Text Micol Beltramini 

Ci sono leggende legate al nome della città di Firenze. È probabile che i latini l’abbiano chiamata Florentia per via della fondazione in primavera, durante i giochi dedicati a Flora.

Flora, la dea della fioritura – in senso più esteso, la Primavera. La più nota rappresentazione della Primavera, l’opera omonima di Sandro Botticelli, è conservata al Museo degli Uffizi a Firenze. All’estrema destra del quadro il dio Zefiro ingravida la ninfa Clori, dalla cui bocca esce un ramo fiorito che pare incarnarsi, appunto, in Flora. La dea indossa un vestito chiaro, intessuto di fiori. Il suo volto appartiene alla fanciulla più bella di Firenze – Simonetta Vespucci, la Sans Par, che presterà il viso anche a Venere nel dipinto dello stesso autore. 

Simonetta Vespucci è morta sei anni prima di essere ritratta nelle vesti di Primavera, forse di tubercolosi, aveva appena ventitré anni. La sua leggenda è indissolubilmente legata alla corte medicea, agli ideali di bellezza rinascimentale che hanno reso splendida Firenze a suo tempo, e oggi.

Il simbolo di Firenze è un giglio. Non proprio un giglio, in realtà: un iris bianco venato di pervinca, chiamato iris florentina o giaggiolo. A questo fiore è dedicata la fragranza per ambienti Giglio di Firenze, con cui il Dr.Vranjes celebra i trentacinque anni della sua attività. Sembra di sentire arrivare Simonetta Vespucci, vestita da Primavera, mentre sparge fiori.

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