Lady Gaga wears the new Celine Tote Bag
Cèline Tote Bag
Lady Gaga wears the new Celine Tote Bag
Lady Gaga 30th birthday in a Hedi Slimane dress, 2016
Gaga performs in Bad Romance during Alexander McQueen Spring Summer show, 2009
Armadillo boots
EP The Fame Monster cover, 2009 - Lady Gaga portrayed by Hedi Slimane
Lady Gaga's meat dress, 2010
Lady Gaga, Francesco Vezzoli

Text Jacopo Bedussi

 

Parlare di Lady Gaga è come camminare sulle uova. Un compito ingrato, nonostante siamo in un periodo di relativa bonaccia mediatica, con l’ultimo disco Joanne uscito nel 2016 e un film appena presentato a Venezia, A star is born, che ha sortito opinioni contrastanti.

Quando per scrivere questo pezzo ho interrogato diversi amici devoti al culto – i famosi little monster, sorta di mix millenial tra il ‘sorcino’ e la ‘beatlemania’ – nonostante il mio atteggiamento da gay eterodosso e laico ma aperto al dialogo, ho ricevuto intimazioni aprioristiche. Dal «trattamela bene» al «non fare lo stronzo». In effetti Gaga è forse l’ultima vera diva pop, nella primigenia accezione di popolare e cioè per tutti. Una delle poche per cui la definizione di ‘icona’ non è sputtanata. Anche l’ultima a portarsi dietro tutta un’allure da golden age di Hollywood senza però il distacco da grande schermo.

Fomentatrice di transfer anche potentissimi con i fan. Diva senza alterigia, anzi analogica, fisica, inclusiva e strenua combattente per i diritti LGBT, suo target primario. Testa di ponte della rivoluzione social senza poi diventarne regina, tanto che su Instagram si ferma a ‘soli’ 29 milioni di follower, un quarto di quelli che ha Ariana Grande, giusto per farle i conti in tasca.

Questo approccio old school non è però un ostacolo, il rifiuto della frenesia da sovraesposizione le permette di pianificare con attenzione i picchi di interesse e di convogliare il buzz globale solo su ciò che ritiene importante. L’ultimo blitzkrieg è di pochi giorni fa, quando ha postato la preview mondiale della nuova tote bag disegnata da Hedi Slimane per CELINE (senza accento, è importante), regalatale personalmente dal designer come precisa la sua stylist. I due sono amici di lungo corso, fu lei a indossare per prima uno dei di lui abiti couture per il trentesimo compleanno. Ancora prima fu lui a scattare le copertine del di lei EP The Fame Monster del 2009. In quello stesso anno presentò il singolo Bad Romance durante il leggendario show per la Spring Summer di Alexander McQueen ispirato all’Atlantide di Platone dove apparvero quegli Armadillo Boots che segnarono a modo loro un decennio. Non si può non citare l’abito di carne di manzo agli MTV Awards del 2010, e la performance con Francesco Vezzoli.

E poi e poi e poi, un sincretismo d’altri tempi, con le connection giuste. Non dev’essere facile essere sempre al posto giusto nel momento giusto, ma del resto lei è ‘born this way’.