[doptg id=”548″]

Text Angelica Carrara
@missangiecarry

Kortina. Con la K di Kraler. Dovrebbe chiamarsi così la ‘perla delle Dolomiti’, da quando la Famiglia Kraler – Franz, Daniela e Alexander, ci hanno messo il cuore. E un impero di luxury multibrand.

Febbraio, 1984. Una storia d’amore iniziata a Dobbiaco, ‘la regina del fondo’. «Era una domenica fredda, c’era un forte vento. Ero a messa, quando è entrato un ricciolino, tutto ‘spirinci’, con solo un maglioncino. E occhi azzurri bellissimi. Al momento del segno della pace si è girato verso di me. Ero timida. Ci siamo guardati. Ed è stato un colpo di fulmine», racconta Daniela.

A come amore. «Nato in vacanza, a Dobbiaco. Io e la mia famiglia stavamo all’Hotel Sole. Di sera Franz veniva da noi a bere il té e a giocare a carte. Era piaciuto subito ai miei, con il suo fare da tirolese. Due anni di fidanzamento. Gli incontri nella mia città, a Verona, dove ero interprete di Banca e poi di nuovo a Dobbiaco. Lì ci siamo sposati».

Franz, nome foriero. Innamorati e immersi in una natura paradisiaca, i Kraler hanno ‘interpretato’ quello che mancava in una realtà così, «un posto dove poter comprare il bello». «Franz aveva una casa a disposizione, la dependance della residenza estiva dell’imperatore Francesco Giuseppe e della principessa Sissi. Nel 1986 aprimmo il primo negozio».

Benvenuto Alex. Nato il 1 gennaio 1989. Oggi, dopo aver collezionato due lauree, lavora in famiglia. Mamma e papà gli dedicarono un negozio nel centro di Dobbiaco: Alexander’s. Dove si vendeva solo cachemire e coccodrillo. E poi i fenomeni e la ricerca: Loro Piana, Agnona, Antonio Fusco, Malo, Ballantine. «Facevo fare i bauli e le valige dagli artigiani, le scarpe sportive e da roccia tutte in cocco. Un lusso sfrenato. Venivano tutti i Signori di Cortina. Le famiglie Zoppas, Riello, Montezemolo, Benetton, andavano a Dobbiaco a fare i funghi e poi per lo shopping da me».

Portavamo i calzoni alla zuava. I Loden. Il tabarro. I cappotti con i colli in cincilla e in zibellino. Gli stivali in coccodrillo. Da Dobbiaco a Cortina, la prima boutique nel 2004. «Era Cortina che veniva da noi. Perché aprire lì? – ci chiedevamo». «Ci abbiamo creduto. Io credo molto. Ho fede. Funziona. E ha funzionato». «Cortina trovava da noi Prada, Gucci, Ralph Lauren. Keaton è nato lì. Ricordo quando con Ciro Pavone mettevamo sul tavolo i tessuti e insieme creavamo per Franz Kraler».

Lui, anima tirolese. «Io sono diventata Heidi. E Franz mi ha sempre ‘lasciato fare’». «Nel 2008 abbiamo ristrutturato il Castello a Dobbiaco, uno spazio di 3000 metri quadrati. E ci siamo allargati a Cortina. Nell’ex Ritz Saddler, storico negozio del made in Italy che si è aggiunto nel 2015. Poi si è liberato un altro spazio che abbiamo dedicato ai corner e alle special capsule. A gennaio, il boom di Lenoir e poi a maggio l’ex Verni. Una cosa tira l’altra».

«Abbiamo creduto nel territorio, costruito e fatto nel territorio con forza lavoro del posto. La realtà online non ci rappresenta».

«Un’emozione». «Il bello. E far felice la gente. Io sono sempre ‘in mezzo’. Non delego mai. Sono lì con i miei clienti e dappertutto. Ci sono sui miei canali social. A sostegno del mio personale. Devo lavorare, fare e brigare».

«Un lusso». «Fare quello che mi piace ogni giorno, da mattina a sera. E trasformare cose di uso comune con materiali speciali».

«Le tue passioni?». «La mia famiglia. Le macchine d’epoca, cabrio. Un po’ vecchiotte. I cavalli. I rapaci. Sogno di avere in casa un’aquila o un falco. L’elicottero. Viaggiare. Volare. In alto».

«La tua strategia di marketing?». «L’amore. L’amore muove il mondo e non il denaro».

«Le rivoluzioni della moda, come le vivi?». «Hanno tutte senso di essere. E le condivido, nonostante il nostro sistema di vendita sia tradizionalista e semplice. Il cliente arriva qui e prende. E grande fiducia, tramite voce, con ordini telefonici».

«Un miracolo?». «Io e Franz ci siamo trovati per caso, in quella chiesa, quel giorno. Quella sintonia ha cambiato la vita di entrambi. Da quel momento si è creata un’unione così forte che oggi è confermata da una realtà importante a livello internazionale».

Images courtesy of Press Office
www.franzkraler.it – @franzkraler