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Nel 1820 Floris riceve la prima Royal Warrant – il diritto concesso ai fornitori della casa reale di utilizzare lo stemma reale sulle loro creazioni: produttore di pettini per Re Giorgio IV. È la prima delle sedici Royal Warrants che il marchio riceverà nel corso degli anni e che è ancora possibile vedere nella boutique in Jermyn Street. Oggi l’azienda detiene due Royal Warrants: fornitore di prodotti da toilette per Sua Altezza Reale il Principe di Galles e profumiere di Sua Maestà la Regina Elisabetta II – unica maison al mondo a vantare questo titolo. Gli omaggi resi alla corona si perdono nella notte dei tempi: nel 1840 Floris crea Bouquet de la Reine, un profumo fresco e fruttato a base di bergamotto, mora, pesca e violetta con note di fondo calde e legnose – un regalo per la Regina Vittoria in occasione delle sue nozze col Principe Alberto.

Il film La Favorita di Yorgos Lanthimos riesce, attraverso le immagini, a rendere l’idea di quelli che dovevano essere gli odori della Londra del Settecento: malattia, putrefazione, urina, escrementi umani e animali, immondizia, topi, letame, abitudini igieniche pressoché nulle, sudore e sporcizia intrappolati sotto strati di vestiti e parrucche mai lavate. Per combattere il fetore Floris crea Limes – una fragranza fresca e agrumata, dove le note del limone incontrano il bocciolo del lime, il neroli, il giglio e il petitgrain. Esiste ancora oggi.

La storia di Floris comincia precisamente nel 1730, quando Juan Famenias Floris lascia la sua isola natale – Minorca – per cercare fortuna, e sbarca nella Londra di Re Giorgio II. Poco dopo il suo arrivo, affitta un negozio al numero 89 di Jermyn Street, nel quartiere di St. James. Qui, insieme alla moglie Elizabeth, intraprende l’attività di barbiere. Jermyn Street si trova vicino alla corte reale di St. James, ospita club privati e le dimore di facoltosi signori. Oltre a sbarbare l’élite locale, Floris propone ai suoi clienti e alle loro mogli accessori fatti a mano – pettini, pennelli da barba, spilloni per capelli, spazzolini da denti e coramelle (strisce di pelle per affilare i rasoi, ndr.). Nel retro della bottega si comincia a produrre fragranze, prima colonie che Floris utilizza dopo la rasatura, poi veri e propri profumi, riservati ai clienti migliori – le formule vengono custodite e mantenute segrete. Le materie prime arrivano dal Mediterraneo, dove Floris è nato, e del quale sente la nostalgia.

I profumi di Floris – indossati con orgoglio e virilità dagli uomini che vengono a farsi radere al mattino – fanno perdere alla toilet water la sua connotazione femminile. Nel 1870 Mary Ann Floris sposa R.D. Bodenham. La coppia mette al mondo sedici figli e, nel 1878, rileva il marchio dal fratello di Mary Ann, Joseph. Da allora alla guida di Floris c’è sempre stato un Bodenham. Oggi il direttore, nonché naso della maison, è Edward Bodenham. I profumi si mescolano con gli odori di casa, con l’odore del papà e del nonno. C’è un profumo in particolare, Elite, creato nel 1979 sulla base di una lozione del 1800. Oltre ai gioielli della corona, i giardini di Kensington e i negozi di seconda mano dell’East End, a Londra c’è Floris. Chiunque in Inghilterra abbia avuto un padre o una madre – scusate il gioco di retorica – ne sa riconoscere un flacone.

La boutique di Jermyn Street custodisce pezzi di storia. C’è una lettera del 1818 nella quale Mary Shelley – che a quei tempi viveva all’estero – chiede che le vengano inviati uno spazzolino da denti e due spazzole. In un’altra lettera del 1863, Florence Nightingale – La signora con la lanterna, madrina dell’infermieristica moderna di ritorno dalla guerra di Crimea ringrazia James Floris per il dolce bouquet. Una ricevuta del 1930, intestata a Winston Churchill, certifica l’acquisto di diverse fragranze, tra le quali Special No.127 e Stephanotis, entrambe ancora in vendita, parte integrante della collezione Floris Classic. Un’altra ricevuta, datata 1959, è intestata a Marilyn Monroe Miller: un flacone di Rose Geranium Oil da recapitare al Beverly Hills Hotel, California – l’attrice lo usava per fare il bagno. La collezione The fragrance journals è stata lanciata nel maggio del 2018 ed è dedicata agli anni Venti. Un profumo che racchiude la creatività dell’età del jazz, di un’epoca in cui la buona borghesia imparava la trasgressione, di una cultura basata sull’arte e sul bisogno di modernità.

Il profumo di Cecil Beaton e Noel Coward, entrambi clienti di Floris. Tra le note di testa c’è un’aldeide: forse un riferimento a Chanel N. 5, creato in quello stesso periodo, tra i primi profumi a contenere un’essenza sintetica; il cuore è a base di mimosa, violetta e narciso mentre il fondo contiene un altro omaggio a Mademoiselle: vaniglia e muschio, le fragranze utilizzate dalle cortigiane, che Chanel per la prima volta portò nei salotti. È una bottiglietta di Floris N.89 ad accompagnare Sir Ranulph Fiennes nella sua spedizione al Polo Nord. N.89 è anche il profumo di James Bond e la donna immaginata da Al Pacino in Profumo di donna indossa una non ben identificata fragranza di Floris. Essendo ancora a gestione famigliare, Floris mantiene la sua indipendenza, senza dover tener conto dei capricci della moda e delle regole del marketing, ma non ignora i tempi che cambiano. Nuove materie prime, nuovi metodi di estrazione e nuove richieste. La collezione oggi comprende profumi dal sapore vintage, come Edwardian Bouquet, con la sua base polverosa e muschiata, e profumi moderni come il best seller Soullé Ambar con note fiorite.

La Londra degli anni Sessanta era colorata. La gente si amava e si teneva per mano. C’erano Mary Quant e Biba. C’erano i quartieri bohemien, pieni di musica e di arte. I Beatles e i Rolling Stones, i bar e i rock club. Odorava di spezie e erbe, dei fiori che i ragazzi portavano tra i capelli. Floris scrive una lettera d’amore a Londra – a sud di Carnaby Street, Soho, estate del ’62 – imbottigliando l’odore degli anni Sessanta: 1962 – mandarino verde, menta e chiodi di garofano, un cuore di cipresso, gelsomino e basilico e un fondo di cedro, muschio e ambra – dedicato a una città capace di adattarsi e di cambiare, al suo tessuto sociale e alla sua gente. Nel negozio in Jermryn Street – tra lettere, ricevute, premi e vecchie foto di famiglia – è custodito anche il libro rilegato in pelle sul quale, trecento anni fa, Juan Famenias Floris scrisse a mano la formula del suo primo profumo. Tutte le fragranze create da Floris e dai suoi successori per i loro clienti vennero trascritte in quello stesso libro, fino a oggi.

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