Susan Philipsz
Susan Philipsz

Text Rocco Moliterni

Susan Philipsz è un’artista scozzese che lavora con il suono. Negli ultimi anni ha girato per i musei storici di mezza Europa alla ricerca di strumenti musicali, meglio se danneggiati, appartenuti alle bande degli eserciti della prima guerra mondiale. Se ne è procurati a sufficienza per realizzare War Damaged Musical Instruments, un’installazione in cui un’orchestra di ottoni e strumenti a fiato sfigurati dalla guerra suona una melodia “stonata”, oscillante, che procede per interruzioni: fosse ancora vivo John Cage, il maestro dell’avanguardia americana capace di fare musica con le foglie, il silenzio e i pianoforti rotti, l’avrebbe approvata di sicuro con uno dei suoi sorrisi sornioni.

L’installazione della Philipsz in una prima versione è già stata acquisita dalla Tate di Londra, ma in una nuova veste sarà in vendita a 150 mila euro ad Artissima, la Fiera Internazionale di Arte contemporanea dal primo al quattro novembre all’Oval di Torino. La Philipsz è tra gli artisti di Sound, la sezione che rappresenta la vera novità della kermesse 2018. Da un lato perché è la prima volta che Artissima dedica uno spazio alle installazioni sonore, dall’altro perché è la prima volta che una sezione sia ospitata fuori dall’Oval, per la precisione alle Ogr, l’ex officina grandi riparazioni delle ferrovie oggi polo di innovazione artistica e musicale. Sound, è una delle quattro sezioni curatoriali della fiera. «Una delle caratteristiche di Artissima – spiega la direttrice Ilaria Bonacossa, per il secondo anno al timone della manifestazione – cui tengo molto è proprio quella di avere, a differenza di altre fiere, sezioni curatoriali».

Ci sarà come sempre Back to the future, dedicata agli anni 1980-1994, il quindicennio antecedente la nascita della fiera, con artisti come Gary Hill solo per fare un esempio. Confermata anche Present Future, che vede un’interessante presenza di artiste. Poi visto il successo dell’anno scorso torna la sezione Disegni, che vede tra l’altro dialoghi tra artisti di varie generazioni, da big come Enzo Cucchi o Tony Cragg a giovani come Alexander Singh. Le altre sezioni sono Main Section, con le gallerie più affermate, New Entries, la sezione dedicata alle giovani gallerie: qui opera per la prima volta il Fair Fund by Professional Trust Company, un nuovo fondo che ha sostenuto i costi di partecipazione a tre giovani gallerie. Si conferma inoltre Dialogue la sezione in cui le gallerie presentano tre artisti in dialogo e Art Spaces & Editions, con le edizioni d’arte. Sono sette i premi in palio nelle varie sezioni. Da ricordare infine i numeri: Artissima mette in vetrina 1000 artisti e 195 gallerie da 35 Paesi.

E visto che la fiera compie 25 anni, è un’occasione da non perdere per vecchi e soprattutto nuovi collezionisti. « A me – conclude la Bonacossa – non interessa tanto convincere le gallerie più importanti del mercato internazionale a venire a Torino ma far sì che in fiera ci siano le gallerie che diventeranno importanti domani. Questo significa dare ai collezionisti la garanzia di trovare ad Artissima gli artisti del futuro».