Text Marzia Nicolini

Come sarà la beauty routine della stagione autunnale? Secondo gli addetti ai lavori, sempre più marcatamente ‘Asia centrica’. Stando a una recente presentazione a New York di Sharon Kwek e Sarah Jindal, entrambi analiste Mintel specializzate in ricerche in campo cosmetico, il continente asiatico – tanto vasto, quanto popolato – è destinato a restare l’epicentro del settore bellezza.

Noi occidentali possiamo solo imparare dai consumatori dell’estremo Est. Secondo i dati presentati durante la conferenza, a dettare tendenza nei mesi a venire saranno in particolare Corea e Giappone. I loro cavalli di battaglia? Su tutti, la detersione: scrupolosa, supportata da un arsenale di referenze a disposizione, dal tonico alla spuma. Seguono i numerosi passaggi del layering, stratificazione ragionata di sieri, acque trattanti, creme, booster, da personalizzare a seconda di tipologia cutanea, età, stile di vita, sposando la filosofia del cucito su misura. Altro passaggio di rigore riguarda l’applicazione di un prodotto viso e collo a effetto scudo, per proteggersi efficacemente sia dall’aria inquinata (in Asia i livelli di smog sono allarmanti), che dai raggi solari, strettamente legati al processo di invecchiamento. Anche in questo senso la popolazione asiatica si mostra un passo avanti: la categoria di prodotti ‘no pollution’ è esplosa almeno otto anni fa, mentre da noi sta decollando solo ora. Altra gestualità che già stiamo copiando (e sempre più copieremo) dagli asiatici è l’applicazione di maschere viso, anche se oggi è più corretto parlare di multimasking.

Sud Corea docet: applicare sulle differenti parti del volto maschere ‘su misura’, assecondando le specifiche esigenze cutanee e mirando a obiettivi diversi (ad esempio assorbire le lucidità nella zona T e minimizzare i segni di stanchezza del contorno occhi), è la chiave per guadagnare una pelle in salute. Sempre le sudcoreane insegnano a divertirsi nella cura di sé: molti marchi di skincare, su tutti Tonymoly (in vendita anche nei Sephora italiani) puntano tutto su packaging accattivanti e texture giocose e trasformiste. L’effetto sorpresa crea rapidamente nuovi adepti, specie tra i più giovani.

Quello che forse più vale la pena prendere in prestito dai consumatori orientali è la volontà di informarsi prima di mettere a segno gli acquisti beauty: leggere le etichette e decodificare l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la norma. Per chi volesse approcciarsi alla cosmesi made in Asia, si consigliano marchi come Shiseido (Giappone), Erborian e Dr. Jart + (entrambi coreani). Si trovano facilmente in Italia e ben rappresentano il connubio tra tecnologia delle formule, ricerca dermatologica, ingredienti naturali e originalità propri del beauty asiatico.