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Ci hanno insegnato che i libri non si giudicano dalle copertine, ma chi lo ha imposto? Livia Satriano, ideatrice della pagina Instagram e del sito Libri Belli, sfata questo mito raccogliendo e promuovendo libri italiani pubblicati tra i primi e gli ultimi decenni del Novecento. Unico requisito: avere belle copertine. Se è vero che una brutta copertina può talvolta nascondere delle sorprese, raramente una bella tradirà le aspettative. 

«Da circa sette anni raccolgo libri, tra mercatini e librerie dell’usato, ma il vintage è una mia passione di sempre: acquisto non solo libri ma musica, vinili, abbigliamento e arredamento». Oltre al progetto Libri Belli, Livia Satriano si occupa di ricerca creativa e copywriting per l’agenzia Frank Studio di Milano. «Sono affascinata dalle cose vecchie, appartenenti al passato. Ho iniziato a collezionare libri per il culto dell’oggetto in sé. Mi colpiva il fattore estetico, la copertina, ero attratta dal loro aspetto: una grafica particolare, il titolo, un accostamento di colori, l’argomento un po’ desueto. Il più delle volte non li conoscevo, ma erano libri strani, vecchi, dimenticati, che ai miei occhi avevano valore e non andavano lasciati nel dimenticatoio. Il primo giudizio che do è un giudizio puramente estetico, quindi molto soggettivo, ma noto che finora i libri selezionati, fotografati e postati sulle piattaforme hanno destato molto interesse». 

Libri Belli è nato su Instagram nel gennaio 2017. «Avevo iniziato a postare sul mio profilo personale i libri che mi colpivano e notavo che suscitavano curiosità. Così ho creato un profilo apposta per far riscoprire libri del passato. Non ho paura di privilegiare il contenitore rispetto al contenuto; tutto nasce con una componente ironica, giocosa, non ci si prende mai troppo sul serio. Anche il lavoro di ricerca non è da sottovalutare, è molto improntato sul voler riscoprire libri dimenticati, poco noti, dai temi bizzarri – saggistica ad esempio – a volte un po’ strampalata, come l’esoterico, o volumi molto tecnici: guide e manuali di giardinaggio. Quindi non sento di favorire l’aspetto estetico, credo invece che ci sia un lavoro approfondito sul contenuto, sul voler far riscoprire chicche non salite agli onori della cronaca, ma con un valore editoriale». 

In questi tre anni di vita si sono create connessioni e stabilite collaborazioni, persone che lavorano con le immagini – soprattutto illustratori, grafici e creativi – hanno iniziato a seguire Libri Belli. «Ne è nato un contest sul post con il libro più bello, che ha vinto un’illustratrice. Da allora l’idea è stata di chiedere a illustratori italiani contemporanei di darmi la loro interpretazione di un libro bello. Ho iniziato a spedire a illustratori i volumi della mia collezione per farglieli interpretare. C’era chi reinterpretava una copertina, chi una serie di illustrazioni da postare sul suo profilo. L’idea alla base è immaginare Libri Belli come un ponte tra passato e presente, l’auspicio è che non sia un progetto nostalgico ma che dialoghi con ciò che accade nel mondo della creatività contemporanea. Questo attaccamento alla realtà mi sembrava doveroso data la sua nascita su un social network, fin dall’inizio trovavo giusto che si confrontasse con il mondo di oggi. Ho inoltre curato mostre tematiche, tra cui una con libri con solo occhi in copertina; ai Graphic days di Torino una collettiva di illustratori e artisti ha reinterpretato alcuni libri belli: chi con un’illustrazione, chi con la fotografia, chi con il fumetto. Un’altra sinergia interessante riguarda le case editrici, quando posso vado a visitare i loro archivi, è successo già con il Saggiatore, Hoepli e con la fondazione Bellonci, sede del premio Strega. Fondazioni e case editrici storiche – da cui tiro fuori i libri antichi utili al fine della mia ricerca. Un’ultima cosa che organizzo sono i talk alla libreria Verso di Milano, in cui invito ospiti per discutere di libri del passato e chiedo loro di portarmi i preferiti, seguendo un tema. È molto divertente e si crea una bella atmosfera. Ne abbiamo fatto uno con Olimpia Zagnoli e Guido Scarabottolo – illustratori di copertine belle –, in questo caso il mestiere dell’illustratore viene applicato alla commissione della copertina da parte di una casa editrice. Un altro sui libri più assurdi degli anni Settanta con Matteo Guarnaccia e Ivan Carozzi, e recentemente uno sul cibo con Valerio Visintin e Camilla Dalla Bona, per far riscoprire gli antichi ricettari italiani». 

Per Livia Satriano fare una selezione dei Libri Belli a cui è più affezionata è un’operazione complicata, ma alla fine mette insieme un gruppo di nove titoli, che per un motivo o per un altro si meritano un posto di riguardo. Lolita nell’edizione del ‘70 degli Oscar Mondadori «perché un’immagine – quelle gambe in copertina disegnate da Bruno Binosi – vale più di mille parole»; A Caso (Rizzoli, 1975) che unisce tre dei suoi ‘preferiti’: Tommaso Landolfi, John Alcorn (per la grafica) e Edward Gorey (per l’illustrazione di copertina); Amore in climi freddi (Bompiani, 1954) per la copertina astratta di Munari; Attorno alla Luna (Principato Editore, 1959) per l’eleganza; Guida all’Italia amorosa, galante, erotica, libertina (Sugar Editore, 1971) «perché Sugar Editore negli anni Sessanta e Settanta pubblicava guide meravigliose e questa è una di quelle»; Spiritismo moderno (Off. Graf. Editoriale Libraria, 1934) «perché l’esoterismo mi ha sempre affascinato»; Lo snobismo (Edizioni Mediterranee, 1965) per il tema del saggio che la fa sorridere; I misteri d’Italia (Arnoldo Mondadori Editore, 1978) «perché è uno dei miei libri preferiti di sempre» e Il Diavolo (Fogola, 1976) che cataloga sessanta tipologie diverse di diavoli, con tanto di nome e ritratto.

«A livello grafico, l’editoria oggi è cambiata – non so dirti se migliorata. La veste grafica delle copertine contemporanee è molto diversa da quelle del passato, perché è cambiato il contesto di vendita, di acquisto, ormai si acquista online, e si sono dovute adattare anche le copertine. Quelle di oggi sono funzionali allo schermo: i colori, l’impostazione grafica, tutto deve rendere bene in dimensioni ridotte – penso alle miniature dei cataloghi online di Amazon. È li che si acquistano i libri. La veste è cambiata perché le esigenze sono diverse». Naturalmente Livia Satriano non compra solo libri usati ma è una gran lettrice e compra di continuo narrativa, saggistica contemporanea e non. Il progetto Libri Belli e la sua passione per la lettura procedono su binari paralleli. «Leggere mi è sempre piaciuto, sul mio comodino coesistono diversi titoli allo stesso tempo». Gli illustratori preferiti di sempre? Saul Steinberg, Roland Topor, Edward Gorey e John Alcorn, «però è difficile dirlo, ce ne sarebbero tanti altri». Come case editrici storiche cita Sugar editore, branca dell’editore musicale Sugar, e FMR Franco Maria Ricci. Il libro del cuore Nadja di Breton.