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Dal 29 marzo al 2 aprile, al Teatro dell’Opera di Roma va in scena l’omaggio al compositore e maestro del minimalismo americano Philip Glass – nel 1968 il primo concerto della sua ‘nuova musica’, accompagnato dalla violinista Pixley-Rothschild: spartiti appesi ai muri, loro che si muovono durante l’esecuzione – gli albori della performance art. La serata al Costanzi vede andare in scena l’Alta Moda di Christian Dior, che per mano di Maria Grazia Chiuri è chiamata a restituirne l’effetto visivo. Carlo Donadio dirige l’orchestra, impegnata in tre coreografie: Hearts and Arrowsm – come il nome dei diamanti trovati negli anni Ottanta in Giappone, considerati ‘dalle proporzioni ideali’, simili a quelli descritti da Marcel Tolkowsky nel suo libro del 1919 Diamond Design –, che il ballerino e coreografo francese Benjamin Millepied ha riletto in chiave contemporanea; Glass Pieces di Jerome Robbins, a ventun anni dalla sua scomparsa, per la prima volta al Teatro Costanzi con quarantasei ballerini coinvolti – la première dell’originale si tenne il 12 maggio 1983 al New York State Theatre, al Lincoln Center; l’inedito Nuit Blanche, di Sébastien Bertaud – dal 1998 all’Opera di Parigi –, è il balletto pensato per l’omaggio a Glass.