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Daria Reina fa suo il Diktat di Diana Vreeland: L’occhio deve viaggiare. A Roma Chez Dédé è un emporio dove si impaginano mondi, ambiti stilistici e geografici. Oltrepassata la soglia, si entra in una dimensione sospesa: sofà lievemente consunti, arredi e oggetti vintage, cuscini di velluto ottomani ricamati a filo d’oro, rafie Kuba, le ceramiche shabby di Astier de Villatte, affiches, tappeti in paglia, candele, essenze, incensi e linoleum trompe-l’oeil. Demiurgo di Chez Dédé insieme a Daria Reina è Andrea Ferolla – le sue illustrazioni riportano in vita l’universo grafico di Marcel Vertès e Christian Bérard secondo un imprinting che sfugge a cronologia. Insieme, Reina e Ferolla hanno lavorato come direttori creativi, designer e consulenti di comunicazione per vent’anni; insieme concepiscono, disegnano e realizzano oggetti – si definiscono con ironia dedeisti.

Andrea – italiano – dipinge, Daria – italo-francese – fotografa. Nel 2011 varano Chez Dédé, un marchio di collezioni di accessori, moda, gioielli e decorazione per la casa, cui si affiancano piccole éditions de charme e collaborazioni con luxury brands di tutto il mondo. Combinano artigianato italiano, materiali di pregio e un esprit de finesse dagli accenti francofoni. Il profilo Instagram del marchio è curato personalmente da loro due e rivela la loro passione per il viaggio, la poesia. Il nucleo operativo, il cuore dell’atelier, si cela dietro tende di lino in uno studio che è anche salotto e cocoon. Chez Dédé si trova in via di Monserrato, l’antica corte Savella o via Arenula, a due passi da Piazza Farnese, che collega con via dei Banchi Vecchi. Un’arteria di palazzi aristocratici dal Rinascimento all’Ottocento che prende nome dalla chiesa nazionale spagnola, eretta da Antonio da Sangallo il Vecchio. Un arazzo di memorie storiche che accosta i papi Borgia, Callisto III e Alessandro VI, a Beatrice Cenci, la cortigiana Imperia e Filippo Neri. Qui sono nati negozi, laboratori e gallerie – ci sono il jewel designer Fabio Salini, l’etnico rivisitato di Soledad Twombly, abiti siriani, Ikat e vasi del Tibet, le cornici dell’antiquario Fabrizio Canto e il giovane libanese Gilbert Halaby. Il restaurant Pierluigi accoglie romani e stranieri – tra i quali divi di Holliwood – nell’antistante Piazza de’ Ricci, affacciato sul cinquecentesco prospetto affrescato di Palazzo Ricci – la casa di Archer in Ritratto di Signora di Henry James.

Andrea Ferolla, nato nel 1961, vive e lavora a Roma. Laureato in Storia dell’Arte inizia a lavorare come illustratore e visualizer in Rai e per varie agenzie di pubblicità e comunicazione. Espone le sue prime opere in gallerie e musei a Roma, a Bologna e Tokyo. Nel 2007 fonda uno studio creativo con la moglie Daria Reina. Come illustratore collabora con magazine internazionali e marchi della moda. I suoi disegni sono esposti alla Fashion Illustration Gallery di Londra, decorano le pareti dell’Hotel de’ Ricci a Roma, del San Pietro di Positano, di Omar at Vaucluse a New York e quelle del nuovo Beach Club del Rosewood Miramar di Montecito. Da circa vent’anni è professore di Art Direction presso lo IED, e da quattro ha aperto l’atelier presso lo showroom Chez Dédé di Roma. Ferolla firma con i suoi disegni molti degli accessori, borse, foulard, piatti, tessuti presenti nelle collezioni Chez Dédé.

Nel 2018 è uscito il libro ITALIAN CHIC, pubblicato per i tipi di Assouline, che delinea un viaggio emotivo, una sorta di Grand Tour contemporaneo attraverso l’Italia. Una narrazione che si esprime attraverso il suo segno grafico e l’obiettivo fotografico di Daria Reina, intersecando due visioni complementari in un unicum. Daria, nata nel 1969, di passaporto italo-francese, è cresciuta in Belgio, a Bruxelles. Studia a Roma, diplomandosi in Graphic Design all’Accademia di Costume e Moda nel 1991, e inizia una carriera di docente in Lettering presso la stessa Accademia. Suo è il logo dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Chez Dédé for Hotels è l’ultimo dipartimento creato dal duo Ferolla-Reina. «L’hotel è il ‘luogo letterario’ per eccellenza – sottolineano – che si racconta attraverso atmosfere e sapori, lungo una fiction di situazioni, complici décor, inserti artistici e oggetti. Deve colpire e attrarre i sensi, rientrare nella sfera della memoria, nell’alveo della cultura e del piacere».


Chez Dédé

Via di Monserrato, 35,

00186 Roma RM

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