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A Bologna, sotto i portici Via Mascarella, ogni sera i marciapiedi si riempiono di vita. Tra vecchie cantine e bar arredati con mobili d’antiquariato, due saracinesche spiccano ai lati di una parete interamente ricoperta di volantini, una bacheca ‘naturale’ nel cuore della città. Decorate da imponenti opere di street art, sono le porte di Modo Infoshop: da una parte la libreria, dall’altra un bar. Due ingressi distinti per due locali distinti, nati in momenti diversi ma legati sotto il segno di un progetto comune. In pieno centro storico, a pochi passi dalle Due Torri e da Via Zamboni ma anche dal Parco della Montagnola – una delle più antiche aree verdi della Dotta, istituita nel Diciassettesimo secolo e oggi sede di un importante mercato popolare, Via Mascarella è diversa dal resto della città. E se il suo nome lo deve all’omonimo borgo duecentesco che nel Medio Evo ospitava il mercato del bestiame – la ‘mascarella’ era la frode nei contratti, negli ultimi anni la Via è stata fra le protagoniste della riqualificazione che ha interessato alcune zone cardine della città di Bologna. Prima della rinascita della Bolognina, il quartiere che si espande alle spalle della Stazione di Bologna Centrale, dai primi anni Duemila Via Mascarella si è sviluppata con un obiettivo preciso. Oggi, nella scena notturna bolognese, fa concorrenza a Via del Pratello, da sempre la via principale per il divertimento cittadino. Non è un caso se i bolognesi (e tutti gli studenti fuori sede) la conoscono come ‘via del jazz’. Oltre a ospitare in estate la rassegna musicale ‘Salotto del jazz’ in Via Mascarella si respira uno spirito a tratti bohemien. Modo Infoshop è la sintesi perfetta.

Nato dall’esperienza maturata dai quattro soci fondatori Fabio Pugliese, Beppe Schiavone, Stefano Vanacore, Gianluca Palestini in cinque anni di gestione dell’infoshop del Link di Bologna (collettivo della scena culturale bolognese, «luogo culto per la promozione di eventi culturali, di tutte le forme possibili e immaginabili di arte, digitale e non»), il primo spazio a vedere la luce è stato la libreria, aperta nel 2003 in un locale di appena 90mq. Varcata la soglia c’è un cartello stradale che avvisa di essere sottoposti a un ‘Controllo elettronico della felicità’. All’interno, l’ambiente è intimo: a dare il benvenuto ai clienti, una serie di volumi accatastati sul bancone, post-it e cartoline, illuminati da tante lampade da tavolo appese agli scaffali e un mappamondo luminoso. Più che in una libreria, l’impressione è quella di ritrovarsi in un luogo domestico, famigliare, dove le prime due sale sono dedicate alla vendita, mentre una terza alla consultazione e all’ospitalità di diversi eventi. La missione dei fondatori è precisa: diffondere e dare visibilità alla piccola e media editoria di qualità, ridare voce all’antico mestiere del libraio. Non inteso come commerciante, ma come guida, un Cicerone dell’immenso panorama editoriale, alla ricerca di tutti quei contenuti spesso relegati ai margini dall’industria. Il campo d’interesse è quello «della cultura e delle arti contemporanee, dei nuovi media», ma soprattutto «dei movimenti sociali e delle controculture». Punto di riferimento per la cultura underground della scena bolognese, sono tanti gli artisti che trovano spazio sugli scaffali della libreria, rigorosamente ordinati senza sezione. Oltre la selezione di volumi tradizionali, Modo Infoshop vanta una ricca collezione di fumetti e graphic novel. Fra gli artisti più affermati si trovano Simon Hanselmann e la sua saga sulla ‘strega che divenne gufo’ (‘Megg, Mogg and Owl’: Megahex, Special K e Leave Me Alone/Can’t Be Alone), il canadese Jesse Jacobs (Safari Honeymoon, tra gli autori dello show di Cartoon Network Adventure Time) o ancora Thomas Gilbert (Vénéneuses, Sauvage ou la sagesse des pierres, Les Filles de Salem). Una scelta varia di fumetti di seconda mano e fanzine autoprodotte che altrimenti troverebbero difficile distribuzione. All’ingresso di Modo Infoshop, dentro agli scatoloni artigianali dal sapore clandestino, etichette musicali indipendenti, videocassette e dvd introvabili, insieme ad alcuni cofanetti dei migliori restauri della Cineteca di Bologna – tra cui Pugni in tasca di Marco Bellocchio.

Non solo la vendita ma anche un fitto calendario di incontri e dibattiti. La programmazione è a cadenza settimanale con diverse iniziative: letture, presentazioni di libri e fumetti, performance musicali, proiezioni di video arte e mostre. Tanti i nomi di prestigio che negli anni sono stati ospitati dagli spazi ‘del Modo’: il giornalista Paolo Nori con un corso di scrittura emiliana, o lo scrittore Giampiero Cane con le sue serate sulla musica del Novecento. Poi tanti artisti: dai Wu Ming (il collettivo di scrittori politicamente e socialmente impegnati nati dalla sezione bolognese del Luther Blisset Project, diventato famoso nel 1999 con la pubblicazione del romanzo Q) ai giovani scoperti proprio dalla libreria come Blu ed Ericaeilcane, due fra i più grandi street artist del panorama contemporaneo, partiti proprio da Modo Infoshop, gli stessi che hanno personalizzato le sue saracinesche. Qualche anno dopo la sua apertura, l’esperienza positiva della libreria ha convinto i quattro soci a un’altra scommessa: nel 2007, dopo la chiusura e l’abbandono del bar a fianco, quei ‘librai indipendenti’ si sono trasformati anche in baristi e hanno aperto un locale, oggi tappa centrale della vita notturna di Via Mascarella. Un ambiente eccentrico ma raffinato, dai colori scuri e con le luci soffuse, con una vaga atmosfera anni Cinquanta. Non servono Coca Cola né bibite industriali; solo cocktail preparati con prodotti equo solidali, accompagnati da crostini vegani. Invece di tavolini di plastica, per l’aperitivo si brinda seduti su vecchie panche e casse di legno. All’interno si sorseggia vino biologico in un lungo corridoio le cui pareti sono ricoperte di scritte, graffiti e libri di seconda mano, riviste e vecchi numeri di Topolino. In questo bar fuori dal tempo, al bancone del bar si siede chiunque: artisti emergenti e non, giovani studenti al fianco dei loro professori universitari. Aperto dalle 16.00 alle 02.00 del mattino, il Bar Modo Infoshop offre un’alternativa intellettuale caratteristica: l’occasione di bere un mojito leggendo, ad esempio, il Poema a fumetti di Dino Buzzati (una sorta di proto-graphic novel, antenata avanguardista delle graphic novel del giorni nostri).

Modo Infoshop è un centro sociale che non è un centro sociale, uno spazio autogestito in cui gli ospiti e i clienti sono in grado di educarsi da soli (non a caso, nonostante tra i due locali trovi spazio proprio quel muro ricoperto di annunci, il resto del portico resta rigorosamente pulito). Un posto che non poteva che essere così com’è, grazie alla filosofia comune che fin da subito ha trovato d’accordo i quattro soci. Sempre aperti, anche ad agosto, ricchi di una programmazione che non perde un giorno dell’anno per offrire contenuti nuovi, il progetto di Modo Infoshop fa della semplicità il suo cavallo di battaglia. 


Modo Infoshop

Via Mascarella 24/B, 26/A

40121 Bologna, Italia

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