Al PAV – Parco Arte Vivente di Torino – è stata inaugurata la mostra Ecologies of Loss, curata da Marco Scontini e dedicata al lavoro di Ravi Agarwal, artista, fotografo e attivista, nonché scrittore e curatore. Eecologia, sostenibilità, spazio urbano ed economia capitalista i temi affrontati nelle foto. Agarwal, che utilizza anche filmati, installazioni, scritti, si concentra sulle politiche relative ai fiumi nel contesto indiano, dando rilievo alle relazioni conflittuali tra capitalismo globale e tutela degli ecosistemi e della qualità della vita delle fasce di popolazioni meno agevolate. Grazie alla sua ricerca, contenuta anche nei suoi diari, dopo esperienze vissute sul campo, Argawal porta la sua denuncia nell’arte, risultando uno dei maggiori esponenti della scena artistica indiana. Nei suoi racconti, le lotte spinte dalla volontà di riappropriazione dei poteri collettivi autonomi sottratti dal capitalismo – si pone dalla parte di chi perde.

Il titolo dato alla mostra, Ecologies of Loss, vuol significare che la perdita di ciò che è in natura porta a una perdita del se soggettivo, poiché tutto è legato a tutto. Per quanto motivo la mostra va ad analizzare, osservare, tramite la lente di Argawal la crisi climatica che ancora tutt’oggi colpisce i territori dell’Oriente e che portano secondo l’artista ad una distruzione della natura e in automatico dell’uomo. La riflessione non soltanto verso un’eco-sistema lontano dal nostro, ma più in generale a delle problematiche che usurano l’ambiente nella sua totalità. Il messaggio di Argawal parte dal particolare per arrivare all’universale e la sua mostra offre una riflessione  che rende partecipe chiunque la osservi, poiché prima ancora di qualsiasi territorio, ad Argawal importa parlare della natura e dell’azione distruttrice dell’uomo su di essa.