Il titolo del romanzo di Marco Missiroli è Fedeltà. Uscito a febbraio per Einaudi, mentre Atti osceni in luogo privato usciva nel 2015 per Feltrinelli. Fedeltà è dato tra i possibili vincitori del premio Strega. Marco Missiroli mette a fuoco una coppia felice posta di fronte al desiderio che entrambi provano verso altre persone, ma che non ha la meglio sul loro matrimonio. La fedeltà non è sempre una questione d’amore: si resiste alla tentazione del tradimento, perché un tradimento porta a un cambiamento – e il cambiamento fa paura. Nei rapporti di coppia come nelle scelte lavorative, succede di restare dove ci si sente al sicuro piuttosto che scegliere di assecondare il desiderio. La fedeltà può diventare un paravento, un rifugio o alibi per non guardarsi dentro e allo specchio. I personaggi di Missiroli si muovono come se fossero còlti dalla paura di portare a termine ciò che vogliono.

Marco Missiroli photographed by Luigi Miano from The Fashionable Lampoon Issue 2

Non sarà l’amore a tenerci insieme. Felicità, serenità – le troviamo in un sentimento costruito su certezze e convenienza, non sull’amore. L’idea dello stare insieme come necessità. Il matrimonio come status sociale. Se prima non ci si lasciava perché valori culturali e religiosi avevano la meglio, oggi si resta insieme perché affrontare il mondo da soli è difficile. Tradimento, parola che ha la sua origine nel latino tradere: passaggio, transito.

Secondo l’Istat, nella sola Milano, il 45% dei matrimoni salta perché uno dei due partner ha scoperto un tradimento online, su chat o social. «Ci si giustifica con la fedeltà del corpo, tradendo con la testa. Se la persona che per noi rappresenta l’evasione amorosa o sessuale è al di là di uno schermo, non significherà niente. Peccato che questo non sia vero: sono derive che sembrano innocue ma che impediscono di afferrare un problema». Davide Algeri, psicologo e psicoterapeuta, è autore del libro La coppia strategica. Guida pratica per un sano rapporto di coppia. La domanda deve cadere su cosa ci tiene uniti, non sui moventi di un tradimento. «È sui collanti che bisogna lavorare. La complicità persiste quando due persone tengono in vita la comunicazione tra loro. Scambiarsi pensieri, desideri, anche insoddisfazioni. Può sembrare banale, ma quasi tutte le coppie che arrivano a una crisi hanno anni di silenzi alle spalle».

A photography by Aina Diago

La legge sul divorzio. Il diritto stabilisce all’articolo 143 del codice civile che tra i coniugi vi sia l’obbligo di fedeltà. Come dire: se tradisci metti in crisi la coppia e te ne dovrai sobbarcare la responsabilità. Il divorzio con addebito è ancora una possibile conseguenza. È legato a un’idea secondo cui, se le cose non vanno, la colpa è solo di uno dei due. Certamente – un salto di qualità rispetto a qualche decennio fa, quando il tradimento, ma solo quello della donna, era un reato, punito con la reclusione fino a due anni se non si trattava di un solo episodio ma di una relazione. Stessa pena anche per il marito che però, affinché scattasse la punibilità, doveva vivere con la sua amante. Dal 1969 si tradisce ancora, ma senza rischiare le manette.

«L’idea di colpa è errata: quando qualcosa non va, è un problema di entrambi, mentre accade che si entri in dinamiche in cui ci sono una vittima e un carnefice. Vale la consapevolezza che si è in due, sia quando le cose funzionano sia quando vanno male» la dottoressa Daniela Pinto, psicoterapeuta della coppia, ripete quando quanto può valere per base. «Pensiamo alle coppie aperte – continua Pinto – che sessualmente si concedono libertà senza che questo metta a rischio la relazione. Si vede più spesso nelle relazioni omosessuali, in cui il tradimento fisico assume di solito tratti meno drammatici rispetto alle coppie etero. Quando la fedeltà sessuale esce dal campo di un possibile conflitto, si guarda con più chiarezza a quanto ci tiene insieme: valori, progetti, idee condivise. Il vero tradimento si ha quando si mette in discussione il patto fondativo: chi siamo e dove vogliamo andare restando insieme».

Nel suo libro, Missiroli scrive: «Che parola sbagliata, amante. Che parola sbagliata, tradimento». Forse la risposta più sincera è che l’unica vera fedeltà, quella che ci permette di essere coerenti anche nel rapporto di coppia, è quella verso i propri desideri. «È come nella canzone di Brunori Sas, La verità: passiamo tutto il giorno a disegnare una barchetta in mezzo al mare ma non ci buttiamo mai. ‘Il dolore serve proprio come serve la felicità’. Il tradimento può essere una possibilità di rinascita: rifuggirlo per timore di perdersi, significa non avere fondamenta solide. Se le fondamenta non sono solide, in ogni caso finiranno per cedere».

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