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Testo Jennifer Paccione
@jenniferpaccione

 

Milano Moda Uomo sta dimostrando il suo dinamismo grazie al senso di innovazione autentica mostrato dagli stilisti. Se è vero che alcune case hanno optato per la non-stagionalità, scegliendo di presentare collezioni combinate, altre hanno ritenuto importante rimanere fedeli al calendario ufficiale. Alessandro Sartori ha lavorato per unificare le esigenze di mercato che ruotano attorno a Ermenegildo Zegna – difatti il gap generazionale ha generato una differenziazione nel gusto. L’abito maschile classico è così rivisitato scegliendo proporzioni più morbide o pantaloni dal fondo elasticizzato. La scelta modelli di età varia è intenzionale e mira a rappresentare ancora meglio una collezione studiata per fondere insieme tutte le generazioni. Un approccio sartoriale ‘rilassato’ anche nella collezione di Emporio Armani, che ha presentato abiti casual impreziositi da broccati in velluto e allacciature a otto bottoni. Altri più sportivi, ispirati allo snowboard, sono scesi in passerella accanto a tessuti dalle texture come ‘performanti’. La collezione di debutto di Plein Sport ha portato novità nel segmento dell’activewear, con l’intento colmare una lacuna nella proposta del mercato del lusso. Capi in neoprene hanno sfilato all’interno di una palestra a due piani con facciata in vetro, subito dopo una performance acrobatica.

Marni guarda avanti e sembra promettere un cambio di direzione con il debutto di Francesco Risso, di nomina recente. Giacche con patch di pelliccia e grandi cinture indossate sopra gli abiti hanno catturato l’attenzione per l’aspetto anticonvenzionale, dando alla collezione – e di conseguenza anche a tutta la casa – un’energia giovane e di rinnovamento. L’uomo Versace si è mostrato più dark vestendo toni più tenui, con qualche accenno cayenne e bordeaux, portando in passerella una collezione di capi versatili e quindi portabili. Una stagione di debutti: Guillaume Meilland, il nuovo designer di Salvatore Ferragamo – la sua forza sta nell’essenzialità – ha presentato una collezione di capi raffinati, anch’essi assolutamente portabili. In aggiunta il velluto millerighe, ricorrente nelle collezioni di questa stagione.

Missoni ha mostrato quell’originalità che è poi ciò che più distingue il marchio. Viscosa e mohair – i colori erano cangianti – hanno dominato la collezione, con motivi presi a prestito dai tessuti giapponesi Kasuri. Prada ha consapevolmente lasciato da parte l’esagerazione andando in cerca di autenticità e semplicità, scelta che è forse da attribuirsi a quella spinta populista che anche nella moda sta acquisendo forza. Le influenze anni Settanta erano evidenti nei toni speziati e caldi, mentre la maison ha confermato la sua abilità a ispirarsi senza difficoltà un decennio del passato, e al tempo stesso a saper trascendere dall’estetica che impone quello attuale.

Moncler si è focalizzato sugli sport in montagna e l’hiking. La collezione è apparsa davanti al pubblico con estro fortemente creativo – i capi dallo styling esagerato, come ad esempio le giacche matelassé con applicate corde da scalata. Dsquared2 ha perseguito le medesime suggestioni, quelle di un’estetica energica, ma il messaggio che manda è di più forte impatto: il brand ha presentato infatti la sua prima collezione co-ed – ovvero maschile e femminile allo stesso tempo – un dichiarazione più d’effetto che squisitamente sartoriale, incoraggiando il cambiamento e sostenendo il tema dell’uguaglianza.

Text Jennifer Paccione
@jenniferpaccione

 

Milan Men’s Fashion Week is proving dynamic as designers showcased innovative authenticity. While some houses opted out of the season, choosing to present combined collections, others committed to remain according to schedule, showcasing prominence.

Alessandro Sartori sought to reunify the market surrounding Ermenegildo Zegna as a generational divide led to varying customer desires. The traditional suiting seemed reinvented in loose tailoring and elasticized-cuffed trousers. Sartori sought to purposefully include diversely aged models to further represent a curated collection merging generations.

Relaxed tailoring continued as Emporio Armani unveiled casual suiting enhanced with velvet brocades and eight-button detailing. Snowboard oriented sportswear walked the collection alongside texturally dynamic fabric. In its inaugural debut, Plein Sport introduced newness to activewear, with an initiative to fill a void in the luxury market. Neoprene garments walked a two-story glass fronted gym, subsequent to an acrobatic performance.

Marni advanced forward with a promising change of direction, as newly appointed Francesco Risso revealed his debut collection. Fur blocked jackets and wide belts styled outwardly won second glances towards their unconventionality, offering a youthful energy sweeping through the collection, and further through the house.

Versace manifested a darker air as subdued tones dressed the models, with occasional cracks of cayenne and merlot. The collection was compatibly wearable through versatility. As the season of inaugurations continued, Guillaume Meilland, neoteric designer for Salvatore Ferragamo, displayed strength in essentials, introducing a collection of elevated staples, definably wearable. Corduroy added to the season, strengthening its presence as a reoccurring fabric throughout the collections.

Missoni offered originality that brought notoriety to the house. Iridescent viscose and mohair was prominent, with patterns sourced from Japanese Kasuri textiles. Prada’s collection consciously withheld exaggeration in a quest for reality and simplicity, a motion perhaps attributed to the fructifying strength of populism. The collection evidenced the Seventies through turmeric accents and warm hues, ultimately resting effortlessly in its ability to notion toward a preexisting decade, whilst proving transcendent of the current.

Moncler exhibited a collection centered on the concept of mountaineering and hiking. The presentation consisted of an extremist creative that stylistically exaggerated collection pieces, including quilted coats hugged in bungee cord caging.

Dsquared2 pursued a similarly rugged influence but sent a greater statement through the decision to introduce their first co-ed collection, a statement perhaps more effective than sartorial, contributing sustenance to a shift, signifying the encouragement of equality.

Images courtesy of press office