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In Inghilterra, da settembre 2020, sarà obbligatorio insegnare Educazione Sessuale nelle scuole ai ragazzi dagli 11 anni in su, come si legge nel report della Camera dei Comuni Relationships and Sex Education in Schools del 28 febbraio di quest’anno – in Italia è ancora materia consigliata, non obbligatoria.

L’approdo di Asa Butterfield su Netflix è un segnale dell’abbattimento delle barriere tra il cinema e le piattaforme di streaming. Netflix punta su attori provenienti dal grande schermo – o realizza film che sul grande schermo riscuotono successo, come è stato per Roma, vincitore al Festival di Venezia e che è valso al regista Alfonso Cuaròn il premio Oscar 2019 come miglior regista. «Non credo che Netflix possa soppiantare il cinema, si tratta di due esperienze diverse che possono sussistere. Ciò che importa è che entrambi stimolino una discussione. Netflix ha dalla sua parte due vantaggi: la fruibilità e Sex Education – alza il ciglio, come a dire – che non è la solita commedia adolescenziale». A febbraio è stato annunciato il rilascio della seconda stagione, «iniziamo le riprese quest’estate».

«Ho cercato di mantenere un equilibrio nella mia vita – certo, con la fortuna di saltare la scuola per andare sul set». Asa ha iniziato a recitare a nove anni, il venerdì dopo la scuola. «Mia madre mi ha iscritto a un club teatrale del doposcuola chiamato ‘Young Actors Theatre’ per aiutarmi a fare amicizia. Non sapevo cosa fosse la recitazione, ho iniziato per divertimento. Un giorno Pippa Hall, un direttore del casting, mi ha notato e mi ha esortato a fare un provino per The Boy in the Striped Pyjamas».

Tre anni dopo era il ragazzino solitario della stazione parigina di Montparnasse negli anni Trenta, Hugo Cabret, in Hugo. «Sul set di quel film ho capito come funziona la macchina cinematografica – la complessità delle tecniche di illuminazione e scenografiche, aspetti di cui fino ad allora non tenevo conto. Martin Scorsese mi ha spinto a continuare nella recitazione». Nel 2012 disegnava insieme al padre e al fratello Racing Blind, un videogioco per iPad, rilasciato poi su App Store nel 2013. Fan di Super Smash Bros, due anni fa partecipava ai campionati del mondo Nintendo. «Videogiochi, in generale di tecnologia, e di musica», racconta Asa. «Scovare cantanti poco noti, piccoli gruppi, solisti che quasi mai vengono passati dalle radio». A sette anni, nel 2004, ha pubblicato un mashup delle canzoni Teenage Dirtbag di Wheatus e Making Plans For Nigel di XTC.

Asa wears coat Palzileri

Sex Education è un titolo che fa già letteratura, oggi nella sua fruizione seriale e disponibile a piacere. Asa Butterfield interpreta il protagonista Otis Milburn adolescente alle prese con la sessualità, una gestione che ne richiede l’impegno: la madre Jean (Gillian Anderson) è una terapista del sesso, senza alcun problema a parlare della materia, a ospitare un uomo diverso ogni sera e a riempire la casa di quadri di vagine e di falli scultura.

Otis non riesce a masturbarsi, ma è in grado – complice l’amica Maeve (Emma Mackey), di cui poi si innamora – di dispensare consigli ai suoi compagni di liceo alle prese con le prime esperienze con l’eros. Gay e icona queer è il suo migliore amico Eric (Ncuti Gatwa), con cui Otis ha un appuntamento annuale fisso – il giorno del compleanno di Eric – per vestirsi da drag e guardare insieme Hedwig and the Angry Inch. Più che undici anni sembra ne siano trascorsi cento da quel 2008 in cui la televisione italiana mandava in onda una versione censurata del film di Ang Lee Brokeback Mountain, tagliate due scene di sesso tra uomini. Fu una scelta che destò polemiche, perché di sesso in tv ne abbiamo sempre visto tanto, più o meno esplicito, a partire dal filone di film erotici che proliferava negli anni Settanta.

Sex Education è stata girata, lungo la valle del fiume Wye, a Llandogo e Tintern, nella contea del Monmouthshire, Gran Bretagna, che dai Monti Cantabrici del Galles centrale scorre verso sud segnando il confine con l’Inghilterra. Il liceo frequentato da Otis, la Moordale Secondary School, è in realtà il campus non più attivo della University of South Wales di Caerleon, a Newport. «La serie mostra in tutta la sua stranezza, goffagine – e a tratti bruttezza – cosa sia il sesso tra adolescenti. Si vuole mostrare la realtà per quel che è – a volte sensuale, a volte per nulla».

Otis aiuta il bullo della scuola a superare l’imbarazzo provocato da un pene dalle dimensioni sopra la media, riceve le avances di una ragazza in piena fase esplorativa del suo corpo e determinata a perdere la verginità, accompagna Maeve in una clinica per interrompere la gravidanza – e allo stesso tempo solidarizza con due manifestanti che protestano contro l’aborto fuori dalla struttura. «Sex Education racconta senza filtri il processo di crescita degli adolescenti: si parla di identità sessuale e di viagra, di verginità e di incomunicabiltà di coppia», come quando Eric, vestito da drag, viene picchiato per strada – ma tornando a casa trova consolazione nell’abbraccio del padre.


Photography
Ian Moore
Styling
Giorgia Fuzio
Talent
Asa Butterfield
Groomer
Jennie Roberts @ Frank using Origins and Living Proof
Photographer’s Assistant
Catharina Pavitschitz
Fashion Assistants
Nadia Dahan, Andrea Franco, Chiara Borsari
Producer
Sofia Castellaccio

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