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Tesxt Agnieszka Faferek

Dal 21 marzo al 15 giugno 2019 lo Spazio Cabinet ospita una doppia personale della pittrice Ewa Juszkiewicz (Polonia, 1984) e dello scultore Giacinto Cerone (Italia, 1957-2004) curata dalla critica d’arte Maria Chiara Valacchi. Puntando sulla discontinuità storica e culturale dei due artisti, la mostra mette in dialogo una serie di sculture di Cerone con alcuni dipinti ad olio e dei collage della Juszkiewicz, opere che trovano nello stravolgimento dei canoni estetici e nella drammatizzazione della forma la propria conformità.

Sono dame, avvolte in corsetti e crinoline, che Ewa Juszkiewicz sceglie come soggetti principali per distruggere l’immagine femminile stereotipata imposta dai canoni estetici dell’epoca. I volti, privati dello sguardo, tanto affascinanti quanto inquietanti, una volta vengono graziosamente avvolti con i ciuffi dei cappelli, l’altra con elementi naturali, come fogliame o muffe. Questi ‘non-volti’, come maschere misteriose, occultano ‘l’immagine madre’ e offrono una nuova visione di queste donne, restituendone così la loro libertà. È volontà dell’artista manipolare la storia del ritratto, sostituendo i concetti classici e canonici con l’individualità, l’espressività l’emotività.

Si legge un’affinità con la pratica artistica di Giacinto Cerone, artista, poeta e intellettuale, noto per la sua scultura tormentata. Come sempre nel caso di Cerone, il tema principale è quello della materia, dove la forma primaria, rispondendo ai gesti impetuosi e violenti dell’artista, si trasforma in un oggetto vivo. Partendo da forme geometriche perfette, Cerone instaura un rapporto corpo a corpo con la ceramica, il marmo ed il gesso, per poi alterarli nei modi più complessi. Le sculture di Cerone, disposte sul pavimento della galleria, dalle quali spuntano varie nature e pieghe, si uniscono organicamente alle rappresentazioni surreali e alle configurazioni vegetali dei lavori della Juszkiewicz.

In questa mostra tutto sembra essere avvolto da un velo che nasconde e svela una vita. Gli artisti, come se fossero degli alchimisti, trasformano l’immagine originaria e la pura materia per avvicinarsi alla verità, per costruire qualcosa di diverso. Dedicandosi alla ricerca del grottesco, dell’inquietudine e della violenza visiva, distruggono l’estetica classica dell’opera, offrendo in cambio una carica emotiva.

Ewa Juszkiewicz e Giacinto Cerone

A cura di Maria Chiara Valacchi

Da 21 marzo a 15 giugno 2019

Spazio Cabinet – via Alessandro Tadino 20, Milano