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Resiliente – si definisce un materiale che resiste alle torsioni, che rimane se stesso, con pazienza: che tollera, subisce, rimane compatto. Una donna resiliente non è solo una donna che ha sopportato fastidi e tragedie nella sua esistenza piccola o magnifica, ma una donna che resta ferma nella sua dignità. Rimanere se stessi non significa solo rimanere coerenti a se stessi, ma significa prima sapere chi si vuole essere, ed esserlo – collegamento non scontato. Resiliente è l’essere umano che resta intatto sotto la pressione di una struttura portante, salvando l’elasticità della propria anima minerale, e la luce naturale.

Emma in Balenciaga. Ph. Michal Pudelka; Fashion Editor Alessandro Fornaro

«Penso sia importante restare se stessi» – è la risposta così comune da risultare ridicola: la senti nelle interviste dei talk show, nelle conversazioni al bar, come nei colloqui di lavoro. La fatica di essere se stessi è un libro di Alain Ehrenberg del 1998 che oggi appare attuale.

Essere se stessi non è mai stato facile: un tempo, c’era la possibilità di una lotta utile a definirsi, nei contrasti si evidenziavano le linee e i tratti. Chi cresceva negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, reagiva contro la borghesia del boom, la polemica studentesca, la battaglia politica. Si pativa la malattia degli scontri irrisolti, l’isteria.

Oggi non ci sono codici, non ci sono costumi a cui ribellarsi per poter esser quel che si vuole essere: un autoscatto in pose sensuali può portare successo, considerato libertà per il comune pensare. Non c’è neanche bisogno di definirsi, per poter essere se stessi – e la fatica di essere se stessi aumenta: senza limiti, senza barriere, senza poter definire chi si è, la fatica di esserlo è maggiore, porta la vertigine di una voragine davanti a noi. Se un tempo si pativa la malattia del conflitto irrisolto, l’isteria – oggi si patisce la malattia del vuoto: la depressione.

Bibi and Ololade in Louis Vuitton. Ph. Michal Pudelka; Fashion Editor Alessandro Fornaro

La storia è a cicli. La moda riscopre oggi la cultura borghese, aggettivo che da dispregiativo torna virtù. La stessa reazione ebbe luogo quasi un secolo fa, quando una civiltà basata su privilegi aristocratici lasciava il campo al self made man. C’era bisogno di un ordine prestabilito: appunto, la civiltà borghese e perbenista. Oggi come allora – ideali, valori morali sono richiamati come pretesti per ridurre una libertà digitale che annienta – si spera possano aiutare a sopportare la fatica di essere se stessi.

Resilienti – bisogna imparare a essere resilienti. Per capire come, possiamo prendere come esempio i materiali metallici o minerari – ma per il campo umano, potrebbero non essere esaustivi.  Andiamo all’assurdo, come si usava per dimostrare una teoria matematica. Cosa sta all’opposto di resiliente? Il cinico. Il cinismo è un diverso punto di vista che non considera l’emotività di una questione, la sensibilità di chi ne è coinvolto. Cinismo vuol dire sdrammatizzare – e che altro si può fare qui, noi, di fronte all’egemonia di Google, Facebook e Apple, senza alzare gli occhi da un schermo? Recuperiamo il cinismo di Monicelli quando lo urlava contro Pietro Germi: «Ma cosa vuoi che sia una moglie morta? Un mese e il dolore passa. Questo film è tuo, e lo devi girare tu».

From left to right, Maria in Dior; Emma in Valentino and Moncler bag; Bibi in Celine by Hedi Slimane; Indina in Dior; Ololade in Dior. Ph. Michal Pudelka, Fashion Editor Alessandro Fornaro

Potrei anche dirti che a questo punto io non credo più neanche nell’amore, tanto è la fatica di non sapere cosa volere, né dove andare. Tu me lo rinfacci, me ne fai una colpa – tu non credi più nell’amore, mi dici – e io che posso farci, se non risponderti con tutto il candore del mondo, con il mio labbro che trema: «Tu sai all’amore cosa gliene frega, di quello che credo io?».


Cover 1.

Emma in Balenciaga; Photography Michal Pudelka; Fashion Editor Alessandro Fornaro; Creative Producer Paul Joyce Pudelka; Casting Born To Runway; Hair Ronnie Woodward; Make up Bea Sweet; Manicurist Yasmine Elwakil; Emma Dobson at Speciale Management.

Cover 2.

Bibi and Ololade in Louis Vuitton; Photography Michal Pudelka; Fashion Editor Alessandro Fornaro; Creative Producer Paul Joyce Pudelka; Casting Born To Runway; Hair Ronnie Woodward; Make-up Bea Sweet; Manicurist Yasmine Elwakil; Casting Born To Runway; Bibi at Storm Management, Ololade at Select Model.

Cover 3.

From left to right, Maria in Dior; Emma Valentino and Moncler bag; Bibi in Celine by Hedi Slimane; Indina in Dior; Ololade in Dior; Photography Michal Pudelka; Fashion Editor Alessandro Fornaro; Creative Producer Paul Joyce Pudelka; Casting Born To Runway; Hair  Ronnie Woodward; Make-up Bea Sweet; Manicurist Yasmine Elwakil; Emma Dobson at Speciale Management, Bibi at Storm Management, Ololade and Indina at Select Model, Maria Vittoria at Next Models

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