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Contrasti. Cartier, per la cena di lancio della nuova collezione Clash, ha festeggiato in una ex prigione. Clash de Cartier è una rivoluzione estetica della Maison, scontro tra classicità e rock. Clash è dualismo, come lo è Parigi: qui si sposano minimalismo e complessità, geometrie e linee morbide, fasti e débacle – Maria-Antonietta che dagli ori di Versailles in festa finisce in catene a La Conciergerie, sull’Île de la Cité.

La Conciergerie – ciò che oggi rimane dell’antico Palais de la Cité, residenza dei re di Francia dal Decimo al Quattordicesimo secolo –, era l’anticamera della ghigliottina durante la Rivoluzione. Si dice che qui fossero stati rinchiusi all’incirca 1.200 prigionieri contemporaneamente, che dall’attiguo palazzo di giustizia ascoltavano processi e sentenze – oltre a Maria Antonietta, Andrea Chénier, la sorella del re Luigi XVI e la contessa du Barry.

Cartier ha accolto sotto le volte gotiche della Conciergerie più di trecento ospiti – french fries dopo il dessert. Oltre a Kaya Scodelario, volto della campagna – nel 2007 era Effy Stonem nella serie inglese Skins –, c’erano Tilda Swinton, Jake Gyllenhaal, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Sofia Coppola. Ballerine, trampolieri e giocolieri animavano le sale del palazzo, anticipando l’esibizione di Christine and the Queens. Dopo la cantante francese, Billy idol, che ha cantato Dancing With Myself.


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