Helena Bonham Carter in a photography by Elena Rendina, 2016. She will play princess Margaret in the next season of The Crown

Quest’anno – Netflix non ha ancora confermato la data ufficiale – sarà rilasciata la terza stagione di The Crown. Olivia Colman, che subentra a Claire Foy e interpreterà la Regina Elisabetta II, ha confermato agli Oscar che le riprese, iniziate nel luglio 2018, sono terminate a febbraio. Helena Bonham Carter è la sorella della regina, la principessa Margaret, che nella precedente stagione era stata interpretata da Vanessa Kirby.

«Nella serie Netflix The Crown ho apprezzato i risvolti narrativi che sottolineano questo tratto della sua personalità, ma non ho mai visto nessuno di quegli eccessi di comportamento che le vengono attribuiti e che infarciscono i serial televisivi, dopo essere stati propalati per anni dai tabloid. Se era infelice, come molti dicono, non lo dava a vedere». Il racconto di Rita Zanardi Landi, entusiasmo e progettualità, discendente di un’antica famiglia patrizia e proprietaria, con il fratello Orazio, del castello di Rivalta, non lontano da Piacenza, ci restituisce un’immagine di Margaret d’Inghilterra lontana dai cliché. «La principessa Margaret è stata nostra ospite per almeno una decina di giorni ogni anno, dal 1987 a quel 2001 che precede la sua scomparsa. Era una donna gentile ed esprimeva l’essenza stessa della regalità. Pareva serena, diretta, semplice nella sua sofisticazione, colta e piena di humour. Era molto legata a mia madre». Rivalta, un nome fiabesco come il profilo del maniero, alto sul fiume Trebbia e incastonato tra il verde in un borgo medievale, si erge laddove la pianura piacentina comincia a incresparsi in un sussulto di colline. Sul mastio sventola lo stendardo blu e oro dei conti Zanardi Landi, signori di queste terre fin dal XIV secolo.

A room in the Castle of Rivalta. Ph. DeAgostini

«Dormiva nel letto a baldacchino seicentesco della Camera Verde al piano nobile, dove mia madre aveva fatto ricavare un bagno nello spessore delle mura. Si organizzavano escursioni nelle città d’arte più vicine, da Parma a Cremona – la produzione dei violini e i Campi, dinastia di pittori degli echi fiamminghi, la affascinavano. Da Bologna a Genova per Rubens e per van Dick, da Modena alla Mantova dei Gonzaga. Non mancavano digressioni in Toscana, nel Lazio, in Umbria e nelle Marche, per visitare Palazzo Leopardi a Recanati, a Urbino. Scoprivamo ogni giorno tesori d’arte misconosciuti perchè per lei le famiglie patrizie aprivano dimore e collezioni, facevano a gara nell’organizzare colazioni e tè in suo onore, in un misto di rigore formale e di cordialità fuori dalle regole dell’etichetta. Margareth era di battuta pronta. Qui a Rivalta abbiamo ospitato il duca Carlo Hugo di Borbone-Parma, pretendente carlista al trono spagnolo, scomparso nel 2010, con sua moglie, Irene d’Orange-Nassau, sorella della regina Beatrice d’Olanda. L’attuale monarca dei Paesi Bassi, Willem-Alexander, con la consorte Máxima e Dom Duarte Pio di Braganza, pretendente al trono portoghese, tra l’altro in occasione del matrimonio di mia figlia, Elena Ravano, con Francisco de Sousa Coutinho de Calheiros, il 3 ottobre 2015».

Princess Margaret at Windsor Palace on her 29th birthday (1960) in a photography by Anthony Armstrong Jones

Storie di ieri che continuano nel presente. La cronaca di generazioni di Zanardi Landi è depositata nell’archivio storico di Sarmato, l’altro castello di famiglia, dove vivono i due fratelli maggiori di Orazio e Rita. Riaffiorano tradizioni mantenute vive con caparbia passione, che appaiono come frame di una civiltà aristocratica ormai perduta. Di aneddoti, Rita ne può tirare fuori a migliaia. Un flusso che parte dagli indiavolati giochi di bambina in un territorio di libertà e fantasia smisurata come il castello, disposto su vari livelli, dominato dall’affusolata torre merlata eretta nel XV secolo dall’architetto milanese Pietro Antonio Solari, conosciuto anche per il suo apporto al Cremlino di Mosca. Da lontano, la torre appare come un missile puntato verso il cielo. Al maniero si accede per un portale del tardo Settecento, che reca un cartiglio con l’iscrizione ‘Svevo sanguine laeta’, allusione all’alleanza matrimoniale stretta nel 1200 con la casata imperiale di Svevia. Dentro ti accoglie una corte rinascimentale da magione cittadina, scandita dall’andamento irregolare delle colonne del porticato e dal loggiato superiore. «Il cortile fu costruito per volontà di Manfredo Landi, lo stesso che chiamò a Rivalta il Solari per ingentilire e ammodernare la fortezza medievale, intorno alla metà del Quattrocento – dice il conte Orazio Zanardi Landi, fratello di Rita, presidente di Piacenza Turismo e dei Cavalieri degli Ordini Dinastici della Ducale e Reale Casa di Borbone Parma, oltre che dell’associazione dei Castelli del Ducato –, e intorno a esso si impernia la distribuzione degli ambienti. Lo arricchisce una decorazione a cornici e medaglioni in terracotta nei quali campeggiano ritratti di antenati e gli stemmi delle famiglie imparentate. Ulteriori lavori vennero promossi nel 1780 dal marchese Giuseppe Landi e comprendono gli apparati ornamentali ad affresco di linguaggio neoclassico, lo scalone e l’ampliamento e sistemazione del giardino».

The Castle of Rivalta

Qui, nella vallata del Trebbia, nel corso della seconda Guerra punica, III secolo a.C., l’esercito di Annibale sconfisse i Romani. Sembra che allora già esistesse una prima torre d’avvistamento o forse un baluardo più complesso, con funzione strategica e di controllo. «I miei genitori – continua Orazio Zanardi Landi –, Filippo e Franca, dagli anni Sessanta in poi, hanno intrapreso il ripristino e la valorizzazione dell’intero complesso, tuttora abitato e in parte visitabile dai Novanta. Fu restaurata la dimora e il borgo, dove è nato un albergo e si trovano un ristorante e la Locanda del Falco, che occupa un’antica stazione di posta. Per volere di mia madre, nel 2000 è stata varata una fondazione di famiglia, oggi proprietaria della residenza e delle raccolte d’arte che vi sono contenute. Si prefigge la salvaguardia e il mantenimento di strutture architettoniche e fabbricati, di studiare la storia secolare di Rivalta e della nostra presenza in questa zona, istituendo delle borse di studio. Rivalta appartiene a una comunità, da tempi immemorabili intrattiene una relazione viscerale con tutto un territorio. Mia madre, di cui invidio l’energia inarrestabile a oltre novant’anni, preferisce il palazzo di Piacenza durante la stagione più rigida, ma trascorre qui il periodo estivo. Rita e io, invece, abitiamo a Rivalta in permanenza, perché lo abbiamo scelto e per occuparci full-time di questa eredità. Confesso che non ce siamo mai dovuti pentire».

«Oggi – seguita Rita Zanardi Landi – ho un progetto che mi sta particolarmente a cuore e che ho intrapreso come una missione. Non solo nel caso specifico del mio ambito familiare, ma anche per aiutare molta gente che soffre nel mondo. Le due gemelle di mia figlia, Beatriz e Leonor, sono nate affette da ittiosi, una rara malattia genetica della pelle, che impedisce a queste due meravigliose bambine di condurre un’esistenza normale. E’un qualcosa che non ha molta risonanza e  che non riveste grosso interesse per le case farmaceutiche, vista l’esiguità dei casi conosciuti . Ma si sa che in Cina, ad esempio, sono numerose le persone che ne sono affette. Bisogna rompere il silenzio, alzare rumore il più possibile. Esiste una sola e unica modalità di cura ed è quella di finanziare un’equipe di ricercatori e creare un gel terapeutico che possa ricostruire la barriera cutanea. Grazie all’appello di mia figlia e di mio genero, che con determinazione e coraggio non si sono persi d’animo, è nata una grande sfida per combattere l’ittiosi, il ComitatoUffi ( United For Fighting Ichtyosis) – Amici per la Pelle, riconosciuto come Onlus. Donare alla raccolta fondi vuol dire dare una speranza in più a tutti i bimbi che ne sono affetti».

Princess Margaret at the Castle of Rivalta