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Oggi, vent’anni sono passati da quando il primo pezzo apparse nelle vetrine di Bvlgari, e l’anello B.zero1 può essere metafora della città di Roma rivolta al futuro – «Riuscire a descriverne il pensiero che oggi più che mai resta dietro il disegno di questo anello, significa comprendere la complessità di tutto il lavoro di Bvlgari» dice Mauro Di Roberto, Jewellery Business Unit Managing Director di Bvlgari. Si tratta di un’arte che vuole correre il rischio di ogni creatività e azzardo, affrancarsi dalle convenzioni, stupirsi per i tagli inaspettati.

C’è una frase che negli ultimi anni descrive il potere e l’audacia propria alla casa Bvlgari – larger than life – nella celebrazione di questo anniversario, l’anello B.zero1 ne è la sintesi precisa, per il design, la compattezza, la mole robusta, una fede e un decoro, ambizione nei materiali e armonie sull’oro.

Il design industriale è la matrice del primo anello B.zero1 creato nel 1999, unendo la maglia del Tubogas con il doppio logo Bvlgari Bvlgari. Il motivo Tubogas era stato pensato nel corso degli anni Settanta, ispirandosi ai tubi flessibili che trasportavano il gas a partire dagli anni Venti. L’anello si compone di due nastri d’oro dai bordi rialzati avvolti attorno a un’anima di legno o di rame – i bordi, incastrandosi l’uno nell’altro, assicurano la tenuta senza richiedere la saldatura: a quel punto la sagoma interna è rimossa, sfilandola o dissolvendola in acido. Il B.zero1 del ’99, in cui il corpo cilindrico del Tubogas è racchiuso fra due anelli appiattiti con inciso il doppio logo, rappresenta il primo esempio in cui questa lavorazione è reinterpretata. I primi modelli furono realizzati in oro giallo o oro bianco. Nel 1999 uscì una campagna di Fabrizio Ferri: gli anelli in oro bianco e giallo su dita di mani dipinte di viola. Negli anni successivi, le caratteristiche hanno subìto modifiche: anelli più larghi, più fini, con o senza diamanti o altre pietre.

Nel 2010, in occasione dei suoi dieci anni di vita, Bvlgari ha dichiarato di aver venduto più di 1.400.000 esemplari di B.zero1. Oggi siamo nel 2019. Nel corso di vent’anni B.zero1 è stato oggetto di collezionismo e rivisitazioni. Lo scultore Anish Kapoor ha reinterpretato l’anello con forme concave e superfici riflettenti – mentre altre declinazioni, nel corso degli anni, vedono l’inserimento di ceramica e marmo. Ceramica e oro rosa per Chandra, lanciata nel 1994, il nome sanscrito della luna, la cui luce era evocata dalla porcellana. Nel 2017 il progetto con Zaha Hadid: un anello a quattro fasce in oro rosa e la sua versione più sottile, a tre fasce. «Domani, il titanio potrebbe dare nuove ragioni di avanguardia e speculazione in gioielleria» spiega ancora Mauro Di Roberto.

Roma tra passato, presente e futuro. Il design elicoidale è una metafora della transizione, un movimento continuo tra i due estremi dell’inizio e della fine. La forma stessa del B.zero1, le linee, discendono dal volume circolare del Colosseo, dalla sua mole, dalla sua architettura, i cornicioni e i circoli che mimano gli ordini dello stadio. Per il ventesimo anniversario, quest’anno, Bvlgari rilancia il modello originale, aggiornato in tecnica orafa.