Bologna – Matteo Fagiolini
Bournemouth – Tony Game
London – MJ Studio
London – MJ Studio
London – MJ Studio
New York – Ethan Covey
San Francisco – Alex Benjamin
San Francisco – Alex Benjamin
San Francisco – Speedy Donahue

Text Giacomo Andrea Minazzi
@giacomominazzi

È una corsa in moto, ma con stile. La Distinguished Gentleman’s Ride, che si terrà domenica 30 settembre, è arrivata quest’anno alla sua settima edizione, coinvolgendo più di centoventimila motociclisti in tutto il mondo, seicentocinquanta città e novantacinque Paesi. L’Italia, nell’edizione 2017, è stato il Paese con più biker al mondo: milletrecentosessantasei.

È una corsa in moto a cui si partecipa con una certa cura dell’estetica. Come la vela, la moto è eleganza, di movimenti e di carattere. I cavalieri moderni, nelle livree di giacche in tweed quattro bottoni, gilet e derby lucidate ad arte – come rifinitura, serve una passata con un goccio di rum – sfileranno per le strade delle città stando ben attenti a farsi notare. I centauri non sono solo quelli dei film americani con le facce minacciose e le giacche in pelle con le frange. Sono anche quelli che prima di montare in sella si sistemano il Windsor alla cravatta e il fazzoletto nel taschino. La barba un po’ hipster che spunta sotto il casco, il gilet a coprire la camicia dal vento, su un sidecar con la pipa in bocca.

Il ride ha uno scopo benefico, raccoglie fondi per la ricerca nel campo della salute, in particolare quest’anno contro il cancro prostatico maschile. Negli ultimi cinque anni sono stati raccolti oltre tredici milioni di dollari tramite la Movember Foundation (nome nato dalla crasi fra moustache e novembre) e quest’anno si mira a donarne altri sei.

La Distinguished Gentleman’s Ride è nata a Sydney, in Australia, da un’idea di Mark Hawwa che, ispirato da una foto di Don Draper della serie tv Mad Man, in sella a una moto modern classic, era il prototipo dei motociclisti che di lì a poco avrebbero iniziato a popolare questa corsa in eleganza, andando a sradicare, uno alla volta, gli stereotipi spesso negativi legati ai motociclisti, creando una nuova community globale.