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I bollettini erano redatti nei salotti letterari: a Parigi, nel Settecento, da Marie Anne Doublet arrivavano scienziati, artisti, letterati, ogni sabato, alla stessa ora. Ciascuno sedeva sulla propria sedia, contrassegnata dal proprio ritratto. Si discuteva di ciò che accadeva in città – spettacoli di teatro, fatti di cronaca, processi in corso, novità librarie e musicali, storie di corte – si andavano ad annotare su due diversi registri le notizie ritenute ‘vere’ e quelle ritenute ‘dubbie’. A fine giornata la servitù copiava quanto scritto in dei bollettini quotidiani, distribuiti agli ospiti. Presiedeva le riunioni Louis Petit de Bachaumont, scrittore e amico della Doublet.

A Monsieur de Bachaumont è dedicata una via di Parigi, nel quartiere di Montmartre, dove nel 2012, al civico 20, ha aperto il negozio di profumi Nose – un moderno salotto letterario. Si passano in rassegna non le notizie, ma le fragranze. Il team di esperti che ha dato vita allo store-laboratorio, dall’apertura a oggi, ha individuato e classificato oltre 9mila profumi, a partire da quelli realizzati nel Diciottesimo secolo. L’analisi degli aromi e delle composizioni di ogni profumo ha portato alla creazione di una collezione di 450 profumi esclusivi. Come chez Madame Doublet, dove si riunivano le menti dell’epoca di diversa estrazione e formazione – c’erano l’astronomo Jean Jacques Dortous de Mairan, lo scrittore Jean-Baptiste de Mirabaud, lo scultore Étienne Maurice Falconet, il diplomatico Charles-Augustin de Ferriol –, anche da Nose è grazie alla commistione delle idee che è nato qualcosa di nuovo.

I sette fondatori hanno ideato Mon Nose, una tecnologia che aiuta a trovare la fragranza ideale attraverso un test. Dopo aver risposto a cinque domande sui profumi precedentemente usati, Nose fornisce una prima diagnosi e una selezione di cinque fragranze tra le oltre 500 disponibili. È il momento della seconda valutazione, più precisa, in cui il cliente odora i profumi bendato su tester di carta. Dietro c’è l’idea di non lasciarsi influenzare dal packaging o dal brand, ma solo dall’odore. Il test è effettuabile anche online, con la richiesta di ricevere a casa i cinque tester.

Dalle sperimentazioni del team di Nose è nato anche un profumo destinato a raggiungere il successo sul grande schermo – L’air de Panache. In Grand Budapest Hotel Wes Anderson fa vivere nella pellicola Ralph Fiennes, concierge in giacca a code viola avvolto da una nuvola di profumo. Un’eau de toilette ‘with an intense and tonic opening sublimated by aldhehydes notes and completed with a hint of mystery symbolised by a green apple. The heart is concentrated around jasmine, Grasse country flower, and rose, worn by dandys. Finally, gourmand and animalic notes’, questa la descrizione che si legge sul sito.

L’air de Panache è stata creata dal naso di uno dei ‘sette’ di Nose, Mark Buxton. Nato in Inghilterra, cresciuto vicino ad Amburgo e stabilitosi a Parigi da più di vent’anni, Buxton è anche un esperto di vini, cuoco e appassionato di antiquariato – interessato soprattutto all’art déco. La prima collaborazione come creatore di profumi è con Comme des Garçons, che gli apre la strada della Haute Parfumerie. Ha ideato fragranze per Givenchy, Versace, Van Cleef & Arpels, Cartier, tra gli altri, ma anche per la profumeria di nicchia – Linari profumi, House of Sillage, Zoe Karssen, ​​Le Labo. Dopo una pausa nel 2009 – quando debutta con una collezione di profumi che porta il suo nome –, crea Roboris per il milanese Calé.

Il proprietario di Calé Fragranze d’Autore è un altro dei fondatori di Nose, Silvio Levi, chimico e appassionato di formule, pioniere di Esxense, l’evento annuale dedicato alla profumeria artistica di Milano. A completare il team, Claire Delahaye de Villers, Didier Negiar, l’esperto di statistica e di database Antoine Calmus, il presidente e responsabile marketing Nicolas Cloutier – canadese del Québec trapiantato a Parigi – e Romano Ricci. Pronipote della couturier francese Nina Ricci e nipote del naso Robert Ricci – che nel 1949 creava insieme a Francis Fabron il profumo femminile ancora in produzione L’Air Du Temps –, Romano ha fondato nel 2007 il brand di profumeria artistica Juliette Has a Gun.

Diptyque, Kilian, Maison Francis Kurkdjian, Artisan Parfumeur, Juliette has a Gun, Creed, Acqua di Parma – le fragranze di questi marchi si aggiungono a quelle artigianali di Nose e a quelle per la casa di The Laundress, Odin, Linari, Cire Trudon, Carrière Frères. Il team di Nose viaggia per il mondo alla ricerca di nuove fragranze e per far scoprire al pubblico le proprie – moderni profumieri itineranti.

Si ispirano al personaggio rappresentato in un’illustrazione di Gerrit Valck e stampato da Nicolas de L’Armessin nel 1697, conservata oggi al British Museum, dal titolo Habit de parfumeur – un profumiere con un bruciatore di profumi come cappello e le boccette disposte su una bacheca utilizzata a mo’ di abito. Con la collaborazione di un collettivo di artigiani, Nose ha creato insieme a Naomi Goodsir – designer australiana di moda e di profumi, prodotti e confezionati a Grasse, dove oggi vive – una capsule ispirata al profumiere dell’illustrazione di Valck che permette di viaggiare con la collezione di fragranze: una borsa che richiama i colori della boutique – ci sono il rame delle lampade, il marrone dalle sedie da laboratorio, il legno bruciato delle finiture, il nero della facciata –, un sistema di scompartimenti per sistemare le boccette e le provette per il campionamento delle note scoperte in viaggio, un cappello verde come i gelsomini che decorano l’esterno dello store.

Postilla

Come in ogni strada di una capitale culturale – come lo è Parigi –, dalle mura fuoriescono echi di storia. Una targa in rue de Bachaumont rende omaggio a Bruno Lenoir e Jean Diot. Qui, alle 23:30 del 4 Gennaio 1750, Bruno, calzolaio di venti anni, e Jean, domestico di quaranta, furono arrestati per omosessualità. Imprigionati nel carcere di Châtelet, subirono un processo il cui verdetto dimostra quali ripercussioni avesse essere omosessuali in Francia durante l’Illuminismo. A entrambi furono confiscate le proprietà e furono arsi vivi il 6 luglio, legati a un palo eretto a Place de Greve, le loro ceneri disperse – fu l’ultima coppia omosessuale a essere giustiziata in Francia.