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Design a Milano. Issey Miyake apre le stanze di Palazzo Reina per presentare il lavoro dell’olandese Jolan Van Der Wiel, trasformando i suoi spazi di vendita in luoghi di esposizione e ragionamento. Aria, gravità, magnetismo, pressione: il progetto di Van Der Wiel è un’elaborazione intellettuale sull’inseguimento di una semplice goccia di pioggia, lungo le sue fasi di vita ed evoluzione. «La goccia sembra danzare nell’ambiente. Innescata da acqua e aria, la goccia di pioggia si potrà muovere in una struttura di tubi trasparenti di Perspex disposti nelle stanze: interagendo con dischi in alluminio verde e con le pareti ottocentesche del palazzo».

È ormai abitudine di Miyake durante i giorni del Salone del Mobile, invitare un artista a investire gli spazi delle stanze in via Bagutta. Nel 2017 era la volta di Tokujin Yoshioka – nel 2018, Masahiko Sako. Quest’anno sono due i riferimenti che avviano il ragionamento: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile stilata nel 2015 dalle Nazioni Unite e firmato da 193 Paesi; la figura di Jason McLennan, architetto canadese autore di The Philosophy of Sustainable Design tra i padri del green building, studiando energia solare, acqua rigenerata, materiali da costruzione locali naturali e leggeri e che richiedano un minor dispendio di energie in fase di trasporto.

Journey of a Raindrop, Jolan van Der Wiel

Journey of a Raindrop nasceva come un video nel 2014, presentato nel contesto della Dutch Design Week di Eindhoven: si trattava di immagini: una goccia d’acqua viaggia in un paesaggio di forze naturali ed esperimenti materiali incontrando il freddo e il caldo, l’energia solare, la gravità, l’elettricità atmosferica e la pressione dell’aria. La goccia d’acqua come potenza costruttiva appariva nel lavoro di Jolan Van Der Wiel su un background di studi d’alchimia e di indagini sui rituali delle civiltà Maya.

Il progetto Forces for Architecture, avviato nel 2015 da Jolan Van Der Wiel in collaborazione con Benthem Crouwel Architects, studia il modo in cui la natura può ispirare l’architettura. Arrivando a Milano il confronto e il ragionamento si fermano sul Bosco Verticale di Boeri, che sempre di più sta diventando un punto di conversazione a livello mondo. «Si può imparare dall’ambiente su come implementare oggetti ed edifici, l’architettura può seguire il ritmo delle stagioni e mettersi al servizio dei processi naturali. Il complesso ideato da Boeri Studio a Milano è un esempio di riforestazione metropolitana: più di duemila essenze arboree sui suoi prospetti che producono un microclima abile alla filtrazione delle polveri sottili, alla depurazione l’aria di CO2, alla riduzione dell’inquinamento acustico e alla tutela la biodiversità». In in un futuro prossimo, Van Der Wiel prevede un palazzo blu, dove l’acqua piovana possa venir raccolta e visualizzata sia nell’architettura esterna che interna, nei muri o nei pavimenti, secondo i suoi passaggi di stato.

Nel 2017, Van Der Wiel firmava il progetto Water Vases, realizzato in collaborazione col produttore di cristalli J. & L. Lobmeyr, risultato di uno studio sulla relazione tra il vetro e l’acqua. Rimossa la parte superiore di classici vasi Lobmeyr, Van Der Wiel esaminava il modo in cui l’acqua si adattava al contenitore per poi realizzare degli oggetti ispirati a queste forme naturali e fluide.


Jolanvanderwiel.com

Isseymiyake.com