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Lo scorso marzo il concept store del gruppo Jigsaw – The Shop at Bluebird –, aperto tredici anni fa a King’s Road, nel quartiere Chelsea, ha cambiato sede. Si è spostato in centro, a Covent Garden, al numero ventinove di Floral Street, in una struttura storica di 1.400 metri quadrati su tre piani. Alla precedente clientela selezionata sono stati preferiti i turisti – più traffico, più clienti potenziali. Il progetto del Bluebird di Covent Garden è stato affidato al Kohn Pedersen Fox Associates (KPF), lo studio di architettura newyorkese che ha realizzato anche il Rosewood hotel di Hong Kong e la One Vanderbilt, la torre di 427 metri in fase di completamento in Hudson Yard’s nel cuore di Manhattan. 

Il centro del negozio è illuminato da luce naturale che filtra attraverso il soffitto di vetro. Il pavimento è fatto di selciato, come i cortili all’aperto delle vecchie magioni. Al centro dell’atrio, dalle cui balconate pendono vasi e piante, c’è un’installazione: un icosaedro, un solido a venti facce specchiate che riflettono e distorcono l’ambiente, come anche la base della rampa di scale che porta al primo piano. Un arredamento e una scenografia generale che ricreano, con le parole di David Dalziel, il designer che ha firmato gli interni, un ‘parco giochi delle meraviglie’. «L’arte ha sempre interessato il Bluespring. Abbiamo disegnato lo spazio interno in modo che rivelasse progressivamente la sua bellezza teatrale» scrive Dalziel sul suo sito web. Co-fondatore nel 1983 dell’agenzia di design Dalziel & Pow, specializzata nell’arredamento di concept store e delle boutique di marchi d’alta moda.

L’edificio di Floral Street è una rimessa per le carrozze del Diciannovesimo secolo e ha ottenuto il riconoscimento d’interesse storico (Grade II-listed building) che lo pone sotto la tutela dello stato. I 1.400 metri quadrati si sviluppano in tre piani, che danno tutti su un cortile interno. Appena entrati, si procede attraverso la prima area sotto un soffitto coperto da piante, per poi arrivare all’atrio principale, su cui affacciano le balconate degli altri piani. Le pareti sono tappezzate da un’esposizione di artwork curata da William Ling, fondatore della Fashion Illustration Gallery e marito di Tanya Ling, artista, designer e illustratrice. Il secondo piano, in stile loft, ospita un cocktail bar, un ristorante, una terrazza e, dalla scorsa estate, un corner della catena Blink Brow Bar, il brand Fornasetti e l’Avery Perfume Gallery.

Oltre al mercato ordinario, The Shop at Bluebird ha scelto di aprire all’artigianato: lo testimoniano le rassegne dedicate al craft Culture and Craftsmanship e Postcards from Latin America, che per sei settimane hanno portato all’interno del Bluebird i loro pop-up store dedicati alla scoperta di brand di oggettistica, accessori, gioielli e capi prêt-à-porter fabbricati in America Latina e Medio Oriente non trattati dal mercato britannico. Tra questi Monica Sordo, designer venezuelana; il brand brasiliano Waiwai, fondato dallo stilista Leo Neves nel 2015, che produce borse alternando forme cilindriche e circolari in legno di palma e polimetilmetacrilato – il polimero alla base del plexiglass; Vanda Jacintho, altra stilista brasiliana, una carriera iniziata in Vogue Brasile a diciassette anni, fabbrica capi e gioielli lavorando materiali ecosostenibili come resina, mogano e seta, le cui fibre per policy aziendale vengono estratte non prima che la farfalla abbia lasciato il bozzolo; Nathalie Trad per il Medio Oriente, libanese, oggi vive a Dubai, produce borse in conchiglie di madreperla e abalone, legno e resina. Un posto, quest’anno, l’ha occupato anche l’Africa: per sei settimane il Bluebird ha ospitato venti brand africani, dall’abbigliamento femminile agli accessori, in un’esposizione dal titolo Between Us curata dal direttore della Lagos Fashion Week, Omoyemi Akerele.

La proprietà del Bluebird fa capo al gruppo multimilionario Jigsaw, la catena londinese fondata nel 1972 da John, Belle Robinson e Malcolm Webster, che ha visto fra i suoi dipendenti anche Kate Middleton, personal shopper nel periodo fra il 2006 e il 2007. Alle spalle del gruppo c’è la ‘società madre’, la holding Robinson Webster Ltd. Jigsaw, nata inizialmente come venditore di abbigliamento femminile a buon mercato e per bambini, è oggi secondo il Financial Times un gruppo in crescita e a debito zero. In Italia è stato il gruppo Coin a portare l’abbigliamento Jigsaw, nel 2017. The Shop at Bluebird non ha un proprio sito di e-commerce, si appoggia alla piattaforma Farfetch.com. Il gruppo Jigsaw ha registrato nel 2017 un aumento delle vendite online, cresciute del 45%, per un totale di 15.9 milioni di sterline di ricavi, pari a poco meno del 27% delle vendite totali.


The Shop at Bluebird

Carriage Hall, 29 Floral St,

Covent Garden, London

WC2E 9DP, UK