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Text Cesare Cunaccia
@cesarecunacciaofficial

 

Giugno è il mese ‘dell’uomo’ per il popolo della moda. Il grand tour maschile inizia con Pitti, a Firenze, quest’anno flagellato da un caldo tropicale. Tante le highlights della manifestazione fiorentina, costellata di eventi e cocktail. La cena di Brunello Cucinelli, ai piedi di Fiesole a Villa Palmieri, tra siepi di bosso, piante secolari, statue e fontane. Cucinelli che ha proposto pantaloni morbidi e sportivi, giacche avvitate e sartoriali. Cena con vista anche da Canada Goose, sulla terrazza del Museo dell’Opera del Duomo. Fra un trionfo di limoni e la cupola del Brunelleschi, giusto lì.

Milano risponde a tono. In un brevissimo volgere di giorni. Moncler Gamme Rouge mette in scena una liturgia wasp, unisce matrice sportiva e tayloring con Thom Browne, sulla colonna sonora delle vivaldiane ‘Quattro stagioni’. In risalto coat neri. Di quel nero che disegna i contorni. Giorgio Armani guarda alla sua poetica classica, con riferimenti che vanno dagli anni Trenta ai Cinquanta. E con nuova energia. Inattesa la palette: il rosa ciclamino è mescolato al verde distillato. Prada ha pavesato il suo spazio di macro comics. Una passerella nata dalla collaborazione con il video artista taiwanese James Jean e il giovane fumettista belga Ollie Schrauwen. Stampe a fumetto, jump-suits, short da Tintin, scarpe da ciclista in città e tocchi rockabilly. Fendi è più che mai Fendi. Password: freschezza. Gioca per citazioni anni Sessanta e Settanta, ma anche per sottrazione e leggerezza nei suit dalle proporzioni rivisitate. Trasparenze e colori chiari, accessori al top che spiccano in uno scrigno di marmo solenne. Andrea Pompiliosi racconta una visione fluida e reinventa una osservanza delle regole del vestire maschile. Rossi e gialli improvvisi nei raincoat di Canali. Alternanza di camou grafico e cromie vivide da Woolrich. Toni terra e sabbia, avana e tabacco su sovrapposizioni e variazioni costruttive per Corneliani. Intrepida ricerca di materiali e contrasti per Paul & Shark. Arthur Arbesser crea per Yoox una serie di stampe ispirazione Jugendstil e decorativismo finis Austriae.

«Parigi val bene una messa!» – la celebre frase di Enrico IV, il primo Borbone sul trono di Francia, riassume quel che succede sulle passerelle francesi. La dicitura Atelier Dior racchiude il senso più profondo della collezione firmata da Kris Van Assche per Dior Homme. Uno sguardo all’heritage di sei decenni di lavoro della maison, insieme a un ventaglio di pulsanti ispirazioni streetwear. Blazer e ampi pantaloni, silhouette aderenti al corpo, sovrapposizioni e capispalla strutturati, bomber metropolitani e giacche che diventano gilet smanicati. Sportswear è il mantra di Louis Vuitton. Blouson in pelle tagliata a vivo, parka di nylon, suit a scatola, blazer e cardigan over. Kim Jones, direttore artistico, miscela maglie in tessuto scuba con print hawaiani. Da Valentino, Pierpaolo Piccioli da di mood sportivo e atelier una sola dimensione. Linearità lieve e scivolata dal contenuto tecnico. Tonalità pastello sferzate da vividi toni gialli, rosso e arancione. Chez Hermès, l’uomo della prossima stagione estiva si vota a uno stile rilassato e un po’ flâneur.  Cerruti 1881 reinventa suggestioni preppy nel contemporaneo. Freschezza décontractée e contorni anni Cinquanta mai marcati sull’anatomia. Un camaïeu di grigi azzurrati, sabbia e rosa tenui. Si avverte un’aria giovane, scanzonata e da campus. Un profumo di vacanza anche in città. Per Sarah Burton, Alexander McQueen significa gotico. Rigore brit dal risvolto sportivo. Giacche intarsiate, trench stile vittoriano. La pelle è protagonista e la divisa dona un imprinting ottocentesco. Così incrocia poesia e romanticismo. Astrazione e atmosfere dark.