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Earth Day. Era il 22 aprile del 1970, quando milioni di persone scesero in piazza per protestare contro gli impatti negativi di centocinquanta anni di sviluppo industriale. Da quel giorno, il 22 aprile è l’Earth Day, un remind globale a cui ogni anno prendono parte oltre un miliardo di persone in 192 paesi.

Fonti d’Acqua. In molti paesi dell’Africa l’approvvigionamento dell’acqua è un compito che grava esclusivamente sulle donne e sulle bambine. Le cifre dell’Onu parlano di 1000 bambini al giorno che muoiono a causa di malattie collegate alla scarsa qualità dell’acqua. La domanda mondiale di acqua, con le popolazioni in rapida crescita, aumenterà nei prossimi decenni. Secondo lo scenario tracciato dal World Research Institute, quattordici su trentatré dei paesi più colpiti dalla mancanza di acqua nel 2040 si troveranno nel Medio Oriente, ma lo stress idrico interesserà anche la Spagna – la nazione più a rischio in Europa –, e il Cile – in Sud America. Due architetti italiani dello studio Architecture and Vision: Arturo Vittori e Andreas Vogler hanno sviluppato un Warka Water, destinato alle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo. Una torre verticale alta nove metri all’interno della quale è alloggiata una rete realizzata con polietilene tessile in grado di trasformare l’umidità dell’aria in acqua potabile. Questa torre, che somiglia a un albero, può arrivare a raccogliere fino a cento litri di acqua potabile al giorno.

Era il 2010 quando le Nazioni Unite inclusero il diritto all’acqua e i servizi igienico-sanitari fra i diritti dell’umanità. Ai tempi, L’Oreal e Giorgio Armani potevano contare sul successo della loro collaborazione: il profumo Acqua di Gio rimaneva – come rimane oggi – il profumo maschile tra i più venduti al mondo, forte nella percezione della massa come nell’immaginario. Lo stilista e il gruppo di cosmesi diedero avvio al progetto di Acqua for Life – che certamente avrebbe potuto fare del bene alla percezione commerciale, ma anche dare efficacia a proposte di aiuto. Il sostegno è stato affidato a Green Cross International per un impegno a lungo termine, da proseguire negli anni. Lo scopo resta portare fonti di acqua potabile nelle regioni che soffrono di scarsa disponibilità idrica, scavando pozzi e costruendo reti idriche. Dal 2010, Acqua for Life ha investito oltre 7,7 milioni di euro in progetti in tutto il mondo portando acqua a più di 195.000 persone sparse in 238 comunità su tre continenti. Gli effetti immediati del progetto includono la riduzione delle malattie legate all’acqua, ma anche un aumento della frequenza scolastica – i bambini che non devono più andare a prendere l’acqua al mattino sono in grado di arrivare a scuola in tempo.

Horizon, ph. Jonathan Frantini

Nuove colture. Attraverso il proprio Codice di Agricoltura Sostenibile, per ogni tonnellata di prodotto dal 2010, Barilla ha ridotto il proprio fabbisogno idrico del 23% e le emissioni di gas serra per prodotto finito del 29%, secondo il rapporto del 2018. Ha inoltre investito nel corso dell’anno 5,4 milioni di euro per spese e investimenti volti alla tutela dell’ambiente. Nel 2015 è stato firmato il Milan Urban Food Policy Pact, una politica urbana volta a rendere il sistema alimentare più equo. Il capoluogo lombardo mira a diventare una delle capitali dell’ indoor farming.

Planet Farms è stata fondata da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, con l’obiettivo di riscoprire il potenziale dell’agricoltura senza pesticidi e senza manipolazioni del DNA (tra i soci di Planet Farms le famiglie Bonadeo, Serapian e Peviani, e società come Repower). Da poco è operativo a Milano il più evoluto laboratorio di ricerca d’Europa, nato dalla collaborazione tra Planet Farms con Travaglini, Philips Lighting e altri partner, interamente dedicato allo studio degli impianti agricoli verticali. Le celle di crescita sono camere bianche dove si sviluppano tipi di colture mediante l’utilizzo delle lampade a led Dynamic Philips GreenPower, in grado di emettere colori e intensità di luce diversi. Questo consente di affinare ricette di luce specifiche per ogni ortaggio e migliorare la resa del raccolto ottimizzando la crescita in base ai dati rilevati real-time. «Utilizziamo il 97% di acqua in meno perché viene usata solo per far crescere la pianta e non per irrigare i campi. È il vero Km 0, perché si produce dove si ha la necessità di consumo», spiega Luca Travaglini. «Crescendo in ambienti controllati, questi prodotti sono gli unici al mondo senza pesticidi, senza alcun residuo e con un rapporto nutrizionale più elevato». Travaglini anticipa anche la costruzione di un nuovo stabilimento alle porte di Milano, a Cavenago di Brianza, che produrrà 1200 tonnellate l’anno di insalata confezionata. Tecnologie agricole rispondono ai problemi dell’orticoltura: come fornire cibo fresco agli ambienti urbani garantendo all’industria alimentare una produzione costante in quantità e qualità.

Dissalazione – pro e contro. La dissalazione di acqua di mare potrebbe rappresentare una soluzione. A oggi esistono nel mondo circa sedicimila impianti di dissalazione, concentrati prevalentemente in Medio Oriente e Nord Africa. Israele già produce dal mare oltre il 20% della sua acqua potabile. A Dubai è presente uno dei maggiori impianti di dissalazione dell’acqua di mare in Medio Oriente, con il quale si alimentano fontane, campi da golf, e altre amenità. Il potenziale per aumentare le forniture globali di acqua dolce utilizzando tecnologie di dissalazione è rilevante – ma il problema appare sull’impatto ambientale e il consumo energetico che queste tecnologie generano. Il concentrato scaricato dagli impianti di dissalazione è la salamoia: per ogni litro di acqua desalinizzata c’è un residuo di 1,5 litri di salamoia, ricca di anti-incrostanti, metalli e cloruri vari che possono risultare dannosi. La strada è quella giusta, ma si aspetta il progresso.