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Nel Medioevo i ‘pomander’ erano dei ciondoli con all’interno sostanze profumate, usati dalle classi agiate per coprire i cattivi odori. Pomandère oggi è un marchio di abbigliamento – nasceva nel 2008 da un progetto di Carlo Zanuso. Il focus del brand è l’artigianalità, che si concretizza nelle collezioni realizzate interamente in Italia e nel nuovo progetto di Art&Business – Transparency – realizzato in collaborazione con tre artisti, le inglesi Anne Grebbye e Vera Dieterich, insieme al compositore Luigi Turra.

Tutto è cominciato dalle camicie. I genitori di Carlo avevano fondato un’azienda di camicie artigianali in Veneto, lì il futuro fondatore e direttore creativo di Pomandère ha appreso il valore dell’essere fatto in casa, ha visto il processo di studio e ricerca che sta dietro a ogni capo e l’ha fatto proprio. Ha imparato un mestiere, come si faceva una volta, quando i padri insegnavano ai figli tecniche e segreti del loro lavoro, per necessità o virtù. Durante questi anni, Carlo ha assorbito l’essenza del made in Italy – inteso come sinonimo di qualità, ricerca ed efficienza. Oggi, forte dell’esperienza trentennale dei genitori, ha preso la sua strada con Pomandère. L’azienda ha una distribuzione mondiale e la sede è a Thiene – in via Ticino, 16 – dove un tempo vi era un distributore di energia elettrica, poi nazionalizzato grazie a Enel. Oltre alle camicie realizza altri capi che sposano quella stessa filosofia, incentrata sul concetto di craftsmanship, ma che mostrano un’evoluzione maturata negli anni: la camicia si fa abito, destinato a una donna con un’identità fluida, non esclusivamente femminile.

Dopo i primi dieci anni di attività oggi arriva Transparency, progetto curato da Belinda Guerriero e Monica Pirani. L’arte incontra la moda e con essa si fonde dando vita a otto abiti-scultura che saranno oggetto di un’esposizione aperta al pubblico nella sede dell’azienda, dal 13 al 22 settembre. Queste creazioni però sono solo la punta dell’iceberg di un lavoro durato una settimana – dall’8 al 14 luglio scorsi –, quando Pomandère ha aperto le porte della sua casa sartoriale per ospitare Anne Grebbye, Vera Dieterich e Luigi Turra che, ognuno con la propria sensibilità ed esperienza, hanno lavorato fianco a fianco, insieme a Belinda, Monica, Carlo e il suo team, sviscerando il concetto di trasparenza. Una settimana di brainstorming, in cui si è passati dalla pianificazione al processo creativo e produttivo degli abiti. Ogni abito-scultura rappresenta un concetto – respiro, voce, sguardo, interiorità, pensiero, pensiero articolato, tempo, tatto – e gli dà forma, mescolando linguaggio, matericità ed effetti sonori. Dopo questi primi due weekend, dove sono previsti incontri, performance e interventi del team, il progetto proseguirà con installazioni itineranti delle opere. Le tappe sono, al momento, ancora sconosciute.


Pomandère