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Fotografia storica della hacienda Santa Teresa in Venezuela
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In Venezuela un caso di imprenditoria etica indica la strada della ripresa

Venezuela, regione di Revenga. Nel 2003 una gang fa irruzione nell’Hacienda di rum Santa Teresa 1976 – quel che accade dopo è una storia di inclusione sociale e appartenenza alla comunità

Il Venezuela negli anni della prosperità economica

In passato il Venezuela è stata l’economia trainante dell’America Latina. Oggi le cose però sono cambiate. Negli ultimi dieci anni una crisi economica e umanitaria ha messo il Paese in ginocchio. Come si è passati da un’età ‘dell’oro’ al totale declino? Il Venezuela costituiva una delle maggiori riserve petrolifere al mondo. 

Scoperte dopo la Seconda guerra mondiale, queste han fatto sì che negli anni Cinquanta l’economia del paese decollasse. Tra il 1968 e il 1978 diventa il Paese più ricco dell’America Latina, da ogni angolo del mondo le persone erano attirate qui. Nonostante ciò, a beneficiare delle ricchezze che provenivano dal commercio del petrolio era la classe ricca del paese. Le disuguaglianze sociali che intercorrevano tra abbienti e meno abbienti erano enormi.

Nel 1980 inizia il declino. Per paura che finisca il greggio, il governo venezuelano inizia a diminuirne la produzione. Allo stesso tempo il prezzo del petrolio, per via dell’elevata offerta mondiale, diminuisce. L’economia del Paese dipende per il 96% dalle entrate del greggio: con il calo della vendita il PIL del Venezuela cala del 46% dal 1981 al 1987.

Venezuela – l’inizio della crisi 

È l’inizio della crisi economica. Il divario tra ricchi e poveri non fa che acuirsi. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta varie proteste sociali, due colpi di stato e un impeachment scuotono il Paese. La popolazione chiede riforme sociali. Quando Hugo Chavez è eletto presidente, nel 1998, la situazione sembra migliorare: sfruttando i proventi della vendita di petrolio viene dimezzato il tasso di disoccupazione, aumenta il reddito pro-capite, diminuisce la mortalità infantile e aumenta l’istruzione. 

Tuttavia, l’economia di Chavez aveva il difetto di essere legata al petrolio e al suo andamento sui mercati internazionali. Il Presidente del Venezuela riesce per tutta la durata del suo governo, fino al 2013, a tenere la situazione sotto controllo perché la quotazione del greggio è rimasta stabile per i primi anni Duemila. 

Il declino economico del Venezuela

Nel 2013, morto Chavez, viene eletto presidente Nicolas Maduro. Con lui si passa da un governo semi-autoritario a uno che lo è del tutto. L’anno dopo le elezioni crolla il prezzo medio del petrolio e le politiche sociali promosse da Maduro diventano economicamente insostenibili. Il Paese sprofonda nella crisi economica, sociale ed umanitaria. Nel 2015 l’inflazione sale e si attesta tra il 150% e il 390%, il livello più alto mai registrato al mondo, e non scende più. Sotto Maduro, ancora oggi in carica, l’economia del Venezuela si è contratta del 75%. In mancanza di beni di prima necessità, come cibo e medicine, il mercato nero inizia ad espandersi e i livelli di corruzione crescono a dismisura. A partire dal 2014 le Nazioni Unite stimano che circa 7 milioni di venezuelani sono fuggiti dal Paese, emigrando soprattutto in altri Paesi dell’America Latina. 

Il Venezuela oggi

Oggi il Paese sembra uscire lentamente da sette anni di recessione economica. La liberalizzazione del settore privato e il conseguente afflusso di valuta estera sembrano aiutare alcuni comparti a riprendersi. Il quadro resta però incerto. L’inflazione si attesta ancora su livelli alti e le disuguaglianze tra ricchi e poveri continuano a sussistere: il numero di famiglie in stato di povertà passa dal 90% del 2021 all’81% del 2022. Secondo alcuni esperti ci vorrebbero 20 anni di crescita economica sostenuta perché il Paese torni nella situazione pre-2013. Si parla oggi di un riavvicinamento tra USA e Venezuela: dopo la guerra in Ucraina il petrolio del Paese trona a far gola agli Stati Uniti. 

Di recente il governo americano ha annunciato un allentamento delle sanzioni contro il Venezuela, in vigore da 15 anni. In sostanza è stato autorizzato l’acquisto di petrolio e gas venezuelani per sei mesi, che verrà rinnovato a condizione che il Paese rispetti gli impegni riguardo detenzioni e elezioni. Il 17 ottobre 2023 il governo e l’opposizione venezuelani hanno raggiunto un accordo per organizzare regolari elezioni presidenziali nel 2024. Dalle elezioni presidenziali del 2018 l’opposizione non aveva mai riconosciuto Maduro, denunciando irregolarità. Il presidente, allo stesso tempo, si trova sotto accusa per detenzioni arbitrarie, esecuzioni extragiudiziali e uso eccessivo della forza. 

Il gusto fa la differenza, dal Venezuela a Milano per il sociale

Venezuela, regione di Revenga. Era il 2003 quando un gruppo di membri di una gang fece irruzione nell’Hacienda di rum Santa Teresa 1976, tendendo un’imboscata a una guardia. Il Ceo di Santa Teresa, Alberto Vollomer, reagì in maniera inaspettata, offrendo ai criminali un posto di lavoro all’interno dell’Hacienda. Fu così che nacque il progetto Alcatraz, un programma che raccoglie membri di gang criminali locali e li rieduca, cercando di offrire loro un’opportunità di reinserimento nella società. Attraverso percorsi di formazione che vanno da quella professionale a quella accademica, passando per lo sport – in particolare il rugby– il progetto offre ai giovani una possibilità di riscatto. Fin ora il progetto ha coinvolto 11 gang, con più di 200 ex-criminali coinvolti, e 2000 giovani che giocano a rugby. Nella regione di Revenga gli omicidi sono diminuiti, passando da 160 a 12 all’anno. 

Di recente Alcatraz è stato presentato a Milano, il 22 novembre, in occasione dell’evento “Il gusto fa la differenza” che ha visto coinvolti Santa Teresa 1976 e la chef stellata Viviana Varese. Dopo la degustazione di rum Santa Teresa, condotta dalla maestra ronera Nancy Durante, gli invitati hanno cenato con piatti ideati da Viviana Varese. L’occasione aveva come scopo quello di presentare il comune impegno nel sociale dell’Hacienda Venezuelana e della chef. Da un lato, Viviana Varese da sempre si batte per i diritti della comunità LGBTQ+ e per affermare il ruolo delle donne che lavorano nell’ospitalità. La chef nel 2021 ha vinto il premio “Champions of Change dei 50 Best Restaurany” per l’impegno sociale. In tutti i suoi ristoranti l’attenzione è rivolta all’inclusione sociale dal personale, a prescindere da genere, razza, età e orientamento sessuale. Dall’altra parte, il Ceo di Santa Teresa 1976, Alberto Vollomer, ha illustrato il Progetto Alcatraz. 

L’hacienda Santa Teresa in Venezuela 

Santa Teresa è una distilleria di rum venezuelana. Il marchio nasce nel 1976 nella Valle di Aragua, uno Stato del Venezuela situato nella parte settentrionale del paese che si affaccia sul Mar dei Caraibi. All’inizio si trattava di una piantagione di canne da zucchero. Qui il clima tropicale ha sempre favorito la crescita di caffè, cacao e canna da zucchero: le materie prime per produrre il rum. Nel 1830 Gustav Julius Vollomer, un mercante tedesco, giunse in Venezuela e si innamorò di una donna del posto, Panchita Rivas. I due si sposarono, dando vita alla famiglia Vollomer, che da allora gestisce la Hacienda Santa Teresa. 

Il rum del Venezuela: Santa Teresa 1976

Santa Teresa 1796 è un rum composto da miscele invecchiate fino a 35 anni in botti di quercia dove prima è invecchiato il bourbon whiskey. Viene creato attraverso il metodo artigianale Solera. Tramandato nell’Hacienda da un maestro ronero all’altro, il metodo Solera garantisce che una parte di rum proveniente dal primo barile del 1796, mai svuotata del tutto, venga inserita in ogni bottiglia di Santa Teresa 1976. Diventare Maestro Ronero è una tradizione che, in passato, si tramandava oralmente di generazione in generazione. Presso l’Hacienda ogni giovane Maestro de Ron impara le conoscenze e le competenze necessarie da un Maestro di Santa Teresa e, a sua volta, le trasmetterà alla generazione successiva. 

Santa Teresa 1976 informazioni utili

Uno dei primi produttori di rum dei Caraibi. Originario della valle di Aragua, in Venezuela, il marchio è nato come piantagione di canna da zucchero nel 1796. Rimane tuttora un’azienda familiare e indipendente. Con l’avvio della produzione commerciale intorno al 1885, i rum Santa Teresa sono stati prodotti presso l’Hacienda Santa Teresa per oltre due secoli e sono oggi presenti in più di 30 Paesi.  Registrato nel 1909, il nome Santa Teresa vanta il titolo di primo brand di rum del Venezuela oltre ad essere orgogliosamente insignito del marchio DOC “Ron de Venezuela” (Rum del Venezuela). 

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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