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Sull’arcipelago scozzese di Orkney, a nord della Gran Bretagna, ci sono pochissimi alberi. Gli abitanti delle settanta isole costruiscono gli arredi per le loro case utilizzando un materiale derivato dalla combinazione di legname (trasportato via mare) e di paglia – di quest’ultima invece, ne hanno in abbondanza. Kevin Gauld è un artigiano di mobili originario di Orkney, specializzato nella realizzazione della Orkney Chair, prodotto fiore all’occhiello di quest’area. Gareth Neal è un designer d’interni proveniente dall’East London appassionato di lavorazioni d’artigianato tradizionali, condotte con l’utilizzo di materie autoctone. Kevin e Gareth collaborano nella produzione delle Brodgar Series, una moderna interpretazione della Orkney Chair. Ideata unendo la seduta di una sedia in quercia di Windsor e uno schienale in paglia intrecciata, la Brodgar Chair è acquistabile, su ordinazione, da The New Craftsmen, spazio a Londra specializzato nella vendita e nella promozione dei lavori su piccola scala di artigiani Britannici.

Nel Diciassettesimo secolo, a Great Brookfield, strada londinese oggi parte di Curzon Street e Shepherd Market, aveva luogo, durante le prime due settimane del mese, la Fiera di Maggio. Giocolieri, schermidori, circensi e artisti di strada, tra le luci e le musiche dei luna-park, mettevano qui in mostra le loro abilità. Considerata dal Conte di Coventry, che abitava nella vicina Piccadilly, come un disturbo alla sua quiete, fu abolita nel 1764. Dalla Fiera di Maggio prende il nome Mayfair, oggi quartiere benestante di Londra – la corona britannica ne detiene parte della proprietà – oltre che la casella più cara della versione inglese del Monopoly. Circoscritto all’interno di un quadrilatero di vie (Park Lane, Piccadilly Street, Regent Street e Oxford Street), si distingue dalle zone circostanti per il silenzio che vi regna. A ovest del distretto, incastonato tra una sfilza di case in stile georgiano, spicca un edificio chiaro in mattoni del Diciannovesimo secolo. Costruito nel 1893 come laboratorio di artigiani di pantaloni in pelle, i tre soci fondatori di The New Craftsmen, che nel 2012 vi hanno stabilito la loro sede, hanno cercato di mantenerne l’aspetto originario per salvaguardarne la genuinità – scelta questa, in linea con il loro progetto. 

In uno spazio di 1300 metri quadri, la luce naturale penetra all’interno da grandi finestre illuminando gli ambienti e gli oggetti ivi disposti senza un ordine predefinito. Manufatti in ceramica, tessuti, gioielli, vetreria, cestini sono adagiati su supporti di legno e scaffali a giorno, permettendo ai visitatori di soffermarsi, toccare e percepire al tatto ciascun pezzo. The New Craftsmen commercializza i manufatti di oltre 120 artigiani britannici, ma non tutti i creatori del Regno Unito sono qui rappresentati. Ogni lavoro presente è sottoposto prima a una rigida selezione. Per entrare a far parte del collettivo artigianale di Mayfair è necessario soddisfare precisi standard, definiti dai tre fondatori: eleganza di forma, alta qualità e attenzione al dettaglio. È fondamentale poi, che si stabilisca un’intesa con i creatori, per dar vita a un’alleanza stabile e duratura nel tempo. L’obiettivo di The New Craftsmen non è crescere costantemente e in modo esponenziale, ma rimanere ancorati alla qualità e alla bellezza e collaborare con gli artigiani e con i potenziali acquirenti in una maniera simile a quella del modello dell’arte contemporanea, in cui le gallerie mediano tra gli artisti e i compratori. Natalie Melton, Catherine Lock e Mark Henderson, i tre ideatori del progetto, rivestono il ruolo di filtro curatoriale, dando vita a una collezione di lavori che loro ritengono essere i migliori del paese e, in un contesto più ampio, cercando di avviare un discorso sull’artigianato con l’intento di farlo conoscere, comprendere e apprezzare dalle persone.

Prima di fondare il progetto di The New Craftsmen, Catherine Lock lavorava nell’ambito dello sviluppo del prodotto e delle previsioni di tendenza per catene di negozi inglesi, tra cui Habitat e John Lewis. Nel suo percorso formativo aveva vissuto all’estero per approfondire le strategie e acquisire le competenze legate alla sua professione. Tuttavia, aveva scarsa conoscenza delle abilità artigianali del Regno Unito e dell’Irlanda, parte integrante dell’eredità culturale del paese e aspetto imprescindibile in uno studio del prodotto. Decise così, di abbandonare il suo ruolo e di intraprendere un viaggio itinerante per le isole della Gran Bretagna, con lo scopo di incontrare persone che producevano manufatti, creativi e artigiani. La Lock comprese subito che alcuni tra questi possedevano abilità radicate nella tradizione britannica che rischiavano di andar perse. Al rientro, Catherine cercò quindi di capire come sfruttare le nuove nozioni e come riuscire a valorizzare l’artigianato autoctono con cui era entrata in contatto e dal quale era rimasta impressionata.

La Lock incontrò Natalie Melton durante un dibattito sull’artigianato. Direttore commerciale di Arts & Business, un’agenzia di mediazione e consulenza alle aziende che supportano l’arte, assieme a Mark Henderson, la Melton aveva dato vita a Crafted. Il programma di tutoraggio per artigiani si prefiggeva di metterli in contatto con gli esperti del mercato del lusso e con i suoi acquirenti, con la convinzione che questo business abbia radici profonde nel mondo dell’artigianato. Handerson, tutor di Crafted, era un professionista con una carriera nell’ambito di marchi del lusso britannico ed è tutt’ora presidente di Gieves and Hawkes, una tra le principali realtà di sartoria su misura del paese. Mark è inoltre, membro del consiglio di amministrazione del Queen Elizabeth Scholarship Trust, che supporta gli artigiani nell’ampliamento delle loro conoscenze e abilità. Quando Catherine stava tentando di mettere a frutto quanto appreso nella sua esperienza sul campo tra i paesi della Gran Bretagna, Natalie le presentò Handerson con il quale avviò un dialogo mirato a indirizzare le loro comuni competenze nell’ambito dell’artigianato locale. Dopo circa nove mesi, anche la Melton lasciò il suo lavoro e si unì ai due. I tre, seduti a un tavolino, sorseggiando caffè e tè fecero piani per il lancio del loro progetto. 

La loro expertise collettiva rende The New Cratsmen non solo una fonte affidabile per tutti gli amanti del bello e per coloro con un occhio attento all’estetica, ma anche un luogo capace di influenzare e dare forma ai canoni attuali alla base dell’artigianato britannico. L’avventura di The New Craftsmen iniziò con l’apertura di una boutique temporanea in Carlos Place, sempre nel quartiere di Mayfair, di fronte al Connaught Hotel, in un edificio in mattoni rossi, risalente all’epoca della Regina Anna e oggi sede di MatchesFashion.com. Era concepita su due piani (la struttura ne contava in totale quattro), dei quali uno era dedicato ai processi di produzione artigianale, mentre l’altro era riservato alla vendita dei manufatti. Il negozio rimase aperto per 17 giorni durante il periodo natalizio e ricosse ottimi risultati. Vita più lunga ebbe la seconda boutique, che rimase attiva da giugno a dicembre ed era situata alle spalle del Connaught, all’interno di una vecchia stalla con tutti i dettagli autentici intatti: ciottoli, mattonelle vittoriane, pavimento in cotto e una mangiatoia per i cavalli. Con un solo rubinetto, quattro prese elettriche e senza servizi igienici, ciononostante ebbe un grande successo, in parte anche perché venivano organizzate qui colazioni, pranzi e cene, momenti conviviali che facilitano l’incontro e lo scambio tra creatori e acquirenti. Da quando nel 2012 The New Craftsmen aprì i battenti al numero 34 di North Row, l’abitudine di condividere i pasti è stata mantenuta. Grande attenzione è data infatti, da parte dei tre, al cibo e alla sua provenienza con cui, secondo loro, il mondo dell’artigianato intreccia molteplici connessioni. Per questo, hanno l’abitudine di invitare persone a pranzo ogni venerdì, lasciando spesso un posto vuoto in modo che se qualcuno di interessante si presenti all’ultimo minuto, possa essere il benvenuto a tavola.L’area in cui ha sede il collettivo si suddivide in due parti: il negozio vero e proprio, dove sono esposti i manufatti in vendita, e lo spazio riservato alle commissioni. 

Nella zona espositiva, l’enfasi è sugli arredi, i casalinghi e gli articoli da regalo come gioielli oppure accessori in pelle, ovvero oggetti per la casa e cose che si possano usare. Il concetto alla base della selezione delle creazioni a mano, è che gli oggetti artigianali, oltre che avere un valore estetico, debbano essere funzionali. C’è un tavolo da pranzo in legno di frassino bruciato, realizzato a mano da Sebastian Cox. Con una superficie annerita dalle fiamme, questo pezzo rappresenta a pieno il lavoro di Cox che sperimenta l’utilizzo del fuoco come metodo di costruzione. Il tavolo è stato bruciato per crearne la superficie scura con il centro carbonizzato. Mentre le gambe presentano ciascuna un incavo, risultato anche questo, della tecnica di incendiamento. Il prodotto finale, lasciato intenzionalmente grezzo, mostra l’intero processo produttivo usato per la trasformazione del legno attraverso il fuoco. Ci sono poi i tappeti che Rachel Scott realizza tessendo la lana che fila lei stessa, senza tingerla. Gli articoli finiti appaiono così delle stesse gradazioni di colore del manto della pecora da cui la materia prima è stata tratta. In tal modo, Rachel è in grado di riconoscere con la lana di quale razza di animale il tappeto sia stato prodotto e quindi, da che parte del paese provenga: la Black Welsh ha una pelliccia nera con punte color ruggine e vive sulle montagne del Galles, la Devon Longwool, color crema, pascola nella contea del Devonshire, a sud-ovest dell’Inghilterra e la Shetland, dal pelo marrone e nero, e vive nelle isole Shetland, in Scozia.

Lo studio invece, è dominato da un grande tavolo in legno e da cassettiere nelle quali ogni artigiano qui rappresentato ha il proprio cassetto con campioni, informazioni sulla sua attività ed esempi di commissioni fatte in precedenza. Un luogo quasi sacro dove ricevere consulti personalizzati con l’idea che l’artigianato sia in grado di offrire prodotti ideati e realizzati su misura per il cliente. Come una galleria d’arte tradizionale, il negozio cura e promuove  le mostre degli artisti mentre dietro le scene, i fondatori di The New Craftsmen seguono e supportano gli artigiani attraverso il design dei loro articoli, la produzione e la consegna finale. 


Row, Mayfair, 34 N

W1K 6DG London, UK