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Dal 2015 la Livreria Lello e Irmão ha introdotto un biglietto d’ingresso del valore di tre euro, che sono diventanti cinque nel giro di quattro anni. Se il visitatore della libreria è anche lettore e fa un acquisto, quei soldi vengono sottratti dal prezzo del libro e l’ingresso diventa gratuito. Una scelta per sopravvivere alla crisi e trasformare i cinquemila turisti giornalieri in potenziali acquirenti. La strategia è stata criticata, ma ha funzionato: nel 2016 circa il 50% dei visitatori è uscito con un libro. Sono stati venduti più di trecentomila volumi in lingue diverse. I nove dipendenti del 2015 sono diventati cinquanta, e le vendite del 2018 superano in media le mille copie al giorno. 

Siamo a Porto, in centro storico, più in alto rispetto al quartiere Ribeira che si specchia sul Douro, il fiume che taglia in due la città. La Livreria Lello sorge al numero 144 di Rua das Carmelitas, tra la Torre dos Clérigos, simbolo cittadino, l’Università di Porto e la Igreja do Carmo. Tra le più antiche librerie del Portogallo, è conosciuta come ‘Cattedrale del Libro’. Ne parla in un suo romanzo lo scrittore spagnolo Enrique Vila-Matas, il New York Times, El País e The Guardian, la guida turistica Lonely Planet, che la inserisce nella top ten delle ‘world’s greatest bookshops’.

La libreria nasce nel 1869 per opera dell’editore e libraio francese Ernesto Chardron. All’epoca si chiamava Livraria Internacional de Ernesto Chardron e si trovava a pochi passi dalla sede attuale, in Rua dos Clérigos. Dopo la prematura scomparsa del titolare, l’attività passa nelle mani della ditta Lugan & Geneluoux, che ne effettua un ampliamento. La svolta arriva nel 1894, quando la libreria viene venduta a Josè Lello, già proprietario di un altro locale commerciale in Rua do Almada. Qualche anno dopo, Josè entra in società con il fratello (irmão, in portoghese) Antonio – e di qui il nome Lello e Irmão. Da subito i due fratelli decidono di modificarne l’identità per creare una sorta di salotto letterario per gli uomini di cultura del tempo.

La libreria come la conosciamo oggi viene inaugurata il 13 gennaio 1906 e raccoglie l’approvazione dei principali intellettuali e politici portoghesi. «Erigere un tempio così bello al divino culto delle emozioni e delle idee è un grande atto di benemerenza che, per i suoi vasti e fecondi risultati, legherà eternamente i nomi Lello e Irmão alla riconoscenza nazionale», dichiara lo scrittore e diplomatico Abel Botelho durante la cerimonia di inaugurazione. Il progetto non viene affidato a un architetto ma all’ingegnere Francisco Xavier Esteves, noto per essere un appassionato di letteratura – realizza un edificio eclettico che mescola neogotico e liberty, nominato proprietà di interesse pubblico nel 1994. 

Strutturata su due piani, la porta d’ingresso e le due vetrine ai lati sono sormontate da un arco, sopra il quale è scritto il nome della libreria in caratteri gotici. I lavori di restauro del 2016 hanno portato alla luce le tinte originali e accese della facciata, prima coperta da una serie di strati color bianco-panna. Al primo piano si affacciano sulla strada tre finestre alte e strette, ai cui lati si trovano due figure femminili dipinte da José Bielman, a simboleggiare Arte e Scienza. Il resto della facciata alterna decorazioni floreali a forme geometriche, fino ad arrivare ai pinnacoli e alle merlature neogotiche. All’interno, ai lati della sala si trovano i pilastri in legno scuro con i bassorilievi dei fondatori della libreria e i busti di scrittori portoghesi, realizzati da Romão Junior. Una scala a chiocciola dai gradini rosso carminio porta al piano superiore, aperto al pubblico dal 1995. «Chi attraversa la sala scopre la scalinata, un elemento di attenzione, tanto per l’impressione di leggerezza che per l’audacia della concezione. Si avvertono al contempo il bisogno di salire e la paura di distruggerla con il nostro peso», si legge nel Catalogo 1930 della libreria. Il soffitto è cesellato. Si legge nella vetrata lunga otto metri: ‘Decus in labore’ («dignità nel lavoro»). 

Dai romanzi di Fernando Pessoa a quelli del premio Nobel José Saramago, sugli scaffali in legno scuro e massiccio sono disposti libri fino al tetto. L’impressione è che l’equilibrio sia precario e che tutto possa crollare all’improvviso. Il catalogo affianca libri portoghesi ad autori internazionali tradotti in varie lingue – tra cui inglese, spagnolo, italiano e russo, per una clientela composta per il 70% da turisti. Alla collezione di testi antichi e opere rare, che risalgono alla vecchia libreria Chardron, si alternano pubblicazioni periodiche, riviste specializzate e CD, soprattutto di fado. Alle pareti si trovano quadri, illustrazioni e stampe in mostra. La letteratura d’infanzia occupa dieci scaffalature. Nel 2016, in occasione della Giornata Internazionale del Bambino, Lello ha stampato il suo primo libro per bambini dal titolo Na livraria mais bonita do mundo, corredato da un cortometraggio di animazione per promuovere la lettura tra i più piccoli. Libro e cortometraggio sono stati tradotti in inglese, francese e spagnolo.

Dal 1995 è gestita dalla società Prólogo Livreiros, di cui fa parte anche Josè Manuel Lello, erede di quinta generazione. Nel seminterrato vengono organizzati workshop, eventi culturali e presentazioni gratuite aperte al pubblico. Ad accrescere la fama della Lello e il numero dei suoi visitatori negli ultimi anni, è stata soprattutto J.K. Rowling. Negli anni Novanta la scrittrice britannica ha vissuto per un breve periodo a Porto, dove lavorava come insegnante, divenendo frequentatrice della libreria, all’epoca ancora poco conosciuta. Si racconta che abbia tratto ispirazione dall’atmosfera e dalla scala labirintica del luogo per ideare la scuola di magia di Hogwarts.


Livreria Lello

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