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Libri e Social Media: il nuovo Medioevo e la guerra tra X e Meta

Il tema dell’autorevolezza, il dibattito tra social media e i libri, la guerra e le fazioni tra X e Meta, un post di Elon Musk e il ruolo di un editore tra uno scrittore e un autore

L’autorevolezza di un editore – Einaudi e la Mondadori “col cuore”

Oggi Einaudi è l’unica casa editrice che mantiene un assetto di autorevolezza, di ruvidità editoriale – che per un editore si può anche esaurire nella coerenza del catalogo. Con chi altro tu vorrai pubblicare oggi? Adelphi non si intuisce cosa cerchi per il suo futuro. Elisabetta Sgarbi è troppo impegnata con la Milanesiana. Mondadori fa piangere il cuore – (speriamo che la pulizia che Pier Silvio sta facendo per Canale 5 – col cuore – sia un’idea che anche Marina voglia concedere a Segrate). Bompiani, sì, una speranza. Se provi a pensare a una casa editrice che oggi possa mantenere un rimando di autorevolezza, facilmente pensi a Einaudi – non l’unica, certo, ma tra le prime a venire in mente.

L’editore Einaudi, Paolo Repetti e Guia Soncini – quante ingenue sciocchezze: i social e l’irrilevanza dei libri

Paolo Repetti è il direttore di Einaudi Stile Libero e il 19 agosto condivideva su Twitter un articolo di Guia Soncini premettendo «quante ingenue sciocchezze». Condividere significa diffondere – io ho letto quelle sciocchezze perché indicate da lui. Soncini scrive su Linkiesta in una colonna che titola l’Avvelenata – anche se un’avvelenata è sfiancata e senza energie, mentre Soncini sembra piuttosto inviperita. 

Soncini azzarda un titolo enfatico, i social e l’irrilevanza dei libri – sibilando che l’industria editoriale è in fallimento identitario, che l’unica cosa che conta oggi sono i social media. Sostiene che non importa se gli editori presentano buoni fatturati perché questi buoni fatturati sono ottenuti tramite la vendita di libri pattumiera. Soncini rileva quanto la cultura si sia ridotta a didascalie per facile apprezzamento – un cuoricino – e che l’approfondimento previsto dalle pagine di un libro oggi è una fatica cui non si sottopone nessuno. Ci lascia digerire con «è un’iperbole, ma non del tutto» e procede. Non è sempre chiara la linea di demarcazione tra arguzia e concisione, perché a Soncini interessa di più mostrare le sue capacità intellettive e sintetiche – che ci divertono, ci stimolano e ci intrattengono – piuttosto che esprimersi con chiarezza. Tante parole per un concetto: i social media producono un contesto mediatico facilmente sterile, non un contesto autoriale.

La questione dell’autorevolezza è la fiducia: Guia Soncini, Selvaggia Lucarelli, e quella sagacia che diverte e intrattiene 

Guia Soncini è una replica – a volte meglio riuscita, altre volte solo cartacarbone – di Selvaggia Lucarelli. La lettura dei loro testi vale quasi sempre il tempo che chiedono – fanno sorridere, presentano una logica attuale, veloce, allenano agli scambi neuronali. Entrambe sanno analizzare, sintetizzare, ironizzare e giocare di logica e attualità. La domanda è – perdonatemi se ragiono su domande, ma come tanti, anche io le trovo più interessanti delle risposte – per quanto ci divertiamo a leggere i testi di Lucarelli e Soncini, per quanto possiamo suggerirle e condividerle e chiacchierarne – chi di noi le ritiene affidabili? Credibili e autorevoli? Finché si tratta di fare una battuta, di allenare la nostra sagacia con la loro, va tutto bene – ma cosa succede quando abbiamo bisogno di sobrietà, o addirittura, di serietà? Che non significa pesantezza o pedante noia – significa fiducia nel rispetto, precisione e ruvidità senza battute.

Elon Musk: non esistono buoni social media – il post del 20 agosto su X

Il 20 agosto, Elon Musk scriveva come la triste verità si possa riassumere: «non esistono buoni social media, al momento». Elon scrive che «eventualmente potrà fallire, come tanti sono convinti che sarà, ma al momento sta facendo del suo meglio per averne almeno uno valido, di social media» – Elon promette. In tanti hanno ripreso questo post per elucubrazioni varie, come ho fatto io. Qualcuno ha visto una espressione di fragilità umana invece che barlume di umanità. Pochi giorni prima, X annunciava la possibile cancellazione dell’opzione di bloccare account altrui nel proprio feed. 

Due fazioni in Silicon Valley – rivalità tra chi sta per X e chi sta per Meta

In Silicon Valley – o semplicemente la Valley – esistono due fazioni. La fazione che si schiera per X contro la fazione che si schiera per Meta. Ruvidità e Rivalità senza sconti: o stai con uno o stai con l’altro. Come dire in Italia, quelli di destra e quelli di sinistra – non è solo una scelta di favore, ma una scelta che ti identifica. 

La fazione per X raccoglie gli intellettuali, i radical chic, quelli che se la tirano un po’ di più – come a scuola, quelli che piacevano alle ragazzine, quelli che restavano a chiacchierare fuori sul muretto, quelli che cantavano con la loro band durante l’autogestione di ottobre. 

La fazione per Meta raccoglie i brutti della scuola ma che arrivano vestiti firmati, quelli che hanno più soldi ma che sono stereotipati; quelli che prendono i buoni voti in matematica ma vanno male in filosofia. Quelli che in palestra sono i più bravi di tutti perché giocano in una squadra privata il pomeriggio, ma che non sanno cosa sia lo spirito di gioco. 

Se ritorno alle mie giornate quando frequentavo il liceo pubblico per antonomasia a Milano, il Leonardo da Vinci di via Respighi, quelli di sinistra che piacevano alle ragazzine oggi stanno con X; gli sfigati di destra con i soldi e l’acne, stanno con Meta.

La censura su Meta – e i prostituti professionisti su X

Le immagini sconce non rendono il contesto idoneo ad attività di marketing – sembra che i ricavi pubblicitari di Meta siano superiori a quelli di X (come a scuola, i soldi li avevano quelli di destra). Meta cancella l’immagine di un capezzolo e di un membro – mentre l’algoritmo diffonde la ragazzina in tanga che genericamente allude a potenziali desideri. La ragazzina è libera e legittimata a mettersi in mostra come meglio crede – e nessuno mai dovrebbe sentirsi autorizzato ad alcuna deduzione conseguente – ma non si capisce perché l’esposizione di un capezzolo femminile o di un membro maschile nella sua psicologica fragilità porti alla rimozione dell’immagine. Diversamente, su X – a seguire gli influencer che mettono in mostra pettorali o seni stretti, troviamo le gif di prostituti professionisti che rispondono a tono e che secondo logica di mercato fanno seeding dove c’è stimolo. 

Meta e la strategia dell’invidia: monetizzare il sentimento più diffuso nella società occidentale

Siamo lì all’uscita di scuola: Meta fa sembrare la tua esistenza più carina su Instagram o su Facebook – fai vedere in che bei posti vai in vacanza, quanto ti diverti con i tuoi amici, ti fai un selfie perché controlli l’angolazione del mento e riesci a mascherare l’ovale troppo allungato della tua faccia che nella realtà somiglia a un ufo rotto. L’algoritmo di Meta si basa sull’invidia – e questa è stata una strategia pragmatica e matematica fin dall’inizio. Come facciamo a monetizzare il sentimento più diffuso nella società occidentale? È stata a tutti gli effetti l’idea geniale che tutti abbiamo compreso dopo.

Che cosa significa intellettuale? Cosa c’è all’opposto della libertà di pensiero? La censura

Su cosa si basa Meta? La mancanza di censura e di blocco porta a una tale libertà da rendere intellettuale il contesto? Cosa significa intellettuale? Possiamo dire che la persona intellettuale sia sinonimo di una persona libera? Che cosa c’è all’opposto della libertà di pensiero? La censura? Proviamo a sdoganare l’odio. A smarcare la cancel culture americana. Proviamo a garantire la libertà di espressione a tutti, ragazzine viziati, prostituti, inquisiti – senza alcun limite nel peggio. A dare a un Social Media la sua vera ragione di essere: un motore dove conta solo il passaparola della gente. È pura utopia – ma Musk è anche l’uomo più ricco e più ruvido del pianeta – o forse il suo patrimonio è stato superato da quello di Arnault?

Autorevolezza, Social Media, libri e potere mediatico

Torno al punto iniziale – il titolo di Soncini che Repetti mi ha fatto notare: i Social e l’irrilevanza dei libri. Un Social Media, secondo Musk, è quel luogo dove non esiste alcuna autorevolezza. Dove è solo la massa a decretare la il potere mediatico di un messaggio senza alcuna correlazione tra il potere mediatico di questo messaggio e la positività umana di questo messaggio. 

Qual è la differenza tra autore e scrittore? Un autore è composto da uno scrittore e da un editore

Usiamo una metafora. Il Social Media è il lavoro di due dita, i tuoi due pollici. Un libro è un lavoro di quattro mani, le due mani dello scrittore e le due mani dell’editore. 

Lo scrittore ci mette le parole, l’editore ci mette il rigore. Un libro è una questione di autorevolezza. La stessa parola autorevolezza riporta all’autore non allo scrittore. L’autore è un’entità composta da scrittore e editore che si manifesta con un libro. Il Social Media non è un Editore – parola di Musk. 

Chiudendo sull’irrilevanza dei libri, neanche i secoli bui sono bastati per renderli irrilevanti – non credo possa fare molto qualche delirio digitale. Ricordiamoci la frase di Andrea Carandini: nel Medioevo si era ricchi di immagini proprio perché erano tutti analfabeti.

Carlo Mazzoni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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