HELEN YARMAK
PEARL, AQUAMARINE, DIAMONDS
AQUAMARINE, DIAMONDS
RING-SCULPTURE AQUAMARINE, DIAMONDS
RUBELLITE, DIAMONDS
RIHANNA WEARING HELEN YARMAK FUR
 JENNIFER LOPEZ WEARING HELEN YARMAK FUR
LADY GAGA WEARS HELEN YAMARK FUR IN THE VIDECLIP G.U.Y.
CARMEN DELL'OREFICE - PHOTOGRAPHY FADIL BERISHA
HELEN YARMAK PONCHO IN THE MOVIE THE DEVIL WEARS PRADA

Text Matteo Mammoli
@godsavemama

 

In via Montenapoleone non ci sono solo boutique al livello della strada. Ai piani alti, al riparo dal vociare di un coro modaiolo, gli showroom accolgono clienti riservati. Qui Helen Yarmak, fashion designer, produttrice di gioielli e pellicce, ne possiede uno – altri due a Mosca e a New York.

Helen è nata in Ucraina, a Kiev. Due passioni hanno animato la sua giovinezza: la scienza e il design. L’una ha a che fare con la razionalità, l’altra con la creatività – cos’hanno in comune, mi viene da chiederle: «Quando sei predisposto ai ragionamenti logici, vuol dire che il lato sinistro del cervello funziona bene. Quando hai creatività, è quello destro che lavora. Diciamo che i miei due lati si sono sempre parlati, e io li ho lasciati fare», così mi risponde, in inglese, con accento russo, mentre siede sul divano bianco con accanto una fila di pellicce, e di fronte, su un tavolo basso, i gioielli – l’ultima collezione. Due pezzi li indossa, anello e orecchini – la Paraiba.

Si è laureata in matematica, un dottorato alla Kiev State University, e ha iniziato a lavorare al Cybernetic Research Institute. Poi «è arrivata la Perestroika. Con mio marito ci siamo trasferiti a Mosca. Il governo decise di tagliare i fondi per le scienze. Così, chi aveva una formazione scientifica, fu costretto ad adattarsi, uomini tassisti e donne cameriere». Helen ha perseverato sulla strada della creatività e ha iniziato a lavorare come designer.

Le pietre sono la sua passione, ne conosce tutti gli aspetti. Penso a Guinizzelli – «Foco d’amore in gentil cor s’aprende come vertute in petra preziosa» ­– e le domando se crede nelle virtù delle pietre: «Sì, credo che siano una fonte di energia positiva. Le pietre che ci appartengono, ci danno forza. I nostri clienti giapponesi mi hanno insegnato una cosa, ti mostro». Stringe la sua Paraiba in una mano, nell’altra unisce pollice e indice, «Prova a separare le mie dita – mi sfida – Fai pure con forza. Non riesci, perché la pietra mi dà energia». All’oroscopo, invece, non crede: «Ho avuto due mariti, sono nati nello stesso anno, nello stesso giorno, ma avevano due personalità del tutto differenti».

Prima di intervistarla avevo scorso il suo Instagram. Sui red carpet del mondo e sulle copertine dei magazine di moda, star internazionali – Lady Gaga, Rihanna, Sharon Stone, jennifer Lopez –  posano con le pellicce e i gioielli di Helen. Clienti, non amiche: «Pensi sia possibile avere amici nello star system? Sono tutti troppo impegnati. Vengono nei miei showroom, se gli piace qualcosa – e se possono permetterselo – la comprano. Non facciamo mai regali alle star, è la nostra policy. Puoi fare beneficienza, fare regali ai tuoi veri amici, ma non alle celebrità».

Helen si divide tra la Russia e gli Stati Uniti, ma è sempre in viaggio: «Vivo in aereo. Ogni volta che vado in un posto, vorrei restarci per sempre, che sia in Asia, in America o in Italia». A Milano viene due volte all’anno, qui si producono tutti i gioielli e le pellicce. Quelle che vedo appese mi incuriosiscono. La collaboratrice di Helen mi mostra lo zibellino. In poche abili mosse e sbottonamenti, accorcia la pelliccia fino a che resta solo il coprispalla: «La novità di quest’ultima collezione è la versatilità: le pellicce si scompongono – maniche comprese – a seconda delle esigenze».

Torno da Helen per saperne di più sui gioielli. «Quando ho iniziato come designer, era ancora una pietra accessibile, – mi spiega mentre si toglie dal dito l’anello con la Paraiba – adesso è intoccabile. È la mia preferita, brilla, emana vibrazioni positive. Il valore è inestimabile». Poi mi mostra un anello con l’opale rossa e uno con un tris di pietre – perla, rubino e zaffiro. Ci sono anche i gioielli da uomo, che lancerà sul mercato a settembre per la prima volta.

I suoi clienti amano gli oggetti particolari, «per la maggior parte sono dei mariti molto generosi – scherza – e persone che si sono fatte da sole». Anche molte donne tra i frequentatori dei suoi atelier, «donne d’affari, che arrivano esauste dopo il lavoro, si provano le pellicce, i gioielli e iniziano a cantare, sorridono, si sentono a loro agio». Pochi anni fa ha ricevuto un premio come miglior designer al Metropolitan Museum. «Erano presenti una serie di esperti del settore, uno di questi si rivolge a me e mi dice: ‘è la prima volta che vedo un gioiello e mi viene da sorridere’. È questo che mi dà soddisfazione, rendere felici le persone attraverso le mie crezioni. Design is about making people happy».

Il profilo Instagram di Helen Yarmak, @helenyarmak