previous arrow
next arrow
Slider

Text Barbara Rodeschini

Vale 45,8 miliardi di euro. È il business della cosmetica green, che comprende formule naturali, biologiche e anche quelle vegane – entro il 2025, si stima, raggiungerà un fatturato di 20,8 miliardi di dollari.  Nel 2018 il 50% delle 162mila referenze beauty lanciate sul mercato globale rientra nel perimetro della bellezza naturale. Quest’anno non sarà da meno. Stando all’analisi Global Consumer Trends 2019 di Euromonitor, l’attenzione per il pianeta e il rispetto per gli animali, sono i valori distintivi dei consumatori consciuos. Un nuovo consumismo, di stampo consapevole, che ha convinto millenial e gen zer e che vede in una vita più sana ed etica, l’opportunità per fare la differenza influenzando il mercato.

«La ricerca di una maggiore trasparenza sta costringendo le aziende nel settore beauty a soddisfare un nuovo consumatore esperto di ingredienti che vuole distinguersi attraverso le proprie scelte di prodotto e le cause in cui crede», ha spiegato, Irina Barbalova, global lead, health and beauty, industry manager di Euromonitor International, «Mentre Lush e The Body Shop sono da tempo contrari all’uso di ingredienti d’origine animale, l’utilizzo di ingredienti etici sta diventando sempre più la norma nel settore della bellezza. Grandi aziende come Unilever e piccoli marchi socialmente attivi attirano l’attenzione dei giovani. Milk Makeup, Kat Von D e il marchio di proprietà di Unilever, Hourglass, hanno riformulato i loro prodotti rendendoli al 100% vegani. Il mascara Kush High Volume di Milk Makeup, lanciato all’inizio di quest’anno, è formulato con olio di cannabis invece che con cera d’api. Con un accento sulla bellezza ‘pulita’, i prodotti cruelty-free e vegani saranno sempre più ricercati. Nonostante gli ostacoli di un mercato non regolamentato, la voce dei consumatori sull’argomento renderà ancora più urgenti altre azioni da parte dei marchi in futuro».

La lettura dell’etichetta: l’esigenza di una bellezza organica passa da lì. Decifrare l’Inci – International Nomenclature of Cosmetic Ingredients è l’essenziale per avere la certezza di acquistare un prodotto realmente eco-friendly. Non solo, le aziende della cosmetica, tradizionalmente all’avanguardia nella ricerca, si sono impegnate per acquisire le competenze del mondo sostenibile, basti pensare alle recenti acquisizioni con L’Oréal che ha comprato la tedesca Logocos Naturkosmetik e Istituto Ganassini che si è portato a casa l’azienda di cosmetica bio The Oreganic Pharmacy, ma anche nel mettere a punto una serie di progetti a basso impatto ambientale o per lo meno ad alta concentrazione di attivi verdi, mentre le grandi catene del retail, come Credo negli Usa ma anche Space NK e Sephora, iniziano a rendersi disponibili per creare corner intermente dedicati ai prodotti clean.