Colombre e Maria Antonietta, foto di Alessandro Ruggieri
TESTO
CRONACHE
TAG
SFOGLIA
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
twitter X

Io e te certamente, una conversazione tra Colombre e Maria Antonietta

Io e te certamente è la nuova canzone di Colombre insieme a Maria Antonietta, per Bomba Dischi. «La camera armadio è il nostro studio – Abbiamo registrato a casa, per restituire quell’intimità»

La collaborazione tra Colombre e Maria Antonietta

Dopo Niente è come sembra, traccia scritta per la serie Netflix Odio il Natale e il racconto notturno tra realtà e immaginazione di Durerebbe un’ora, è uscita Io e te certamente, terza traccia estratta dal nuovo album di Colombre, intitolato Realismo magico in Adriatico, in pubblicazione il 31 marzo.

Colombre e Maria Antonietta, un dialogo tra fraintesi

Colombre. «Sia Colombre sia Maria Antonietta a volte vengono fraintesi. Il Colombre è l’animale fantastico, lo squalo con il muso da bisonte, che il protagonista del racconto di Dino Buzzati immagina come un mostro pronto a rovinargli la vita. Invece, alla fine, scopre che rappresenta il coraggio della scelta, di credere in se stessi. Il Colombre ti insegue per tutta la vita, non per portarti infelicità, ma per donarti la perla del mare che è il simbolo della felicità eterna. Una volta avevo fatto una supplenza a scuola e letto in classe il racconto di Buzzati. Stavo scegliendo il nome per le prime canzoni e lì ho sentito che era quello giusto. L’unione tra colore e ombre, una cosa che mi attrae». 

Maria Antonietta «Il Colombre – spiega Letizia –, il mostro marino, sembra qualcuno che può rovinarti la vita, ucciderti, farti a pezzi. In realtà è lì per portarti qualcosa di positivo. Maria Antonietta, regina di Francia, è un personaggio negativo nell’immaginario collettivo. Era una straniera e si è trovata nel Paese sbagliato al momento sbagliato. Dalla sua biografia e dai suoi scritti, emerge come sia stata fraintesa e mistificata. La realtà spesso non è quella che ti aspetti».

Colombre e la letteratura, Maria Antonietta e l’agiografia

Maria Antonietta. «Ho una passione per Medioevo. In casa c’è la mia biblioteca di storia medievale. Giovanni la subisce. Voglio andare a visitare eremi, abbazie, nel tempo l’ho un po’ contagiato. Il Medioevo ha una pessima reputazione, in realtà è un periodo stupendo, denso di invenzioni, di idee, di fermento. Le sante, le figure più note per una questione di fonti, sono esempi di forza di volontà e quindi per me sono fonte di ispirazione. Santa Caterina da Siena, in un momento in cui una donna non ha potere e controllo sul proprio corpo e sulle proprie scelte, decide di diventare terziaria e viene osteggiata perché va tra i poveri, tra i lebbrosi, sulla strada, di notte. Smette di mangiare, finché i genitori non riconoscono la sua vocazione e decide di non sposarsi». 

Colombre. «Ho la fortuna di vedere applicata nella quotidianità una realtà antica, ancestrale e da spettatore ne sono diventato complice. Ricercare un certo tipo di spiritualità, lo facevo già prima di conoscerla. Quando siamo andati in tour in Europa, dovevamo andare in Belgio e stavamo attraversando la Francia, dove è nata Giovanna D’Arco. A un certo punto Letizia ci ha esortati a fermarci. Non aveva mai guidato in quel tour ma ha preso la macchina e non so con quale  forza interiore, quasi senza navigatore, ha trovato la strada per la casa natale di Giovanna d’Arco. Era come se quella forza ancestrale fosse stata traslata nel corpo di una ragazza del 2018».

Colombre, letterato e cantautore

Colombre. «Sono laureato in lettere. Non è una questione di nozionismo. Quando ho scritto il primo disco – Pulviscolo – ho fatto delle supplenze a scuola. L’insegnamento di quell’avventura è stato capire che non puoi mentire nel dire le cose. I ragazzi non hanno ancora le armi dell’ironia per filtrare quel che sentono. Questa cosa ha cambiato il mio modo di scrivere le canzoni. Giocavo di più con le parole e i significati». 

Colombre e Maria Antonietta: una casa a Senigallia, nelle Marche, e uno studio di registrazione domestico

Colombre. «La camera armadio a casa è il nostro studio attuale. Abbiamo lì il microfono e le cose montate per appuntare le idee. Le voci di Io e te certamente le abbiamo registrate a casa, per cercare quel tipo di intimità. Le mie voci sono quelle del demo. Sarebbero potute essere fatte meglio ma le abbiamo lasciate così per lasciargli quella magia, che andava protetta. Avevo il mio studio su una collina, vicino a Senigallia, fino a due settimane fa, dove c’era e speriamo ci sarà ancora la sede di un’associazione che si occupa di ragazzi con disturbi neurologici, psichiatrici. Ci sono stato dieci anni, un luogo in cui non capisci più chi è sano e chi non lo è, e in fondo nella vita è così».

Le Marche di Colombre e Maria Antonietta

Maria Antonietta. «Ho sempre vissuto nelle Marche ma non sempre a Senigallia. In alcuni periodi sono a Milano, per lavoro. L’idea di tornare a casa nelle Marche mi dà molta tranquillità e mi fa sentire bene. Io senza mare non potrei vivere. Il centro Italia per me ha un’energia spirituale. Non è un caso che il monachesimo si sia sviluppato nel centro italiano. C’è un’energia differente, che mi aiuta per la scrittura».

Colombre. «Ho studiato fuori, sono stato a Bologna, Roma, però sentivo che non riuscivo ad avere il focus. Ho sentito una voce strana che mi diceva che dovevo trovarmi un posto che poi è stato quel casale dove poter fare quello che desideravo. Senza distrazioni. Per me è stato salvifico. Quando ritorno a casa con l’orizzonte pulito del mare, mi decomprime e mi aiuta a riflettere su quello che ho fatto».

Colombre, il 31 marzo esce il nuovo album

Colombre. «È un disco riassuntivo di quello che ho fatto fino ad ora, perché penso di essere riuscito a metterci la spontaneità del primo disco, unita a un’architettura sonora più robusta come nel secondo. Parto dalla melodia, dalla spontaneità nel lasciarmi andare. Questa volta credo che i due dischi precedenti siano riusciti a sommarsi, per arrangiamenti, testi. Non so se piacerà ma io sono contento».

Io e te certamente – Colombre e Maria Antonietta

Maria Antonietta. «Siamo illusi in senso positivo. Io e Giovanni in questo ci siamo trovati, mi ha aiutata a essere meno cinica». 

Colombre. «Nel brano c’è la fiducia nell’illusione. Se c’è una serata sono l’ultimo ad andarsene perché penso che possa succedere qualcosa all’ultimo secondo». 

Colombre e Maria Antonietta: Fare musica, il potere delle parole e del silenzio nel mondo contemporaneo

Maria Antonietta. «Scrivere di cose poco degne le rende degne, le santifica, le rende meritevoli di essere conservate sottovuoto», (spiegava Letizia in una conversazione avuta nel 2014, in occasione del tour dopo l’uscita di Sassi, ndr). La scrittura, come l’arte, è una delle poche cose capaci di vincere le ingiustizie, le cose deludenti, anche la morte». 

Colombre. «Ci deve essere dignità nella scrittura. Io scrivo un testo, una canzone, quando ho qualcosa da dire. Può essere qualcosa di personale, che ho vissuto o che ho visto, guardato, ma deve valere la pena raccontarlo».

Colombre e Maria Antonietta: Il mestiere dei cantautori. Scegliere la verità nelle canzoni 

Maria Antonietta. «C’è della radicalità in noi che può essere controproducente, in un mondo in cui devi sempre dire la tua. Per costruire una carriera di lungo termine deve tenere la tua qualità, come per uno scrittore. È la tenuta la parte difficile». 

Colombre. «Vale la pena provare a fare qualcosa che resti, che possa ritornare nel tempo. Parlavo con Alan Sorrenti della grandezza di alcuni autori che riescono a catturare qualcosa dell’anima delle persone. Quel che scrive un poeta resta». 

Maria Antonietta.  «Riguarda tutti perché è vero. Quando scrivi brani nella vita c’è un po’ di mestiere, non sei sempre ispirato, è un mito romantico. Riuscire a cogliere la verità in quello che stai facendo, in quello che stai dicendo, però, fa diventare vera la canzone e così continua a dire qualcosa alle persone nel tempo». 

Colombre in Durerebbe un’ora, il singolo che anticipa l’uscita del tuo nuovo disco, canta di un sentimento che non resta nel tempo, si dissolve, nonostante la potenza.

«Ho provato a descrivere una situazione fugace, andando a pescare nella memoria delle cose vissute che alla fine ti ritrovi a non vivere fino in fondo. Quello che ti dà soddisfazione è qualcosa di più duraturo. Le cose che accadono e che ti restano sono quelle che ti costruiscono nel tempo».

Colombre

Giovanni Imparato, in arte Colombre, nel 2017 pubblica l’album Pulviscolo (Bravo Dischi), candidato nella cinquina del Premio Tenco come miglior opera prima. Nel 2018 co-produce e arrangia il disco Deluderti della cantautrice Maria Antonietta, con la quale aveva già collaborato alla produzione del suo disco precedente Sassi. Vince il premio Super MEI Circus come miglior artista indipendente giovane dell’anno. Nel marzo 2020 pubblica il suo secondo disco, Corallo (Bomba Dischi). Nel 2021 co-produce e arrangia il disco d’esordio di Chiello Oceano Paradiso, disco d’oro. A dicembre del 2022 esce Niente è come sembra, canzone scritta per la serie Netflix Odio il Natale. In uscita il 31 marzo l’album Realismo magico in Adriatico.

Maria Antonietta 

Letizia Cesarini, cantautrice. Dopo aver autoprodotto il suo primo disco nel luglio 2010 Marie Antoinette wants to suck your young blood, confeziona l’esordio (omonimo) in italiano registrato e prodotto da Dario Brunori nel 2012. Nel 2014 pubblica il suo secondo disco Sassi, prodotto insieme ai fratelli Imparato, per la Tempesta Dischi. A Gennaio 2018 esce il nuovo singolo Deluderti che anticipa il nuovo omonimo album pubblicato a Marzo. A Marzo 2019 esce il suo primo libro per Rizzoli, Sette ragazze imperdonabili che diventa un reading musicale. Nel 2021 conduce per Sky Arte la serie in 6 puntate Sacra Bellezza. Storie di Santi e Reliquie, dedicata alle vicende e ai luoghi legati a questi oggetti così potenti, e nel 2022 il documentario Maddalena. Il mistero e l’immagine, uno speciale sulla mostra dei Musei San Domenico di Forlì dedicata alla figura di Maria Maddalena.

Francesca Mandelli

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

SFOGLIA
CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
twitter X

L’ossessione per Prada: quanto durerà ancora?

L’industria della moda rimane ossessionata da Prada: l’identità della borghesia, l’ironia ruvida di una signora che cammina a passi svelti, l’orgoglio di una donna che identifica Milano e i milanesi