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Text Cesare Cunaccia
@cesarecunaccia

Si è svolto il nove gennaio alle 8.30 pm, come era scritto sul carton – come si deve, niente di fancy – a Palazzo Corsini al Parione, il dinner placé black tie che Luisa Via Roma ha offerto in onore della Fondazione Naked Heart di Natal’ja Vodjanova.

Ad accogliere ognuno degli ospiti, alla sommità dello scalone barocco, dominato dalla scultura raffigurante papa Clemente XII Corsini, c’erano Andrea Panconesi, CEO del concept store fiorentino e Natal’ja, in tenue de soirée Valentino percorsa da ricami da fiaba di sapore infantile sulla trasparenza del tulle. Un’usanza cortese che riesce a mettere a proprio agio i partecipanti a una serata anche di tono formale. Il Salone del Trono era immerso in una luce violacea dai riflessi fluo. Tre lunghi tavoli con al centro una schiera continua di urne e sfere, di obelischi e candelieri a gocce con photophores in cristallo, trasparenze d’acqua e di ghiaccio riscaldate dalla magia delle candele. Le seggiole Chiavari dorate giocavano in armonia con le portiere fregiate dallo stemma a bande diagonali bianco-rosse dei principi Corsini, sormontato dalla debita corona. Alle pareti, in una rappresentazione che animava la penombra, nicchie abitate da sculture classiche, busti, il ritmo delle lesene e colonne binate e delle cornici in aggetto.

Una band in bianco giocava di nostalgia, Mambo italianoSwayBeguine the Beguine, sussurri da crooner rétro. Ospiti di rango, tanti. Paris Hilton, giunta apposta a Firenze, in rosso fiamma, Remo Ruffini e Nerio Alessandri, Matilde Gioli, Johannes Huebl, Suzy Menkes e Leonardo Ferragamo, tra gli altri. Poi tutti sul dance floor, in una sala dal soffitto ligneo a cassettoni, le porte rococò rese incorporee da una luminosità di blu e rosa shocking. L’aria generale era di grande divertimento, in una partecipazione corale. Natal’ja Vodjanova, supermodel, attrice e filantropa russa, dal 2011 è la compagna di Antoine Arnault, figlio del fondatore di LVMH, Bernard e amministratore delegato di Berluti. Dal precedente matrimonio con Lord Justin Portman, ha avuto tre figli, mentre ne sono nati due, Maxim e Roman, dalla relazione con Antoine Arnault. Vodjanova, che sta per assumere l’incarico di Godwill Ambassador sulla condizione femminile presso l’ONU, ha trascorso un’infanzia in grande povertà nella sua città natale, Niznij Novgorod, accanto alla madre e a due sorelle minori, Oksana e Kristina, fino al debutto come modella a Parigi, a 17 anni. Per vivere faceva la venditrice ambulante di frutta. Oksana è affetta da autismo e paralisi cerebrale. I genitori divorziarono quando Natal’ja aveva solo due anni e il padre, con il quale non ha più avuto rapporti fino all’affermazione come top model, abbandonò la famiglia nell’indigenza.

Dietro il glam, la bellezza e la ricchezza, affiora un passato doloroso. Forse per questo Vodjanova ha dato vita nel 2004 alla Naked Hearth Foundation, a seguito della tragedia di Beslan, con l’obiettivo di creare parchi gioco moderni in aree urbane problematiche dell’intera Russia. In seguito, la missione della fondazione si è allargata all’aiuto dei bambini in difficoltà psichica o fisica, tramite progetti speciali di apprendimento e all’educazione dei familiari e degli insegnantii che interagiscono con loro. Naked Hearth sta ora espandendosi in vari Paesi del Sudamerica. Nel 2015, Natal’ja Vodjanova lancia l’app filantropica Elbi, piattaforma che permette di effettuare una piccola donazione, un micro-benefit per ogni specifico progetto proposto dagli enti autorizzati presenti sulla piattaforma stessa. Una libera scelta, quella di devolvere contribuiti economici, a partire da un euro, un dollaro, una sterlina, o offrire tempo e pensieri di sostegno.