Text Nicola Manuppelli

 

Stephen King, Outsider

 

Tempo fa mi ero messo in testa di scrivere un libro su Stephen King, una specie di biografia che passasse in rassegna anche le sue opere. Avevo recuperato tutti i libri a lui dedicati che ero riuscito a trovare, oltre ai romanzi che già possedevo, disseminati nelle diverse case in cui avevo abitato, e avevo gettato uno schema di base. Era più o meno il periodo in cui King pubblicava negli Stati Uniti Doctor Sleep, quindi nel 2013. Andai anche a Parigi e vidi King presentare il romanzo. Avevo già scritto un centinaio di pagine nel 2014, quando venne annunciato il nuovo Mr. Mercedes che uscì a giugno, e avevo già modificato ampiamente il mio schema per includere quest’ultimo libro quando venne pubblicato, a novembre dello stesso anno, Revival.

Perché racconto tutta questa storia? Per dire che il mio fu un inseguimento disperato e fallimentare. Più cercavo di scrivere su di lui, più lui continuava a scrivere. Ho abbandonato l’idea del libro ma ho continuato a spostarmi parecchio. Per un certo periodo della mia vita ho viaggiato così tanto che sono stato più dentro una stanza d’albergo che in una casa, e durante quei viaggi, King è stato spesso una compagnia.

Ricordo alcune mattine presto in un posto sul mare a bere caffè rovente e leggere Chi perde paga. Ricordo un balcone che dava su Piazza Farnese a Roma e una sedia su cui leggevo Il bazar dei brutti sogni.

Nel recensire sul New York Times il nuovo romanzo di King, Outsider, lo scrittore Victor Lavalle ha espresso un concetto più o meno simile: King scandisce il tempo. Forse per questo attendevo in particolar modo l’ultimo romanzo, che arriva dopo alcune collaborazioni, qualche racconto e la trilogia di Mr. Mercedes, e insomma è il suo primo romanzo stand-alone (e non scritto con altri) da un po’ di tempo a questa parte.

Outsider è una sorta di “best of” di King. La trama parte da un omicidio di un ragazzino di undici anni, delitto del quale viene incolpato Terry Maitland, allenatore di baseball, da tutti giudicato una persona per bene. Tutte le prove incastrano Terry, compresi testimoni oculari, impronte digitali e DNA, se non fosse per il fatto che altre prove inconfutabili dimostrano che Terry si trovava in un’altra città al momento del delitto.

Now you see him, now you don’t.

Ora, siccome si tratta di un libro di “suspence” come recita la copertina, non sta bene dire come la trama prosegua, né specificare se questo sia un romanzo soprannaturale o meno. Ma si può dire che – come quasi tutti i libri di King – è collegato ad altre sue opere, e che le prime duecento pagine sono vero esplosivo. Ecco come si scrive una trama, ecco come si intrattiene la gente.

All’inizio il libro è un meraviglioso crime. Per esempio, ci sono gli interrogatori e i personaggi che passano in rassegna davanti ai nostri occhi e la storia che viene ricostruita di testimonianza in testimonianza. C’è il villaggio.

C’è anche un piccolo cammeo dello scrittore Harlan Coben (fortunato lui).

Ma l’enigma è di quelli che farebbero saltare le cervella a Sherlock Holmes. King sembra chiedersi: Poe, Doyle, tutte le storie sui sosia, come funzionerebbero nell’epoca dei C.S.I?

Poi il libro diventa altro, ma cosa sia quest’altro non si può dire (non qui, per voi che lo vorrete leggere). Ma è come se King rimasticasse alcuni dei suoi concetti chiave: la necessità di credere, la magia, e un cerchio di persone che insieme possono combattere il male, un po’ come in IT.

Come in IT, questo romanzo sembra germinale, parte da opere precedenti ma pare lasciare spazio a possibili evoluzioni future. C’è anche un po’ di La metà oscura, un po’ di Mr. Mercedes, un po’ di The Dome, un po’ di 22/11/63, a volte anche solo come sfumature, ma un fan di King (ammetto di esserlo) le fiuta, le riconosce.

E poi c’è questa magnifica capacità di intrattenere da parte di quello che è il più grande storyteller vivente.

In autunno uscirà un altro suo romanzo, Elevation, e penso che sia una fortuna che abbia smesso di cercare di scrivere la sua biografia. Come si può scandire la vita di uno scrittore che scandisce la tua?