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Nelle sale del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, l’ispirazione naturalistica di cui tanto si è letto nei libri di testo prende la forma di abiti couture di Chanel, Schiaparelli, Dolce & Gabbana. È Animalia Fashion, mostra aperta al pubblico dall’’8 gennaio al 5 maggio 2019, dove il legame tra moda e mondo faunistico si drappeggia attorno a un manichino.

Ad accogliere l’avventore, un abito Victorian di John Galliano, le mani giunte del manichino sono l’ossequioso saluto dell’aracnide pronta a divorare la sua preda. È la leggerezza della tela del ragno che fuoriesce dal lapis di Maria Grazia Chiuri, nel surrealismo à la mode della collezione Haute Couture Spring 2018 di Dior. Una struttura costruita da rettangoli cavi, nastri neri che si intrecciano a rete per intrappolare chi desidera la bellezza del superfluo. L’insetto e le sue iridescenze, il coleottero. Ogni creatura sa suggerire, con la sua tavolozza, nuove sfumature al creatore di un abito – uno scarabeo senza spalline con sottogonna in velluto di Mary Katrantzou. L’insetto più nobile, la farfalla, chiude il cerchio entomologico: un abito crema dalla gonna ampia, con spalline a sbuffo e manica stretta di Schiaparelli, un bozzolo da cui escono ali rosse e nere; una cappa nei colori delle Morpheus, il blu con riverberi rosa, è l’interpretazione firmata maison Valentino; di nuovo Mary Katrantzou, con un abito teca dal motivo a quadri – uno sfondo bianco su cui uno spillo ha appuntato farfalle di tutti i colori.

Il mondo sommerso, dalla pettorina in coccodrillo di Alaïa alle strutture del corallo sulla seta rosso Valentino – si va più in profondità, alla minaudiere Acteon Tornatilis della Spring/Summer 2012 di Chanel, vista nella sfilata in cui Florence Welch usciva, perla o Venere che si voglia, da una conchiglia.

La fauna terrestre non si espone: leopardi, tigri e zebre sono rimasti nel loro habitat – nelle sale di Pitti, il riccio, negli acuminati aculei di plexiglas olografico firmato Iris Van Herpen. Il serpente è un dettaglio smaltato oro sulla schiena di un drappo di raso nero firmato Cavalli.

Infine, sono gli uccelli a dominare la scena, due specie in particolare: cigno e pappagalli. È l’iride, il ponte fra questo mondo e un altro. Due sono le maestà a contendersi la corona – Dolce & Gabbana, un abito di piume, una metamorfosi per chi lo indossa, o anche solo per chi lo contempla: da essere umano a uccello del Paradiso. L’eleganza e il biancore del cigno hanno il retrogusto amaro di ciò che è troppo bello per essere vero. E lì, Lagerfeld per Chanel, l’abito da sposa della Haute Couture Spring/Summer 2018, con piume e piume cucite a mano da Lemarié. Uscendo dalla sala, sembra quasi di vederlo, voltato di spalle – come un’apparizione, la rivelazione, su questo mondo, della vera bellezza.

Animalia Fashion

Da martedì 8 gennaio a domenica 5 maggio 2019

Palazzo Pitti | piazza de’ Pitti 1, Firenze