto fra le montagne. Quando arrivarono le guardie di suo padre per liberarla, Laudino si sarebbe nascosto sotto la sua magica cappa dell’invisibilità, ma sarebbe stato tradito dal movimento delle rose che calpestava camminando. Per vendetta, aveva condannato il roseto a divenire invisibile sia di giorno sia di notte, dimenticandosi, però, dell’alba e del tramonto. 

Corvara e Alta Badia: riforestazione boschiva ed economia circolare

Più che roseti, in Alta Badia si trovano prevalentemente boschi di conifere, tra cui l’abete rosso, l’abete bianco, il pino silvestre e il larice. 

Una vegetazione, questa, su cui nell’autunno del 2018 si è abbattuta la tempesta Vaia, responsabile di danni e inondazioni anche in Francia, Croazia, Austria e Svizzera. Per ripristinare i boschi secolari danneggiati e preservare l’ecosistema dolomitico – dal 2009 patrimonio dell’UNESCO – in Alta Badia sono state attuate campagne di riforestazione.

Si è deciso di dare nuova vita agli alberi abbattuti dalla tempesta secondo un modello di economia circolare. Fra la primavera e l’estate del 2020 l’area colpita è stata ripulita e il legname così raccolto è stato consegnato a diverse ditte, affinché se ne servissero per realizzare mobili ed elementi di design. 

Ad aderire anche Ikea Italia, che ha devoluto parte del ricavato dalla vendita dei mobili costruiti con questo legname a un progetto di riqualificazione e rimboschimento delle aree coinvolte. Si tratta di Mosaico Verde, una campagna di forestazione ideata e promossa da AzzeroCO2 e Legambiente. Nel territorio di Corvara cresceranno così quattromila alberi, tremila piantati ex novo e mille da rigenerazione naturale.  

Il progetto WOWnature in Alta Badia 

In Alta Badia è attivo il progetto WOWnature, realizzato in collaborazione con Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova. Si tratta di una piattaforma che consente di adottare o regalare un albero. Si può poi decidere se venire a piantarlo personalmente, oppure seguire online l’operazione. Ad oggi, nel territorio di Corvara, sono stati piantati in questo modo circa duemila esemplari, fra larici e abeti. 

È possibile adottare anche alberi adulti, sostenendo interventi di tutela e salvaguardia dei boschi locali, fra cui pulizia, manutenzione dei sentieri, installazione di cartellonistica e creazione di percorsi tematici e scientifico-educativi.

Orto-Bosco: foresta commestibile e sequestro di CO2 a Corvara

Uno di questi percorsi tematici è Orto-Bosco, realizzato nei dintorni di Corvara. Si tratta di una coltivazione multifunzionale che consente un sequestro permanente di CO2, incrementando la biodiversità alpina e migliorando la fertilità del suolo. 

Soprannominata foresta commestibile o food forest, questa include alberi, piante, erbe medicinali e officinali e bacche. Si snoda lungo un percorso trekking che si può intraprendere in autonomia, seguendo gli appositi pannelli informativi, oppure con una guida. Durante il tragitto, gli escursionisti possono così scoprire le caratteristiche dei vari frutti del bosco e come questi sono impiegati nella cucina ladina. 

Movi Family Apart-Hotel: ecosostenibilità e materie prime naturali

Al progetto WOWnature aderisce anche il Movi Family Apart-Hotel di Corvara. In questa struttura affacciata sulle montagne, realizzata prevalentemente in legno, è disponibile una app per richiedere a domicilio vari servizi, dal food delivery all’acquisto di prodotti. Chi utilizza il delivery invece che muoversi con la propria auto viene premiato con un albero da piantare nell’ambito della campagna di riforestazione promossa da WOWnature.

Non è l’unica iniziativa sostenibile intrapresa da Movi. L’edificio è classificato come NZEB (nearly zero energy building), a basso impatto energetico. L’energia utilizzata nella struttura proviene da un cogeneratore a gas metano, abbinato a fornitori locali che utilizzano fonti rinnovabili. Il calore dei frigoriferi viene recuperato e riutilizzato per mezzo di un sistema centralizzato. I packaging dei prodotti da bagno sono ecologici e in cucina si utilizzano materie prime naturali del territorio. Inoltre, è a disposizione degli ospiti un servizio di noleggio e-bike.

Mobilità sostenibile in Alta Badia: il ruolo degli impianti di risalita

Il servizio di e-bike sharing è attivo in tutta l’Alta Badia per ridurre le emissioni di CO2. Un ruolo centrale nel piano di mobilità sostenibile adottato dalla regione è poi attribuito agli impianti di risalita. Utilizzati non solo durante la stagione sciistica ma tutto l’anno, sono qui considerati veri e propri mezzi pubblici green. 

A occuparsene è il Consorzio Impianti a Fune Alta Badia. Fondato nel 1984, ne fanno parte le dieci società impiantistiche della valle, che stimano un risparmio del 63% di CO2 utilizzando gli impianti di risalita al posto delle auto private. Cinquantatré sono gli impianti attivi durante i mesi invernali e diciotto quelli che restano operativi anche nella stagione calda. Stando ai dati forniti dal consorzio, questi sarebbero alimentati per il 95% da fonti rinnovabili. 

Movimënt Dolomiti e le piste da sci in Alta Badia

L’Alta Badia annovera centotrenta chilometri di piste da sci. Trentacinque chilometri per sci di fondo e freeride, quindici per lo slittino e ottanta di percorsi invernali. Vi si tengono anche competizioni di sci alpinismo, fra cui il Tour de Sas e la Sellaronda Skimarathon.

Le piste dell’Alta Badia fanno parte di Movimënt, una palestra a cielo aperto nel cuore delle Dolomiti, i cui effetti sono potenziati dall’altitudine di duemila metri sul livello del mare. Oltre a sciare, fare snowboard e andare in slittino, d’inverno Movimënt offre itinerari di nordic walking, escursioni con le ciaspe e voli in tandem con il parapendio. 

Durante i mesi più caldi, invece, è possibile usufruire di active park, aree fitness, percorsi di riflessologia plantare e Kneipp, vie ferrate e d’arrampicata, slackline e itinerari per trekking e mountain bike. 

SnowMan: a Corvara un software per la neve artificiale

L’Alta Badia dispone di seicentoventi cannoni da neve, in grado di coprire oltre il 90% delle piste del comprensorio. Dal 2021 questi sono controllati dal Consorzio Skicarosello di Corvara tramite SnowMan, un software messo a punto dalla società BPEng presso il Polo Tecnologico di Rovereto. Lo scopo è ridurre gli sprechi di acqua ed elettricità.

Gli operatori che si occupano della produzione di neve artificiale monitorano per mezzo di tablet tutte le macchine e le tubature sotterranee. Inoltre, i gatti delle nevi gli trasmettono in tempo reale informazioni sulla quantità di neve presente sulle piste tramite un sistema satellitare. Ciò consente di azionare i cannoni da neve solo quando strettamente necessario, verificare che le piste siano in sicurezza e individuare eventuali malfunzionamenti. 

Corvara, Alta Badia

Corvara è il principale centro dell’Alta Badia, una valle nel cuore delle Dolomiti, abitata prevalentemente dalla minoranza etnica ladina. 

Qui, a seguito della tempesta di Vaia del 2018, sono stati attuati diversi progetti di riforestazione e salvaguardia dell’ecosistema boschivo, fra cui Mosaico Verde, WOWnature e Orto-Bosco.

Inoltre, la regione mira a sviluppare un turismo sostenibile attraverso il taglio di CO2 e di consumo energetico, il potenziamento della mobilità green e l’utilizzo di nuove tecnologie a tutela dell’ambiente. 

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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