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Text Giuseppe Fantasia

 

Ci sono voluti dodici mesi di cantiere per creare dal nulla una struttura avveniristica di ottomila metri quadri con pannelli di acciaio corten e vetrate, linee di produzione ordinate e funzionali, spazi ariosi e luce in ogni angolo, oltre a una sostenibilità ambientale assicurata dagli oltre duemila pannelli solari installati sul tetto. Stiamo parlando di Manifattura Thélios, la nuova struttura dedicata alla produzione di occhiali per le maison del gruppo Moët Hennessy Louis Vuitton (LVMH) sita a Longarone, in quella provincia di Belluno dove già insistono i big mondiali del settore, da Luxottica a Sàfilo, fino a De Rigo.

Lo stabilimento – che realizza concretamente la joint venture siglata circa un anno fa tra LVMH (per il 51%) e il gruppo locale Marcolin(49%) – è destinato alla produzione di occhiali per le maison del gruppo francese, prima fra tutte Céline, la cui produzione è già partita dallo scorso dicembre, mentre nella seconda metà di quest’anno entreranno in produzione anche Loewe e alla fine del 2018 il brand FRED.Grazie al connubio tra tecnologie avanzate e un know-how unico, Thélios – sintesi dei nomi delle divinità greche Theia, dea della luce e della vista, ed Helios, dio del sole – segna una tappa importante degli investimenti del gruppo francese LVMH in Italia, già detentore dei marchi Loro Piana, Bulgari, Fendi, Acqua di Parma e Berluti. «Quello che colpisce è la sua organizzazione produttiva completa e dinamica che assicura un controllo capillare dei prodotti, dal brief creativo iniziale al design in 3D, dalla realizzazione finale all’elaborazione del prototipo», ci spiega Giovanni Zoppas, neo presidente e CEO di Thélios, il giorno dell’inaugurazione. «Per il mondo dell’eyewear – aggiunge– non si può mai parlare di semplicità, perché richiede sempre l’eccellenza oltre alla massima e necessaria cura nella realizzazione dei vari prodotti. Sarà anche per questo che l’intero settore è stato uno dei pochi a non aver subito negli anni le sfide e le pressioni che molti altri invece hanno avuto». «Thélios – continua – testimonia la forte volontà del gruppo di investire nel patrimonio economico italiano e nel suo sviluppo con l’intento di proiettarci nel futuro valorizzando un savoir-faire frutto di una lunga tradizione, coniugando l’amore per gli oggetti di qualità, l’innovazione e il rispetto di un patrimonio culturale proprio della regione».

Così facendo, LVMH e Marcolin hanno voluto condividere la stessa idea sul ruolo dell’occhiale nelle maison di lusso, destinatoad affermarsi come accessorio irrinunciabile e a seguire i ritmi delle collezioni prêt-à-porter per soddisfare le esigenze dei nuovi consumatori. «Abbiamo una capacità produttiva 100% made in Italy di 1,5 milioni di pezzi l’anno che vogliamo portare a 4,5 milioni», ci confessa Zoppas durante la visita in esclusiva allo stabilimento, alla quale hanno partecipato anche Toni Belloni – direttore generale delegato del gruppo LVMH – e Jean Baptiste Voisin – direttore della strategia del gruppo LVMH. «Quello che facciamo è procedere con umiltà e con l’ambizione di essere un unicuumnell’ambito della produzione dell’eyewear grazie al modello organizzativo che coniuga tecnologia e artigianalità in un ecosistema irripetibile come quello bellunese per competenze e tradizione».

L’organizzazione dei processi è organica e snella: le fasi di controllo e di perfezionamento sono innumerevoli e il percorso tra una fase e l’altra è stato accorciato, grazie alla concentrazione dei reparti. «Questo perchéThélios– prosegue Zoppas – ritiene che l’esperienza del cliente sia un fattore chiave per le vendite e, per questo motivo, investe sul visual merchandising e sui servizi di assistenza».

Gli addetti complessivi della joint venture sono in tutto il mondo 245, di cui 100 all’interno dello stabilimento bellunese (presto ampliato) che registra un’età media di trent’anni e che proprio quest’annoospiterà la terza edizione dei LVMH Métiers d’Art. «Non sappiamo a quale velocità andremo, ma sicuramente non vogliamo andare troppo veloce».,conclude la nostra ‘guida speciale’ prima di salutarci. «Per tutte le cose d’eccellenza ci vuole il tempo giusto perché arrivino a essere tali».

 

lvmh.it