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Uno scatto pubblicato su Honcho, 1984
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Sessualità kinky: cosa significa, cosa non è, e cosa può insegnarci

Non è necessario essere eccitati dal dolore, dal bondage e dall’umiliazione per essere kinky. Alcune pratiche sono ormai sdoganate tanto da far parte anche della sessualità normativa o vanilla

Questo contenuto è parte della collaborazione editoriale tra Lampoon e Virgin and Martyr

Cos’è il bdsm e cosa significa kink? 

Sebbene possa evocare prevalentemente immagini di dungeon oscuri e latex nero, quello del BDSM è un universo molto più ampio. La sigla BDSM sta per Bondage, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. Si tratta di un termine ombrello, che racchiude un ventaglio di fantasie, ruoli e pratiche. Un termine affine, di introduzione più recente e maggiormente comprensivo è kink.

Quando parliamo di sessualità, pratiche e preferenze, possiamo immaginare sempre uno spettro. Di conseguenza, possiamo visualizzare anche il BDSM come un universo che include pratiche che possono coinvolgere più il corpo o più la mente e fantasie che possono essere più o meno prevalenti nell’immaginario erotico e relazionale di ogni persona.

Identità sessuale Kinky e Vanilla – significato, differenze e sovrapposizioni 

Non è necessario essere eccitati dal dolore, dal bondage e dall’umiliazione per essere kinky. Alcune pratiche sono ormai sdoganate tanto da far parte anche della sessualità normativa o vanilla. Pensiamo allo spanking (sculacciate), ai giochi di sensazioni (con piume, ghiaccio o candele) o all’utilizzo di manette o bende per gli occhi, attività che non scandalizzano ormai quasi nessuno.

Il kink è fisico, è psicologico, può essere divertente, intenso, giocoso. Il più delle volte ha a che fare con le relazioni. Il BDSM, infatti, ha anche e soprattutto a che fare con aspetti emotivi, relazionali e di sensazione, più che con attività sessuali che coinvolgano i genitali.

Le pratiche e fantasie sessuali “alternative” sono state descritte come patologiche o come perversioni

Nella storia, e in particolare nella storia della psicologia, le pratiche e fantasie sessuali “alternative” sono state abitualmente descritte come patologiche. Krafft-Ebing, il primo psichiatra in Europa a studiare in modo sistematico questi temi, nel suo manuale Psychopathia Sexualis (1886) sosteneva che le diverse forme di erotismo non collegate alla procreazione, tra cui quindi rientravano anche la masturbazione e l’omosessualità, fossero da considerarsi perversioni.

Ora che la ricerca scientifica si sta occupando sempre più di questi temi ed è quindi possibile raccogliere dati e analizzarli in modo sistematico, molte teorie che connotavano la sessualità kinky (per come la definiamo ora) come patologica, si stanno dimostrando distanti dalla realtà. I dati ci suggeriscono che queste pratiche non sono così “poco convenzionali”, “insolite” o “atipiche” come sono state a lungo, e sono spesso tuttora, descritte.  

Dati sulle pratiche sessuali: circa la metà delle persone è interessata o ha sperimentato pratiche che rientrano nel ventaglio BDSM

Da uno studio realizzato in Canada e pubblicato sul Journal of Sex Research (The Prevalence of Paraphilic Interests and Behaviors in the General Population: A Provincial Survey) e da un altro in Belgio (Fifty Shades of Belgian Gray: The Prevalence of BDSM-Related Fantasies and Activities in the General Population) emerge che circa la metà delle persone è interessata o ha sperimentato pratiche che rientrano nel ventaglio BDSM.

Inoltre, per smentire l’idea che alcune fantasie sessuali trovino la loro origine in vissuti traumatici e si associno a disturbi mentali, è possibile esaminare lo studio di Wismeijer e van Assen. Gli autori hanno confrontato alcune caratteristiche psicologiche in soggetti che praticano BDSM e soggetti che non lo praticano, osservando che i primi mostrano livelli inferiori di nevroticismo, sono più estroversi, coscienziosi, più aperti a nuove esperienze, meno sensibili al rifiuto e riportavano più alti livelli di benessere soggettivo. 

La ricerca scientifica su queste tematiche è ancora agli esordi e c’è da approfondire, ma i dati raccolti finora sembrano confermare ciò che i professionisti che si occupano di sessuologia osservano già da anni: la sessualità è uno spettro ampio e vario e un approccio positivo e non-giudicante è imprescindibile per poter garantire il diritto al benessere psico-sessuale.

Quando le pratiche sessuali diventano un disturbo – un interesse parafilico,  fantasie e pratiche non-normative

Stando al quinto Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), uno dei sistemi internazionali più utilizzati da psicologi e medici, è possibile definire “disturbo” un interesse parafilico – così vengono definite le fantasie e pratiche non-normative – principalmente in due casi: quando è causa di forte disagio per la persona e/o quando coinvolge una persona non consenziente o non in grado di fornire un consenso valido.

Il primo criterio, secondo il quale un interesse sessuale diventa “disturbo” quando causa disagio o malessere alla persona, è piuttosto ampio e generale. Diventa complesso, poi, capire in che misura questo disagio dipenda dallo stigma sociale a cui sono sottoposte queste preferenze sessuali. Occorre ricordare che queste definizioni e classificazioni sono strettamente legate a fattori socio-culturali e, infatti, variano ampiamente nel coso della storia. Il DSM ha incluso, fino al 1974, anche l’omosessualità tra le condizioni psicopatologiche, annoverandola tra le “deviazioni sessuali” insieme a disturbi parafilici come la pedofilia. 

Ci si può rivolgere a un professionista dell’ambito psicologico o sessuologico in tutti i casi in cui si senta la necessità di un sostegno per fare chiarezza sulla propria sessualità e acquisire degli strumenti per promuovere il proprio benessere.

SSC – “Sicuro, sano e consensuale” è un mantra popolare nelle comunità BDSM

Le pratiche BDSM e kinky hanno dato vita a delle comunità, culture e spazi che promuovono la sperimentazione, il gioco e la conoscenza di sè oltre i tabù, destrutturando il modello normativo di sesso e sessualità che ci è stato finora proposto. Esistono luoghi e persone che organizzano eventi kinky, dai “munch”, incontri informali dove poter socializzare e conoscere persone della comunità, ai “play party”, eventi dove giocare (se si ha voglia, non ci sono obblighi) con pratiche fetish/BDSM. 

Perchè le persone scappano dalla pioggia ma ballano sotto la doccia? Il consenso è un principio centrale nel BDSM, nonché l’elemento che distingue ogni rapporto sessuale da una violenza. “Sicuro, sano e consensuale” (spesso abbreviato in SSC) è un mantra popolare nelle comunità BDSM, utilizzato per descrivere lo standard minimo che ogni incontro erotico dovrebbe rispettare. 

Sano significa consapevole, infatti viene fortemente scoraggiato l’utilizzo di sostanze che possono alterare la propria consapevolezza di quello che succede, ponendo dei rischi non solo fisici ma anche psicologici Sicuro si riferisce al fatto che esistono pratiche più rischiose di altre, e modi più sicuri di metterle in pratica. E’ quindi necessario essere informati su quello che si fa, sui rischi di alcune pratiche e i modi per ridurli. Per farlo, è possibile frequentare corsi, leggere libri o affidarsi ai suggerimenti di professionisti. Infine, consensuale implica che ogni partecipante debba esprima chiaramente e senza condizionamenti la volontà di partecipare al gioco in ogni fase di esso, che sia informato di quello che succederà e possa interrompere i giochi in qualsiasi momento.

La comunicazione e la negoziazione sono elementi fondamentali di qualunque gioco kinky

Parlare apertamente di limiti, desideri, aspettative, preferenze non dovrebbe però essere un requisito esclusivo di quelle pratiche che possono comportare dei rischi (fisici o psicologici), ma una buona abitudine che chiunque può adottare con i/le propri/e partner.

Sedersi insieme e dedicare del tempo a negoziare un rapporto permette alle persone coinvolte di sentirsi sicure, sapendo che possono iniziare il loro incontro sulla stessa pagina. Se desideriamo esperienze erotiche soddisfacenti, che contribuiscano al nostro benessere, è imprescindibile parlare e confrontarsi. Questa conversazione si può avere immediatamente prima di un rapporto/scena e anche in contesti separati, più rilassati e neutri, ad esempio davanti ad un caffè. Si può iniziare raccontando i propri desideri e limiti, e concordando delle safe word – o parole di sicurezza – utili per fermare o rallentare il gioco.

Sessualità Kinky – “aftercare” è il momento di cura che i partner possono dedicarsi dopo un rapporto intimo o sessuale 

La cura è un altro elemento nella sessualità kinky e comprende l’attenzione per i limiti, i desideri e i vissuti dell’altra persona. Si parla di “aftercare” in particolare per riferirsi al momento di cura che i partner possono dedicarsi dopo un rapporto intimo o sessuale (di qualunque tipo). A seconda dell’intensità della sessione, l’aftercare può comportare coccole, rassicurazioni o anche solo una conversazione dove condividere sensazioni e pensieri su quello che si è appena vissuto. Un momento di cura ha lo scopo di aiutare i partecipanti a elaborare le loro esperienze e promuove il loro benessere emotivo.

Il BDSM, se approcciato con rispetto reciproco, comprensione e consenso, può essere un’esplorazione gratificante di dinamiche di potere, sensazioni e connessione emotiva. E’ fondamentale adottare un atteggiamento positivo e non-giudicante nei confronti della sessualità, ricordando che si tratta di uno spettro vasto, dove non esiste nulla di universalmente “normale”.

Alice Ciani – Virgin & Martyr

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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