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Se tagliassi a metà l’ala di un aereo, troveresti lo stesso profilo di questo coffee table: un tavolino il cui pianale è formato da strati di carbonio e di honeycomb – appunto, il materiale alveolare con cui si costruiscono le componenti alari di un velivolo. Il tavolo è stato esposto durante la Design Week all’interno del negozio Blauer Usa di Piazza XXV Aprile a Milano, risultato di una collaborazione tra Blauer e Frisoli, azienda di interior design. L’idea era mostrare di la nobiltà di un materiale che di solito resta nascosto, ma che risulta fondante per la nostra sicurezza in aria. Blauer Usa è un riferimento all’immaginario che possiamo definire police in richiamo alle uniformi delle forze dell’ordine americane.

In Florida il periodo di addestramento per un agente in Accademia è di settecento ore – sette corsi universitari. I ragazzi sono sottoposti a un orientamento di due settimane presso l’agenzia da cui sono assunti. C’è un periodo di valutazione sul campo di tredici settimane, al termine del quale l’agente è pronto a prendere servizio in prova. Dopo un anno, il diretto supervisore raccomanda se mantenere il rapporto professionale oppure congedarlo.

Le forze dell’ordine statunitensi iniziarono a pattugliare le strade americane in sella alle loro Harley nell’estate del 1908, quando Harley-Davidson consegnò alla polizia di Detroit la prima fornitura di motoveicoli. Nell’immediato dopoguerra, l’azienda divenne la prima produttrice di moto americana e alla fine del decennio più di tremila dipartimenti di polizia e agenzie governative avevano in dotazione le moto di Milwaukee. Diversa storia per le automobili, ogni corpo di polizia può scegliere le proprie – le case sviluppano modelli dedicati e non ispirati a quelli ‘civili’. Quest’anno la Ford ha scelto il Salone di Detroit per presentare la Police Interceptor, la nuova vettura pensata per la Polizia americana. Ibrida e blindata: il sistema Police Perimeter Alert presenta sensori in grado di monitorare l’esterno della vettura a 270 gradi. In caso di pericolo portiere e finestrini si chiudono automaticamente. Viene in mente l’inseguimento di O.J. Simpson – decine di macchine della polizia dietro alla sua Ford Bronco bianca sulla Interstate 405 di Los Angeles e una ventina di elicotteri che riprendono tutto dall’alto.

Sulla stessa traccia, la storia di Blauer comincia nel 1936. L’America era governata da Roosevelt – mentre Margaret Mitchell, dopo dieci anni di lavoro al suo romanzo, pubblicava Gone with the Wind, che in quattro settimane vendette 180mila copie. Nel Massachusetts, nella zona di Lechmere a Cambridge, aveva sede la fabbrica Blauer Manufacturing Co. Un business di famiglia. Negli anni Cinquanta Maurice Blauer lavora nel reparto vendita e di frequente viaggia a New York. Presta servizio come ufficiale dell’esercito di riserva nella divisione rifornimenti quando decide di sviluppare un leggero impermeabile militare a doppio petto, color talpa e in nylon rivestito di gomma sintetica. Il comandante generale della guardia nazionale gli chiede di visitare la fabbrica e di produrre un cappotto blu scuro – il primo realizzato per la Polizia di Stato. Poco dopo furono consegnate le prima forniture di capi Blauer per l’esercito, per i Marines, Navy e Air Force.

Nella seconda metà degli anni Settanta, lo scandalo Watergate era ancora vivido nella mente degli elettori quando l’ex governatore della Georgia, Jimmy Carter, prevalse nelle primarie del Partito Democratico del 1976. Carter divenne il primo candidato del Profondo Sud a essere eletto presidente dai tempi della guerra civile americana. Nel 1979, Blauer brevettava il primo giubbotto antiproiettile in Kevlar con copertura a 360 gradi, da indossare sotto la giacca. A metà degli anni Ottanta, Blauer creava la linea di impermeabili realizzati in nylon rivestito in uretano – la prima azienda a utilizzare dispositivi di sigillatura a cucitura ultrasonica eliminando la necessità di colla a mano. Negli anni Novanta implementava le membrane traspiranti. Nel 2008, con l’avvio del mercato degli equipaggiamenti di protezione individuale dei materiali chimici, arrivavano le sovvenzioni per la ricerca in difesa del terrorismo. Oggi, disposto nell’armadio delle caserme, il giubbotto Blauer è a disposizione delle agenzie di sicurezza pubblica di Stati Uniti e Canada, per il servizio alla Casa Bianca e al Campidoglio.

Born in the Usa / Adopted in Italy. Nel 2001, intanto, Enzo Fusco organizzava un incontro con la famiglia Blauer a Boston – firmando un accordo che lo vede da allora in avanti licenziatario del marchio Blauer in Italia – fin da subito curandone la produzione e implementandone la ricerca tecnica, l’innovazione e arrivando nel 2016 ad acquistare il 50% delle quote della società con sede a Boston (l’altro 50% rimane di proprietà della famiglia Blauer). «La mia Blauer diventa sempre più green», spiegava Enzo Fusco in occasione dello scorso Pitti. «Per le imbottiture dei giacconi utilizziamo piume riciclate fornite da un’azienda italiana dopo averle recuperate da vecchi piumini o da coperte usate, lavate e sterilizzate. In alcuni capi aggiungiamo imbottiture di nylon proveniente da bottiglie di plastica che vengono fuse e filate». Il 2019 prevede aperture a Magève, a Praga e in Slovacchia, un pop-up da Isetan in Giappone – oltre a nuovi rapporti di distribuzione, tra cui il Ginza Six a Tokyo.

Enzo Fusco è cultore dello stile army e collezionista di capi tecnici e militari – il suo archivio conta quarantamila pezzi, di cui ventimila sono divise, custoditi in un capannone a Montegalda, tra Padova e Vicenza. Tasche, dettagli in pile. Il parka per le spedizioni trans-antartiche, i rinforzi in contrasto colore e tasche oversize. I colori kaki w navy, verde militare, rosso, bianco sporco, lime e bordeaux.