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Le storie e le interviste di the dot circle 2017

STEFANO SENARDI

Text Micol Beltramini

 

Stefano Senardi sta girando un documentario per Sky Arte. È su Fernanda Pivano, come il libro che ha curato per Mondadori insieme a Sergio Sacchi, I miei amici cantautori. «I cantautori sono la poesia delle strade, sono gli interpreti della fantasia della gente, sono i cantori delle emozioni del quotidiano», si legge in quarta di copertina. Letteratura e musica sono davvero così vicine? «Per quel che mi riguarda sì, anzi, credo di aver cominciato a leggere prima che ad ascoltare musica. Poi la musica ha tolto tempo all’esperienza della lettura perché io sono così, il mio modo di ascoltare non prevede letture di mezzo, o faccio una cosa o faccio l’altra. Ma amo molto i libri, sono curioso e non mi stanco mai di crescere».

Anche l’assegnazione dell’ultimo Nobel sembra andare in questa direzione. «Esatto. Un tempo solo i narratori potevano vincerlo, poi sono arrivati i poeti e ora anche i cantanti. È una linea consequenziale, mi pare torni tutto».

Un aneddoto su Fernanda Pivano, già che abbiamo parlato di lei. «Ci siamo frequentati, abbiamo riso tanto. Mentre scrivevamo il libro io e Sergio Sacchi la andavamo a trovare a casa. Lei di certi cantanti italiani non sapeva moltissimo, allora a volte le contavamo su delle balle per vedere se indovinava oppure no. Come si arrabbiava! Siete degli stronzi, mi prendete in giro!». Nata il 18 luglio, d’altronde: permalosa, ma anche motivata e tenace. «Ah, avresti dovuto conoscerla: ci credeva tanto, era proprio un soldato della pace». In effetti mi sarebbe piaciuto. Sono nata il 18 luglio anch’io.

Per ulteriori informazioni:
Alberta Vianello
alberta.vianello@memorianetwork.com
+39.02.8707.5680

On Cover Illustration @quellaclaudia
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