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Jean-Claude Ellena è nato a Grasse nel 1947. Da ragazzo, accompagnava la nonna a cogliere i gelsomini, all’alba, nei campi vicino alla cittadina: «La raccolta era un’attività per donne e per ragazze, a quell’epoca. Ha luogo da luglio a settembre – ricordo l’odore lungo i viali, sapeva di sudore, di gelsomino e di terra. È da sempre l’odore più erotico che conosca. Non è stato questo il primo odore a catturare la mia attenzione: mi colpì il profumo di mia madre, ma in senso negativo: non lo amavo, la poneva a una certa distanza da me. Preferivo l’odore della sua pelle», ricorda. Il suo esordio nel mondo del lavoro avveniva come apprendista nella fabbrica di Antoine Chiris, dove faceva il turno di notte, occupandosi principalmente di distillare oli essenziali: «Sono entrato in profumeria a sedici anni, come operaio. Tra i vari oli essenziali che producevamo, c’era quello di muschio di quercia, ne facevamo in grandi quantità, così dopo aver acceso i macchinari, mi riposavo sui sacchi. Quel mondo mi è subito piaciuto: era diverso da quello della scuola, dove non mi sentivo a mio agio. La passione è maturata con il tempo», racconta Ellena. 

Jean-Claude Ellena è stato il primo studente della Scuola di Profumeria di Givaudan, appena fondata a Ginevra, nel 1968, e soltanto pochi mesi dopo il diploma fu chiamato per il ruolo di capo profumiere nella stessa Givaudan, a Parigi. È qui che comincia la sua carriera vera e propria: sono sue creazioni, soltanto per citare alcuni esempi, l’unisex Eau de Campagne di Sisley, del 1974, il femminile First, creato nel 1976 per Van Cleef & Arpels, l’Eau Parfumée au Thé Vert, creata nel 1992 per Bulgari, il maschile Déclaration di Cartier del 1998, Dia Pour Femme di Amouage nel 2002. Nel 2004 Ellena viene chiamato come profumiere in esclusiva per Hermès: alcuni mesi dopo, nasce Un Jardin sur le Nil, mentre il maschile pluripremiato Terre d’Hermès è del marzo 2006. 

Da alcuni mesi Jean-Claude Ellena è direttore creativo olfattivo di Le Couvent des Minimes, marchio di alta profumeria francese ispirato a Louis Feuillée, appartenente all’ordine dei Minimi tra il Diciassettesimo e il Diciottesimo secolo: viveva nel Couvent des Minimes di Mane, dove studiava fisica, matematica, astronomia e botanica. Si interessò alla biosfera e le sue attitudini gli valsero la nomina a botanico ufficiale del re Luigi XIV. Con questo incarico, inaugurò i grandi viaggi scientifici, alla ricerca di nuovi saperi che fecero risplendere la Corte francese in tutto il mondo. Louis Feuillée effettuò in totale quattro viaggi tra l’estate 1700 e l’inverno 1724, dal Mediterraneo orientale alle Antille, in America del sud e anche alle isole Canarie. I suoi rapporti di spedizioni sono stati condensati in tre trattati, con racconti etnografici e di scoperte botaniche riguardanti specie allora sconosciute. Sono oggi considerati le basi della Botanica moderna. 

Le ultime creazioni del brand, le Eaux de Parfum Singulières, sono ispirate ai disegni faunistici di Feuillée e sono nate sotto la direzione olfattiva di Jean-Claude Ellena. Ricorda il momento in cui è stato contattato dalle due responsabili di Le Couvent des Minimes: «La visione di due giovani donne, Marie-Caroline Renault e Laure Maluski, mi ha convinto. Desideravano una profumeria dei profumieri, lontana dai diktat della moda e delle tendenze».
Il layering olfattivo consiste nell’indossare più fragranze contemporaneamente. Già gli antichi Romani avevano l’abitudine di applicare oli essenziali diversi per ogni parte del corpo, in modo da creare una ‘nuvola’ che fosse la somma olfattiva delle note e diffondere una fragranza unica e personale. Negli ultimi mesi il fragrance combining è supportato da marchi come Jo Malone, The Library of Fragrance, il nuovo Bon Parfumeur, che invitano esplicitamente a individuare due o tre profumi e a sovrapporli. Ellena non è contrario, a condizione che non si combinino più di due profumi, altrimenti si ha una perdita di identità. «Il messaggio complessivo deve arrivare in modo comprensibile». Lo stesso vale per eventuali combinazioni tra i profumi Le Couvent des Minimes.

Nella creazione delle fragranze, «non ci sono metodi comprovati – altrimenti tutti potrebbero creare dei profumi. C’è uno spirito, una maniera di pensare il profumo, una scrittura, che con il tempo diventa sempre più precisa». Ellena si è definito ‘L’Écrivain d’odeurs’, che è anche il titolo di uno dei suoi libri, in cui racconta cosa significhi essere un profumiere, quali sensi siano coinvolti nel processo di creazione. «Io non mi occupo che dell’odore del profumo. È la cosa più importante per il mio naso. È il profumo che si porta sulla pelle, non il flacone», ha spiegato, sottolineando la centralità dell’olfatto e di conseguenza come il suo ruolo sia focalizzato sul contenuto e non abbia a che fare con il design del flacone.
In Difesa dell’invisibile, si parla del creatore di profumi. Una questione aperta, sulla quale possono esserci punti di vista contrastanti. Abbiamo chiesto a Ellena quale sia il suo. «Il profumiere è un artigiano e un artista – non un chimico, almeno non più del cuoco: fa della fisica quando scalda le materie, della chimica quando le mescola». Come ogni cuoco ha un ingrediente preferito, è possibile che ogni profumiere abbia le sue note predilette, quelle a cui è più affezionato: «Non a una ma a tutte. Tutte sono delle nuove storie, tutte da scoprire», ha risposto Ellena. Tra le sue creazioni più recenti, ci sono Rose de Mai e Jasmin de Pays per Perris Monte Carlo, Rose & Cuir per Frédéric Malle. «Ho per il gelsomino una devozione che risale alla mia infanzia vissuta a Grasse. Da bambino, la mattina presto raccoglievo, uno a uno tra pollice, indice e medio, il fiore di gelsomino. Era di un bianco trasparente, come di porcellana. Il suo profumo tenero, verde e leggero mi inebriava. Verso mezzogiorno, gli ultimi petali bianchi sprigionavano un odore caldo di fiore d’arancio. I fiori dimenticati e ingialliti emanavano alla sera profumi felici, animali e profondi. Se il suo odore variava al ritmo della giornata, il suo carattere non cambiava», racconta Ellena.

La rosa. «Conosciamo oltre cinquanta varietà di rose. La rosa può essere luminosa, sublime, fresca, seducente, morbida, ma anche erotica se abbinata a musk e patchouli. Ho scelto la rosa di maggio perché è il fiore più coltivato a Grasse. Nasce Rose de Mai». Le creazioni di Ellena sono accomunate da un’identità minimalista, senza fronzoli. Pochi ingredienti, scelti con cura. Anche in Rose & Cuir la rosa è pura, moderna. Sul fondo, si sentono le note asciutte della pelle, un accordo centrato sull’isobutyl-chinolina, una molecola a lungo dimenticata, isolata per la prima volta all’inizio del secolo scorso e successivamente resa popolare dal cuoio degli anni Cinquanta. Con l’aggiunta di vetiver e cedro, la base terrosa del profumo ha sfaccettature secche e umide, così da creare la sensazione di essere in un contesto rurale, a cui Ellena torna frequentemente, con le sue creazioni: «Mi sono rispecchiato nella storia di Louis Feuillée, anche a me piace scoprire nuovi odori. Una volta, mi trovavo a La Réunion e rimasi colpito dall’odore dei fiori di un cespuglio: sapevano di farina, avevano un profumo molto aromatico», racconta Ellena. I fiori, scoprì in seguito, erano della specie ruizia cordata e quel ricordo è ora racchiuso in Bois Farine di L’Artisan Parfumeur.


Le Couvent – Maison de Parfum

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