Noi giriamo intorno alle case o le case girano intorno a noi?, 1977
Senza titolo (doppio igloo di Porto), 1998
Objet cache-toi, 1968; Evidenza di 987, 1978

Text Giada Biaggi
@giadabiaggi

Con questa parola Heiddeger definisce l’intrinseca scomodità dello stare al mondo: Unheimlichkeit. La terra è uno spazio respingente, i rapporti umani lo sono ancora di più e il tempo passa oltre il ticchettio dell’orologio e l’incedere delle stagioni (che forse non esistono più).

Mario Merz, in mostra a Pirelli Hangar Bicocca, con i suoi igloo ci regala una concrezione estetica di questa precarietà esistenziale, che oggi, più che mai, sembra essere l’unico comune denominatore della razza umana. Come la casa può diventare un nucleo attivo di energia visiva continuamente riabitabile dal nostro sguardo?

Nell’igloo il dentro e il fuori sono separati da una membrana sottile: lastre di vetro, fascine, nylon, creta, tessuti, pani di stoffa riempiti di gommapiuma, giornali. Cupole abitative che collassano con l’ortogonalità dello spazio museale. Matrioske architettoniche. Una casa che non ripara del tutto, ma nella quale si cerca sempre riparo. L’uomo diventa, allora, non quell’animale che abita, ma l’animale in cerca di una casa. Non l’animale che ama, ma l’animale in cerca d’amore.

‘Economia’ etimologicamente significa ‘legge della casa’. L’arte di Merz diventa allora un trattato di economia per immagini; l’igloo è una struttura economica perché è quella che con il minore dispiegamento di superficie permette di costruire una casa. Un vestito perturbante per la nudità delle cose. Luoghi senza strada. Architettura fondata dal tempo, architettura sfondata dal tempo. Noi giriamo intorno alle case o le case girano intorno a noi?  

Mario Merz, il più letterato dell’Arte Povera, ha fornito da sé l’apparato critico dei suoi igloo con questi prolissi titoli. La risignificazione è costante. Sono titoli-processo, vivi come le sue case che vomitano sequenze di Fibonacci, proliferazioni numeriche in cui ogni numero è la somma dei precedenti. È come se la matematica facesse sesso con se stessa ed entrasse come un liquido spermatico nel processo generativo della vita.

La sequenza è contenuta anche nell’Igloo di Marisa. Marisa Merz. L’amante di una vita. Forse l’uomo può diventare anche quell’animale che trova l’amore – che è in grado di rappresentarlo.

Pirelli Hangar Bicocca

Dal 25 ottobre al 24 febbraio 2019

Curata da Vicente Todolí