previous arrow
next arrow
Slider

«Senza Sant’Ambrogio, non si comprende Milano». Philippe Daverio titola la sua prefazione alla Guida alla Basilica. «Quell’architettura di mattoni ha una capacità di porsi sulla terra con un senso di staticità tellurica e solida che corrisponde al meglio dell’anima altrettanto solida dei milanesi». American Express invitava i membri Centurion (la linea di membership più alta, acquisibile solo su invito, di American Express) a una visita privata, guidata appunto da Daverio: la storia di quelle pietre, e delle due torri, «a lungo in competizione l’una con l’altra – quella più alta episcopale dei canonici, quella bassa monastica benedettina, ognuna con i suoi pellegrini». Un tempo era Sant’Ambrogio il centro di Milano, luogo di sepoltura dei santi Gervasio e Protaso – non Piazza Duomo, costruita solo con l’Unità d’Italia. Fino al 402, Milano fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente – durante il Medioevo, quando Carlo Magno fondò l’Europa, Milano era al centro di ogni via di trasporto, tra governo ed economia – in asse con Aquisgrana al Nord e con Roma a Sud.

Il poeta Asuonio, contemporaneo di Sant’Ambrogio, scriveva: «A Milano vi è abbondanza di ogni cosa, palazzi innumerevoli e ben costruiti, grandi ingegni e gente che ride volentieri».  Le leggende narrano di tentativi del diavolo di fare cadere Ambrogio in tentazione: Satana provò a trafiggere il santo con le corna, ma finì per incastrarsi in una colonna, quella con due fori, nella parte bassa, che si trova ancora fuori dalla Basilica. Si dice che avvicinandosi ai due buchi si percepisca l’odore di zolfo e si senta il rumore del ribollire dello Stige, il fiume infernale. Di fronte all’ingresso della Basilica, oggi c’è un’area di lavoro temporanea necessaria per la realizzazione della linea M4, la nuova metropolitana di Milano. Le Tmb, le cosiddette talpe, sono impegnate nella realizzazione delle gallerie sotterrane nella zona del ‘Cimitero ad martyres’, che ospitò le sepolture di martiri cristiani – finora sono state restituite oltre centoquaranta sepolture, monete in argento e bronzo, anche un Ambrogino. I lavori sul sagrato termineranno quest’anno, con il ripristino totale dell’area.

Milano – hanno provato in tanti a conquistarla, come si fa con una bella signora. A fine del Quattrocento, Luigi XII di Franca fece valere le proprie pretese su Milano quale eredità di Valentina Visconti, di suo diritto in caso di estinzione della dinastia viscontea. La Lombardia, l’intero Lombardo-Veneto, il tesoriere d’Europa: il sistema idrico alimentato dalla cinta Alpina è un miracolo di idrologia – abile a un’idraulica urbanistica studiata da Leonardo da Vinci e poi potenziata da Carlo Borromeo, un’intera regione sarebbe diventata simbolo positivo della Controriforma. Nel Seicento la dominazione spagnola, poi gli Austriaci e Maria Teresa – l’intervallo di Napoleone – fino al Risorgimento. La Lombardia, centro nevralgico per l’economia europea.

Feltrinelli Foundation, ph. Margherita Chiarva

Milano e il futuro: tra le dieci città a livello mondialepiù sviluppate in termini di trasporti, lo dice l’ultimo rapporto McKinsey. Con l’introduzione dell’area C, nel 2012, la città ha ridotto il traffico del 33%, facendo scendere il numero di auto di circa il 28%. Scegliere di utilizzare, non possedere: a Milano i servizi di mobilità condivisa hanno attecchito: le auto sono circa 3mila (30% elettriche), le bici circa 5mila. Le linee della metro e le linee ferroviarie suburbane insieme servono più di 1 milione di passeggeri al giorno. Dal 2011 le piste ciclabili hanno raggiunto i 70 chilometri di lunghezza, se ne prevedono 250 entro il 2024. A Milano hanno sede 36mila imprese, 123 con un fatturato superiore al miliardo – contro le 61 di Monaco e le 44 di Amsterdam. Il Financial Times, lo scorso novembre, ha indicato Milano come città erede di Londra per le attività sui titoli di stato europei – solo l’esecutivo britannico e le banche con sede nel Regno unito, da marzo, continuano ad utilizzare la divisione londinese di Mts Cash – per gli altri bond governativi è Milano il nuovo hub. Nel 2020 la torre Libeskind, andrà a completare l’area denominata Tre Torri – accanto ai grattacieli realizzati da Arata Isozaki e Zaha Hadid. La torre di Daniel Libeskind accoglierà la nuova sede di PwC Italia. La svolta green comincia dai tetti. L’obiettivo è di coprire 13 milioni di metri quadri di palazzi, per contrastare l’isola di calore d’estate e la dispersione di energia in inverno. Oggi in città ci sono 32 milioni di metri quadrati di tetti.

«Un fossato circonda questa città da ogni parte e contiene non una palude o uno stagno putrido, ma l’acqua viva delle fonti, popolata di pesci e di gamberi. Corre tra un terrapieno all’interno e un mirabile muro all’esterno» scriveva Bonvesin de la Riva nel 1300. Milano ha progettato il recupero e la riapertura dei navigli: 40mila chilometri di rogge, canali e fossi, oltre mille fontanili e 131 impianti idraulici: sono i numeri de La civiltà dell’acqua lombarda, il progetto di Regione Lombardia e dei Consorzi di bonifica e regolazione dei laghi e delle loro associazioni per inserire le grandi opere idrauliche lombarde nella lista dei siti italiani da candidare alla salvaguardia del Patrimonio Mondiale, Naturale e Culturale dell’Unesco. Si saprà entro l’estate, secondo l’annuncio di Regione Lombardia. Riaprire i Navigli vuol dire recuperare lo storico tracciato di fine Ottocento, realizzando un canale e una pista ciclabile. Il Comune di Milano ha presentato le risposte ai 92 quesiti avanzati dai milanesi riguardo la connessione idraulica naviglio Martesana-Darsena e la riapertura delle prime cinque tratte. Alla conclusione del percorso partecipativo, si ritiene che la cifra del progetto sia data dalla riapertura complessiva dei 7,7 Km di Naviglio, interamente navigabili e integrati nella rete dei canali regionali. I tempi di navigazione complessivi, considerando un tempo di manovra di un minuto per l’apertura delle porte Vinciane e per l’ingresso e l’uscita del natante nella conca, da Cassina de’ Pomm alla Darsena sono pari a 1 ora e 30 minuti in discesa (verso la Darsena) e 2 ore in risalita.

Il centro di Milano ha la forma di un cuore: la punta in Porta Romana, da lì lungo le Mura Spagnole, poi si abbassa sotto Piazza Cairoli. Luigi Farrauto e Andrea Novali, information designer dello studio 100km, hanno riconosciuto la traccia di questo cuore in mezzo al reticolo di strade: lo hanno colorato di rosa sulla piantina della rete metropolitana scrivendoci sotto print, share, love. Progettate per sostituire le cinta difensiva di epoca medioevale, si dice che le Mura Spagnole furono costruite precisamente seguendo il disegno di un cuore: un messaggio di Filippo III Re di Spagna, ai tempi sovrano della città, per la futura sposa Margherita d’Austria.